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Flusso di coscienza di Tito Faraci

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Il mese dopo

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… però alla fine a me piace avere una casa piena di libri, ovunque. Libri di carta, dico. Può darsi che sia una questione di orgoglio o una forma di feticismo. Può darsi, ma non solo. È l'idea che ai miei figli basti allungare una mano, per prendere e poi leggere ciò che vogliono. È l'idea che i libri circondino me, la mia famiglia. Che possa scorrere i titoli sui dorsi con lo sguardo, per trovare o ritrovare. Al confronto, il Kindle mi sembra una piccola porta chiusa (anche se dentro può starci il mondo). 

Ma ciò non significa che smetterò di usarlo. In parecchie circostanze, sarà comodo. Lo è già stato. Comodo, razionale, perfino divertente. Mica lo nego. 
Almeno per il momento, però, è una cosa in più. Non una cosa invece

Commenti

Spazio permettendo, sono della tua stessa idea. Purtroppo i limiti fisici sono sempre troppo vicini, e troppo veloci da raggiungere...
In certi momenti penso che il digitale ci renda tutti un po' "guardoni" che spiano da una finestra, che a volte si chiama monitor e altre kindle, smartphone.....
In effetti a furia di mettere il nostro mondo nei tablet e negli smartphone rischiamo di rimanere con le case e le città vuote, e il mondo in tasca. I social network crescono ma si riduce la nostra "anima sociale". Effetti dell'evoluzione digitale o semplice momento di passaggio?
Condivido il pensiero sulla necessità di avere dei libri in casa per sé e per gli altri ma spingo il pensiero un po' più in là: ebook come norma e formato cartaceo solo per i titoli che prediligiamo. Una libreria cartacea più ristretta e selezionata che parli di noi e per noi, il resto digitale.
convivenza e integrazione credo siano le parole chiave. Io son uno sfegatato feticista e devo avere l'oggetto fisico:CD Vinile Vhs Dvd BR,libro ecc ecc. Ovvio che lo spazio(che non ho) mi faccia apprezzare ANCHE il digital pocket :-)