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Flusso di coscienza di Tito Faraci

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L’importante è crederci

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Cominciamo con il dire che è un bell'oggetto. Un librone massiccio, che non smetti di rigirarti fra le mani. Con quella copertina, poi… 
(Altro che ebook!)
Mezzo secolo di storia della musica, attraverso i ricordi di Keith Richards. Che poi sia stato lui a scriverli, di proprio pugno, o abbia provveduto il "coautore" James Fox è una questione irrilevante. Del resto, si sa come vanno queste cose. Il fatto è che a un libro così tu, lettore, ci vuoi credere. Vuoi credere a tutta la passione e l'energia che trasudano da quelle righe.

Keith Richards ci racconta una storia fatta soprattutto di musica, molto più che di party scatenati e vizi assortiti come c'era da aspettarsi (sebbene non manchino nemmeno quelli). I Rolling Stones dei primi capitoli, in particolare, sono un pugno di ragazzi divorati dall'ossessione per il blues. Bianchi fuori, ma neri dentro. Capaci di suonare fino a farsi sanguinare le dita. Una gran bella storia, in qualche modo perfino… edificante. 

(E, a proposito di onestà, mi colpisce come Richards affronta la vicenda di Ian Stewart. Milite ignoto del rock'n'roll.)

Commenti

ce l'ho in libreria gia da un po' di giorni, dovrò leggerlo prima che mia madre inizi a rovinarmi tutti gli aneddoti.
Tua madre? E come farebbe a rovinarli?
leggendolo prima di me e raccontandomi tutto, non sarebbe la prima volta
ah ok, forse non avrei dovuto scrivere "libreria", cosi pare che ancora devo comprarlo. Ce l'ho a casa tra quegli scaffali pieni di libri, comunque si chiamino. Come si chiamano? Una biblioteca non sono sicuro. "Libriera"? Spero di si, sarebbe divertente.
Scaffale?