Flusso di coscienza - Flusso di coscienza

Flusso di coscienza di Tito Faraci

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Un’intervista atomica

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Mica male, per cominciare la settimana…

Diego Cajelli, il ben noto scrittore atomico, mi ha intervistato per il suo scintillante blog. Trovate tutto QUI.

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Sono a pagina 118, dovrei iniziare il capitolo 26, ma sto pensando di mollare. Avrei voluto abbandonare prima, sono sincero, tuttavia ho preferito continuare nella speranza che accadesse qualcosa, una qualunque cosa che mi convincesse di non aver sbagliato a perseverare, invece nulla. Mi piace il prologo, mi piace l'idea delle "pause" in stile blog, odio la copertina (con tutto il rispetto, la trovo orribile). Si nota la provenienza dalla sceneggiatura per fumetti nello stile: frasi brevi, tempo presente, molte sequenze d'azione (che descritte mi hanno annoiato), molto visivo (che avrebbe reso di più attraverso immagini), quel rivolgersi diretto al lettore (che in sceneggiatura sarebbe stato il disegnatore) all'inizio di capitolo 18 (pag. 83) che distrugge la sospensione di incredulità che poteva essersi creata (non mi è piaciuto proprio). Ci ho provato, ci sto provando. Mi dispiacerebbe tantissimo dover abbandonare la lettura, mi dispiace tantissimo che non mi stia piacendo un romanzo di Tito Faraci; magari tu stesso o qualcun altro potrà convincermi a continuare (?).
@ Tito: sono il ragazzo del "primo autografo" al Mel Bookstore di Roma. Finito, letto in due giorni e molto apprezzato. Le atmosfere, in certi momenti, mi facevano tornare alla mente quelle di "Misery" di King e nei personaggi ho ritrovato un po' le dinamiche di Lost (allora non è un caso che poi venga citato?) Il colpo di scena finale (quello prima dell'epilogo, per intenderci senza spoilerare) non me l'aspettavo proprio e tutta quella sequenza è un piacere da leggere. Però... arrivato all'epilogo mi son chiesto "e ora?" Non voglio scendere nei dettagli per non rovinare la lettura a chi non l'avesse finito, ma mi ha dato l'impressione che il volume lasci ampio spazio per raccontare molto di più. Ottimi i personaggi, l'ambientazione, l'avventura, i nemici, i flashback. Però, come siamo arrivati a questa situazione? Che cos'è davvero la malattia, come si è originata? E quella situazione del finale (non voglio dire troppo) scopriamo che c'è, che esiste, ma come è venuta fuori, quali sono i legami con Ray? Diciamo che c'è spazio per un sequel... ci contiamo? ;) @Filippo: posso provare a spezzare una lancia in favore del libro? Non so se hai già incontrato il villain principale, e il suo gruppo, e a che punto sei nel rapporto Jaco/Nico, ma gli sviluppi sono davvero ben fatti e mi hanno tenuto incollato al libro fino alla fine. Per quanto riguarda lo stile, io ho gradito i momenti in cui il narratore si distacca dalla storia e si rivolge al lettore, e anche per quanto riguarda le scene d'azione (io che sono uno che odia l'azione, al cinema, nel fumetto e soprattutto descritta in un romanzo) non le ho trovata eccessivamente lunghe. Ma qui sono gusti...