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Flusso di coscienza di Tito Faraci

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A Barcellona

Caganer


Qui tutto succede un paio di ore dopo. La mattina, la vita comincia verso le dieci. Si pranza alle due. La sera, i negozi chiudono alle nove e si cena alle dieci. Mi ha parecchio sbalestrato, essendo un tipo abbastanza mattiniero (e che va a tavola a mezzogiorno).  

Anche il tempo meteorologico è avanti, direi di almeno un paio di mesi. Sembra di essere in un bel mese di marzo, quando la primavera non fa la ritrosa.

Cibo ottimo. Il piatti di pesce, soprattutto, freschissimo e con vasta scelta. Ma una sera ho un po' esagerato e, complice forse un qualche virus influenzale, ho passato la notte abbracciato alla tazza del water.
Ci sono parecchi posti dove mangi al banco, con un tizio che ti cucina davanti chiacchierando con gli avventori.

A quanto pare, qui si usa scambiarsi i regali anche (anzi, se ho ben capito, soprattutto) il 6 gennaio. I negozi sono affollatissimi e con vetrine sontuose. Prezzi un po' più bassi che a Milano, talvolta anche molto più bassi. Siamo in compagnia di amici che conoscono Barcellona come le proprie tasche, e ci hanno guidato in uno shopping furbo e sfizioso. Per esempio, una meravigliosa coltelleria dove, tra l'altro, ho trovato il Floid (prodotto locale) in flacone piccolo, da viaggio. E un negozietto di strumenti musicali, con un commesso che si occupava solo di armoniche…

La notte di capodanno facciamo una passeggiata per la Rambla, vicinissima all'albergo. Niente botti: qui non si usano. Bene. Allegria senza follia, almeno per quello che ho visto. C'erano ovunque dei tizi che, con fare losco e furtivo, si avvicinavano proponendo di venderti… lattine di birra, manco fossero chissà quale sostanza illegale. Del resto, qui c'è sempre tanta polizia in giro: un dettaglio vagamente inquietante.

Nei presepi, che si vedono ovunque, per tradizione c'è la statuina del "caganer". Vale a dire un omino intento a defecare incurante del Grande Evento in corso. Mi fa ridere. Peccato che se ne siano impossessati anche i venditori di souvenir, con caganer raffiguranti Berlusconi, il papa, Zapatero e così via. Rovinano la poesia.

In una fumetteria, ho trovato cose mie che non sapevo fossero uscite in Spagna. A proposito, nelle edicole non ci sono fumetti.

Volevo lavorare, non ci sono riuscito. Però ho avuto qualche buona (credo) idea. 

 

 

 

Commenti

Ciao, strano che i festanti spagnoli non sparino i petardi...sarà uno dei tanti effetti della crisi?
non pensavo che il sud dovesse così tanto alla spagna in fatto di usi e costumi... (un paio di secoli sono stati sufficienti vedo) In pratica dalle mie parti (provincia di Lecce) è identico tutto tranne i botti Tra l'altro sono io meno meridionale in questo aendoli sempre odiat. E il cibo al banco ma ovinque si mangia pesce fresco
El descubrimiento del agua caliente...
no, nelle edicole non ci sono fumetti?! oddio.
Però il Caganer non ce l'avete mica, Massy... TF (che non è Tito Faraci), mi spiace non averti stupito. Sarà per la prossima volta. Giorgio, in generale le edicole avranno un quarto (se non meno) della roba che c'è in quelle italiane. Fabio, pare che la tradizione sia proprio assente, crisi o non crisi.
Stavolta mi firmo anche col cognome per evitare confusioni. Anche a me ha colpito della Spagna quello sfasamento di orari, e ancora di più in Galizia: quella regione all'estremo occidente dovrebbe avere un'ora in meno di fuso da un punto di vista solare (infatti il Portogallo subito sotto ce l'ha) invece l'orario ufficiale resta uguale in tutta la Spagna. Quindi lo sfasamento rispetto ai nostri orari in Galizia rasenta le 3 ore! Dico rasenta perché tutto sommato in Galizia sono meno "movimentati" che a Barcellona o Madrid...
Ciao Tito mi ha fatto piacere incontrarti. Ci si vede presto : ) Cl
el descubrimiento del agua calda... aun yo no sabia nada de como empiezan el ano los catalanes... riscoprire l'acqua calda può sempre essere utile. Chissà se l'assenza di petardi è dovuta al fatto che lì non sono mai stati di moda per festeggiare l'arrivo dell'anno nuovo o se sono stati vietati da qualche tempo? ps. a me la presenza della polizia non inquietava, anzi, soprattutto quando torni a casa da sola di notte, dà sicurezza.