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Flusso di coscienza di Tito Faraci

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Il campione sbagliato

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Non smetterò mai di sorprendermi, e un poco avvilirmi, quando sento dire da qualcuno – in particolare da un collega – che una certa storia di Tex, Dylan Dog, Topolino, Diabolik… insomma, di una serie di fumetto popolare ad alta diffusione, è andata bene oppure male perché se n'è parlato bene oppure male su un forum. Come se si trattasse di un valido strumento statistico. Sono stanco di spiegare una cosa per me ovvia. Cioè che il lettore medio di quel tipo di fumetto non frequenta forum, né attivamente né passivamente. È un altro tipo di lettore, semplicemente. Chiamatelo pure "lettore da tram", se volete: lo sono anch'io, in altri ambiti (leggo narrativa, ma non ho mai pensato di frequentare un forum sull'argomento), e ne ho grande rispetto.
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Secondo me, poi, gli autori dovrebbero girare al largo dai forum. Ma di questo ho già parlato QUI.

Commenti

Io sono convinto che il lettore medio di qualunque genere non frequenta i forum. Sono pochi quelli che discutono di ciò che leggono sul web. La maggior parte delle persone cazzeggia guardando foto e video e scambiando commenti sui "divi" del momento, la minoranza si "scanna" su temi politici ;)
Eccone uno lettore di quei fumetti che non sa neanche dove siano e quei forum e mai si sognerebbe di cercarli
ciao tito. secondo me non è il caso di parlare in termini così negativi dei forum. sono d'accordo sul fatto che i forum non rappresentino certo la maggioranza dei lettori, e posso anche convenire che non siano un valore significativo ai fini statistici, però personalmente ho motivo di stupirmi del fatto che un autore scelga di ignorarli, sapendo che si tratta pur sempre di un campione di appassionati che (scannandosi o meno) cercano di dire la propria. naturalmente non mi riferisco a te, che almeno qualche capatina su alcuni forum hai avuto modo di farla, ma parlo in generale di un atteggiamento diffuso fra molti autori, che sanno che ci sono i forum ma non li tengono in considerazione, cosa che invece io ritengo importante, visto che, diversamente, non ci sarebbe per un autore nessun modo per sapere cos ne pensano i lettori delle sue storie, a parte occasionali ritrovi fumettari, oppure aprire un blog tutto proprio...
In questo post non ho parlato in termini negativi dei forum, ma di una sorta di interpretazione statistica, a mio parere sbagliata e fuorviante, che qualcuno ne dà.
La mia posizione in merito è integralista. Credo che l'autore *non* debba porsi il problema di cosa si pensa del suo lavoro. E quindi dovrebbe ignorare completamente l'esistenza dei forum, che sono una cosa dei lettori, tra i lettori, per i lettori. Michael Crichton raccontò in un'intervista di avere smesso completamente di leggere le opinioni dei lettori. Disse: "Non ho mai trovato nessuno che mi dicesse dei miei libri qualcosa di diverso da quello che già sapevo".
Sono d'accordo con te, Michele. Del tutto.
Io sinceramente non sono totalmente d'accordo sull'irrilevanza statistica dei forum: sono di certo sempre più "estremisti": si parla facilmente di capolavoro e di schifezza mentre si trascurano quasi sempre le mezze tinte. D'altro canto frequentando spesso i forum (in particolare di Tex) ma anche parlando di fumetti con "gente comune" noto che la linea di massima è condivisa: Patagonia è una storia assai bella, mentre il finale di "caccia infernale" è un po' loffio. Ovvio, il mio campione non è granchè statisticamente significativo ma insomma mi sembra che i giudizi siano tutti più o meno coerenti, facendo una media globale. Per questo magari non gli autori in prima persona ma gli editori un'occhiatina ai forum dovrebbero darla, e anche in virtù dell'estremismo di cui sopra potrebbero individuare da principio trend negativi così da correggerli prima che il "lettore medio" se ne accorga. Potrei fare un esempio abbastanza eclatante ma non mi sembra bellissimo parlar male di un autore su un blog di un altro autore per cui evito ;)
Per Lorenzo: riguardo agli autori, un autore sa benissimo come gli è riuscita una storia, senza andare a guardare i giudizi dei lettori. Per quanto riguarda gli editori, un editore che ha bisogno di guardare i forum per sapere come regolarsi forse è meglio che faccia un altro mestiere. Oltretutto, non va dimenticato che le storie le realizzano gli autori: editore e editor vari, salvo rare eccezioni, non vi mettono mano. I dati statistici estrapolati dalla lettura di un forum sono appunto utili... statisticamente, ma non certo a fini pratici. Non va dimenticato poi che ci sono serie risultate graditissime su internet, ma che hanno venduto poco. E viceversa. In questo caso, quindi, la lettura dei forum sarebbe addirittura fuorviante, e un editore e un autore che volessero farvi affidamento sarebbero clamorosamente sviati. Un'ultima annotazione specifica sulla Sergio Bonelli Editore. Le serie Bonelli hanno tempi di lavorazione lunghissimi, e le eventuali "correzioni di rotta" con la serie in edicola sono praticamente impossibili. Soprattutto oggi, molto più che vent'anni fa, gusti, mode, tendenze e media cambiano vorticosamente. Una serie realizzata in questo momento troverà fatalmente, al momento di vedere la luce, un mercato diverso da quello attuale.