Flusso di coscienza - Flusso di coscienza

Flusso di coscienza di Tito Faraci

RSS Feed

Andare avanti

Oggi ho scritto quel che dovevo. Il minimo, ma ce l'ho fatta. Oggi ci sono riuscito. Dopo avere passato la giornata di ieri sul divano, con il portatile accanto, a leggere messaggi in uno stato di stordimento. E a rispondere al telefono e alle mail, anche. Mi scuso qui con chi mi ha sentito laconico, addirittura sbrigativo. Non riuscivo a dare di più. 

Oggi ho scritto le tavole di Tex che dovevo. Non una di più, ma neanche una di meno. Non saranno un capolavoro, di questo sono certo, ma funzionano. Funzionano abbastanza. Io sono andato in scena, lo spettacolo è andato avanti. E ho continuato a ripetermi "è quello che lui vuole", per poi subito correggermi. "Che avrebbe voluto."

Pensavo, pensavamo tutti che lui fosse immortale. E lo è davvero. Sta a noi mantenerlo vivo, nel nostro ricordo e nelle nostre storie. Anche se adesso sembra così dura.

Commenti

Sarà prima durissima, poi un poco meno, poi diverrà dolce e screziata di nostalgia. C'è tempo per ogni sentimento, e già quello che stai facendo è moltissimo. T.
Si Tito,ora sembra davvero dura...è stato un brutto colpo per tutti noi.
Le tue parole denotano veramente una grande sensibilità, qualcosa che va ben oltre il rapporto tra il datore di lavoro - per quanto rispettato e benvoluto - e il "dipendente" (se mi passi questo termine non esattamente appropriato). Le tavole che hai preparato potranno forse risentire dell'emozione che ti attanaglia, ma sicuramente avranno anche tutto il profumo di questa sensibilità.
Tex ha perso suo "fratello". Sta a te, carissimo Tito, insieme agli altri collaboratori, non farlo sentire "solo". Noi lettori faremo la nostra parte... Con un groppo in gola...