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Flusso di coscienza di Tito Faraci

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Quattro parole

Snoopy_scrittore

Ho avuto quella che, per tutta una serie di ragioni di cui prima o poi vi parlerò, considero una gigantesca fortuna. Non ho proposto un romanzo a un editore. È stato l'editore, nella persona della responsabile di una collana, a proporre a me un romanzo. Proporre di scriverlo.

"So che ti piace Stephen King," mi ha detto. "Ti piacerebbe scrivere qualcosa alla It? Pensi di poterlo fare?" Una specie di provocazione, e assieme un atto di stima, di cui non le sarò mai abbastanza grato. Mi è venuto da ridere, ma poi ho ribattuto: "Penso di potere provarci."

Ecco. Non ho problemi a dichiarare che Oltre la soglia appartiene a un genere, l'horror, e che la mia stella polare – irraggiungibile, ma comunque importante per trovare una strada, che però alla fine sono riuscito a fare e sentire mia – è stato Stephen King. 

Per prima cosa ho cercato uno spunto semplice. Una trama che potesse essere riassunta in quattro parole. L'ho trovata dopo qualche settimana di riflessioni. Mi ha colpito come un fulmine. Benché la cercassi, è riuscita a sorprendermi. Quattro parole…

Tutti gli adulti impazziscono.

Okay. La trama è tutta qui.

Ma, anche, è solo l'inizio. Aggiungiamo qualcosa…

A causa di un'epidemia su scala mondiale, tutti gli adulti impazziscono trasformandosi in creature sadiche e violente. In una città devastata, un gruppo di ragazzi cerca di sopravvivere.

La faccenda si fa più interessante, vero? (Rispondetemi di sì, per favore.) Mettiamoci ancora qualcosa, però, per alzare la tensione. Un interrogativo angosciante, che attraversi la storia e in qualche modo tocchi il lettore…

A causa di un'epidemia su scala mondiale, tutti gli adulti impazziscono trasformandosi in creature sadiche e violente. In una città devastata, un gruppo di ragazzi cerca di sopravvivere.
Ma quando si diventa adulti? Quando termina l'adolescenza? Per ognuno, accade in un momento diverso. Non ci sono un'età, un giorno precisi. Si sa solo che accadrà, inevitabilmente. E sarà l'inizio della fine. 

A questo punto, mi sono messo a riflettere sui personaggi, sul contesto e sullo sviluppo del romanzo. Mica facile. Ma ne riparliamo un'altra volta, senza rovinarvi sorprese. (Ci mancherebbe altro, con tutta la fatica che ho fatto!)

 

 

 

