Flusso di coscienza - Flusso di coscienza

Flusso di coscienza di Tito Faraci

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Fra me e me

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Di solito, evito che i personaggi delle mie storie parlino da soli. A meno che non si tratti di storie particolari, diciamo con un "impianto teatrale", in cui addirittura possono rivolgersi direttamente al lettore. Altrimenti, cerco di non caderci.
Se uno si mette a parlare da solo, mi sembra che abbia dei seri problemi.

Il punto però è che a me capita di parlare da solo, quando sto cercando la battuta giusta con le parole giuste. Mi capita mentre scrivo, davanti al computer. Ma anche camminando per strada, senza quasi accorgermene. Recito perfino interi dialoghi, con più personaggi. Per fortuna, almeno, lo faccio a bassa voce. Abbastanza bassa.

Mah. Si vede che ho dei seri problemi.

Commenti

Cerca di non dare troppo nell'occhio...fai come me, fai finta di parlare al cellulare... :D
Un dialogo di Tex al cellulare? È la volta che chiamano davvero la neuro...
Cosa intendi per "parlare da solo" riferito ad un personaggio? Alla voce fuori campo in didascalia? Perchè non ho mai letto un balloon in cui un personaggio parla esplicitamente rivolto a sé stesso. E poi, in Tex questo fatto non viene compensato dalle nuvolette di pensiero? Ricordo alcuni balloon di pensiero interminabili nelle storie del ranger.
Un tempo, nei fumetti si usava che i personaggi parlassero fra sé e sé. Ancora capita (si dice il peccato, non il peccatore). Mi sembra molto strano che tu non ti sia mai imbattuto in scene del genere. Mi viene da pensare che tu non ci abbia fatto caso... o che tu legga fumetti più "moderni". Per la verità, vale in particolare in certe storie disneyane. (Anche se di tanto in tanto ci sta bene, dà un tocco teatrale e crea una sorta di complicità con il lettore.)
Eheheh, è vero, un simile dialogo non si sposa bene con un cellulare :D
"Spedirò quel pendaglio da forca a guardare l'erba dalla parte delle radici..."