Flusso di coscienza - Flusso di coscienza

Flusso di coscienza di Tito Faraci

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Una storia mia

MagnificaPreda
 

Alla ricerca di un'idea per un nuovo soggetto di Tex e in fuga da una botta di caldo colossale, ieri vado in una pineta in riva al mare portandomi dietro il Dizionario del cinema western regalatomi a Natale da Diego Cajelli. Comincio a scorrere titoli e leggere trame, chiedendomi cosa succederebbe mettendoci dentro Tex Willer. Ma poi mi lascio trasportare nei ricordi di quei film, di quando li ho visti… il sabato sera, davanti a un televisore in bianco e nero sintonizzato sulla Svizzera Italiana… e da quei ricordi passo ad altri e mi ci perdo, leggendo quei titoli, guardando quei fotogrammi, con tutti quei cowboy, quelle diligenze, quelle pistole e quei pugni e quei saloon e quelle praterie e quegli indiani e i soldati blu e i buoni e i cattivi… e io bambino, la casa in cui vivevo, mio padre e mia madre, la scuola, l'oratorio, i giornaletti, la prima tv a colori…

Quando torno in me, al presente… colpo di scena: ho un soggetto in testa. Che non c'entra nulla con nessuna trama di film che ho letto. Però c'è, è venuto fuori lo stesso. 

Non so ancora se funzionerà, se sarà approvato. Ma sono già contento così. È stato bello.

Commenti

Incredibile come la creatività entri in moto quando meno ce lo si aspetta. Non ho capito però se questo nato durante la navigazione fra i ricordi d'infanzia sia un soggetto per Tex o un altro genere di storia.
Per fortuna ogni tanto succede. Il cervello lavora a nostra insaputa. Un po' come lasciar fermentare la birra.
Il soggetto è proprio di Tex.
Diego è ossessionato dalla Monroe : a Natale mi ha regalato un saggio in cui si sostiene che Mitchum l'aveva avvicinata, quando tutti e due lavoravano in una fabbrica di paracadute, perchè stava studiando la possibilità di farle spiare uno JFK afetto da un debole semipatologico per le stelline. Secondo il giornalista, uno svizzero cresciuto con i cowboy e le diligenze della vecchia Prima Rete Rai, Mitch lavorava per Hoover e Giamcana simultaneamente; nessun conflitto di interesse, considerato che i Kennedy preoccupavano tutti i due i committenti. Diego è cresciuto con i vecchi film in b/n di Norma Jean - tedia da anni Boselli perchè platini la cofana di Draka - e l'idea che Bob Mitchum l'abbia raggirata è per lui un affronto personale. Quando Milazzo ha caratterizzato Nick Raider come un clone del cattivo di Cape Fear, lo ha fatto spostare sulla testata di Magico Vento anche se Ivo era stufo di westerns. Gli avrebbe anche rigato la fiancata dell'auto, ma poi si è ricordato di Ken Parker e della splendida, ispirata, ''Marilyn '' del cartoonist ligure e si è limitato a ciucciargli la benza dal serbatorio con una cannuccia di gomma. E' rimasto afono proprio nei giorni di un suo provino per una trasmissione con Serena Dandini ( la vera ragione per cui si è ritirato dal mondo del cabaret ). Qualche tempo fa mi ha fatto leggere un soggetto per Tex che la dice lunga sulla sua passione per la bionda e la contro-cultura - non credo di fargli un torto riassumendola perchè, con tutto il bene che gli si può volere, non funzionerebbe nemmeno in uno special di Cico. In sintesi: Tiger Jack saluta i suoi pards e parte per cercare il cugino sciamano Geyser Jack , un medicine man che ''erutta'' termini nel modo poetico proprio dei pellirossa dei fumetti in qualsiasi occasione, anche quando sarebbe necessaria concisione e per questa ragione gli altri navajos lo hanno legato ad un tronco e lanciato giù per le rapide del fiume senza ritorno. Nel frattempo Tex e Carson sono chiamati dal generale Egon Jelli di Fort Monroe che necessita di due guardie del corpo che seguano i comizi di Mitch Titus, un meticcio Obama ante litteram, che da semplice agente indiano per le tribu' delle pinete marine è ora in corsa per il Congresso. Titus è un illuminato pensatore la cui piattaforma elettorale prevede uno stop a tutti quei dagherottipi sfocati in cui i capi indiani sembrano massaie platinate. I due pards accettano e seguono il politico per un duecento pagine a sei vignette di media, mentre il lettore scopre che Jelli è al soldo del bieco Kodak, uno sciamano rinnegato che commercia in magnesio e non vede di buon occhio la svolta progressista. Il climax della storia è raggiunto quando Titus sta sfilando in carrozza per le strade di Dallas e da dietro una siepe qualcuno spara in direzione del politico. Tex, rapidissimo, interpone Carson tra la pallattola ed il suo bersaglio. Il vecchio tizzone d'inferno porta sempre sul cuore l'omnibus Mondadori con il primo scontro tra Tex e Mefisto e ne esce illeso. Gli uomini di Jelli catturano un frastornato Geyser Jack, sostenendo che è lo shooter della pallottola magica. Lo stregone, mesmerizzato, rovescia sui suoi accusatori due palate di parole incoerenti e sta per essere linciato, nononstante le proteste di Tex e di Carson che atterra parecchi avversari a colpi di paperback ammaccato quando compare il solito deus ex machina ( solito in Tex? mmm ) nella persona di Cico che arruola il logorroico Jack tra i suoi comprimari. Titus si ritira in una hacienda trafitta da nani di gesso dove curerà i suoi nervi scossi. Kodak diventa un tycoon della post produzione di immagini, ma nel vecchio West nessuno se lo fila. Tiger arriva a cose fatte ed è talmente contento che il cugino sia altrove che crea il baloon più lungo della sua carriera e la pianta solo quando Carson lo colpisce sulla zucca con l'antichissimo primo volume brossurato dello Spirito sulla Scure, introvabile anche nelle bancarelle di Dallas. Forse. Lieto fine ?