Commenti

mica facile ...
E'un buon tema. Io ho scorso le bozze della versione ICS - credo che nel frattempo l'editing abbia falciato qualche spunto - e mi ha molto colpito il capitolo dove un ragazzo, Steve '' Hit It '' InkPot, sempre con il naso in un libro anche quando cammina x strada e campione, su strada appunto, di collisione con lampioni e pietre miliari, è falciato dal solito SUV addicted. E' in ospedale quando tutti gli adulti impazziscono. Passa la convalescenza scrivendo di una epidemia su scala mondiale che trasforma tutti i pedoni in creature sadiche e violente che rigano tutti i SUV su cui posano lo sguardo, ma quando si diventa pedoni? non esiste un momento preciso. In un vecchio sketch di Panelli, capitava quando si fondeva il motore, ma Paolo entrava immediatamente in un concessionario ed incappava in un crampo dello scrittore a furia di siglar cambiali. Capisco che nell'economia del romanzo la digressione avrebbe portato il lettore fuori strada. Paz. Non vedo, comunque, l'ora di leggere il romanzo.
messa così, sembra il villaggio dei dannati al contrario.
Eppure mi ricorda qualcosa... la trama di qualcosa (un fumetto, forse?)...
Boh, adesso magari qualcuno troverà somiglianze con altre cose. Capita sempre, Sempre. Se uno ci badasse troppo, non scriverebbe nulla. Io ho cercato una trama efficace, che ho portato avanti a modo mio, fino alla fine. E questo la rende in ogni caso originale. Mi basta.
sono curioso di sapere come va a finire. cioè seguendo la logica è abbastanza scontato, quindi non potrà essere quello. Ma in un mondo di pazzi sadici e violenti, non sono i ragazzini ad essere i mostri? (io sono leggenda docet)
Ettore, una trama simile si trova in "Dopo il grande splendore" (conosciuto anche come "L'ultima gioventù") di Horacio Altuna. Ma il Maestro Tito saprà sorprenderci... :-)
Fra l'altro in "Dopo il grande splendore" gli adolescenti giunti alla maturità sessuale morivano mentre qui si "limitano" a impazzire... :-)
dire che mi hai incuriosito a bestia è dire poco lo comprerò di sicuro
"Dopo il grande splendore" è stata sceneggiata dal grande compianto Trillo. L'ho tenuta presente, ma solo per NON fare nulla di simile. E infatti, come potrà verificare chi avrà la bontà di leggerlo, il mio romanzo racconta tutt'altra storia. (Se vogliamo, molto più imparentata con le storie di zombi...)
Ehi, non volevo certo accusare di copia o altro! Che poi parliamone, cosa è orignale oggi? Conta cosa o come si scrive? Etc etc... Però mi aveva risvegliato un sensazione di una piacevole lettura che non riuscivo a ricordare (come mio solito): grazie a Maurizio per avermi svelato a cosa stavo pensando! E in bocca al grillo parlante a Tito!
Tranquillo, Ettore. Avevo capito che non era un'accusa!
C'è un episodio della serie classica di Star Trek che parla dell'argomento del tuo libro: "Miri".
@Hytok Ah, chissà quante altre cose salteranno fuori con trame simili alla mia! Ma devo mettermi in testa che è inevitabile. Comunque, sono corso a controllare la trama dell'episodio in rete e... be', la mia è un'altra storia. Con punti di contatto, ma un'altra. (Non c'è nessuna mutazione fisica, la malattia non porta alla morte, non corrisponde alla pubertà e protagonisti della mia storia, quindi, sono giovani, non bambini...)
Finalmente posso commentare anch'io il libro :) (volevo essere breve ma non ci sono riuscita). Come sai, ti conosco da PKNA; uno dei primi numeri che ho acquistato vedeva l'inizio della miniserie "Io sono Xadhoom" da te sceneggiata, ed è stato proprio grazie a "cattiveria" di quella serie, molto poco disneyana, che ho capito che Pk era qualcosa di diverso dal solito. Poi ho scoperto anche la tua vena di autore più comico-demenziale. Sono stata contenta di aver ritrovato questi aspetti in "Oltre la soglia", visto che non amo il genere horror (anche se guardo volentieri film catastrofici, da Cloverfield a Io sono leggenda). E' un libro che leggi tutto d'un fiato per vedere come va a finire, ma nel frattempo apprezzi i dialoghi, i personaggi credibili e le ambientazioni ricreate in poche righe azzeccate. Ammetto di aver un po' sorvolato sui momenti di lotta, che tu da bravo sceneggiatore avevi immaginato nei dettagli. Come tu stesso scrivi in questo post e nei commenti, è inevitabile che la trama ricordi qualcosa di già visto/letto (soprattutto nel finale, mi aspettavo una conclusione meno tradizionale). Non mi aspettavo forse il "pippone" sul crescere che Jaco fa ad Anna, visto che avevi detto di non voler lasciare messaggi... Il resto sono curiosità da making of, del tipo: perché in due anni i ragazzi non si sono dotati di mezzi di trasporto, invece di doversi muovere a piedi? E non potevano recuperare i semi e coltivare qualcosa per avere un minimo di autosufficienza alimentare? Gli adulterati come facevano ad avere tutte quelle pallottole per i fucili? E per la loro parlata ti sei ispirato alle vocali trascinate della cadenza milanese? :P In definitiva: mi è piaciuto, anche se a volte mi è sembrato di perdere qualcosa non essendo parte del target "young adults". Sarei curiosa di sapere cosa ne pensa del libro un ragazzo che non ti conosce e ha preso il libro grazie alla copertina, al titolo o a consigli di amici. Intanto lo passo a mia sorella di 20 anni :)