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Non ho più la forza

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Di nuovo.

Di nuovo "fumetto" usato come termine dispregiativo, a indicare qualcosa di banale, stereotipato, sciocco. Non ho più la forza di commentare. O, forse, non ne ho il tempo. Oggi ho da sceneggiare una sequenza complessa, di fumetto, e devo fare sul serio. 

(No, anzi, una cosa la dico... Peccato. Gramellini, per il resto, sta scrivendo cose molto acute e, perfino, scomode.)

Commenti

Va bbeh, Gramellini a parte, ho appena finito di leggere "Linea di sangue", e devo farti i complimenti! Sono un po' di parte, vista la mia fissa con le storie di soldati, ma devo dire che la storia parte da un bello spunto, ed e' orchestrata bene. Disegni di Diso essenziali e senza inutili fronzoli, come sempre. Tutto scorrevole fino alla fine. Bravo Tito!

Non credo volesse essere particolarmente spregiativo riguardo al fumetto. Credo lo abbia usato in luogo di "fiction".

Paolo, grazie!

Piero, dal contesto usato - certamente negativo - non mi sembra che fumetto sia stato in vece di storia, di fiction. Sarei contento di sbagliarmi, comunque, e lo ammetterei volentieri. Purtroppo, non mi pare così.

poveretto, povero gramellini, ignora. se sapesse, eviterebbe di scrivere scemenze.

Penso che non te la dovresti prendere,si vede che Gramellini non ha conoscenze,anzi ignora il mezzo fumetto,io da questo mezzo ho acquisito tanta conoscenza e spessore anche culturale,complimenti per lo speciale Brad Barron e per i tuoi futuri lavori.W il Fumetto Italiano e sopratutto Bonelli!

Veramente Gramellini sembra essere abbastanza a conoscenza del mondo del fumetto: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/base/grubrica.asp?ID_blog=47&ID_articolo=384&ID_sezione=70

Io sinceramente non vedo l'accezione negativa del termine. O meglio, la vedo, ma non lo vedo come un insulto al fumetto. E' come se dico "non farne un melodramma". E' negativo, ma non parlo male del melodramma. Capisco cosa intendi Tito, ma non credo che Gramellini pensi questo del fumetto, in tutta sincerità.

Ugh, che noia questo dibattito che ogni tanto si riaccende qui e là.

"Fumetti", nell'immediato secondo dopoguerra, erano chiamati in Italia i fotoromanzi - genere che, credo proprio, nessuna correttezza politica ha ancora redento: erano e restano cazzate… E così è rimasto il termine. Ha perfettamente ragione Lorenzo in quanto osserva sull'uso di «melodramma».

Gramellini deve aver letto il post. Sabato sera a "CheTempoCheFa" ha riproposto il suo articolo sostituendo a "fumetto" il termine "fiction". Vittoria!

Non arrivo a pensare che questo post possa essere stato letto e abbia influito. Ma mi fa piacere un aggiustamento di tiro.
Bene.

In quanto autore di Fumetti e anche di Fiction sono in grave imbarazzo: qual'è peggio?
:-)

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