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Flusso di coscienza di Tito Faraci

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L’unico alieno buono è quello morto

CandA


Cominciamo con il dire che la fusione fra western e fantascienza non è certo una novità. Perfino nella saga di Tex, c'è stata una storia in cui il ranger si scontra con gli extraterrestri. Ma questo significa poco: l'originalità è, spesso, una virtù sopravvalutata.

Con un plot che sta quasi tutto nel titolo, Cowboys and Aliens è un film che si prende dannatamente sul serio: un pregio e, assieme, un limite. Porta avanti la trama con rigore e coerenza, anche nei punti più "audaci" (gli alieni attirati sulla terra… dall'oro), ma un po' di ironia in più non avrebbe guastato. A dominare, a sorpresa, è il genere western, di cui sono rispettati tutti i canoni e i giri di boa. Nella prima mezz'ora, di fantascienza ce n'è proprio poca. E va bene così. Peccato che poi, in un accumulo di elementi classici (indiani e banditi compresi: non ci si fa mancare nulla), il racconto si appesantisca, diventando sempre meno avvincente, e tiri un po' in lungo per sciogliere tutti i nodi.

Insomma, forse è un film che mi dimenticherò fra un mese. Però mi è difficile capire il perché dei giudizi tanto severi che vedo girare. 

Commenti

Forse vado un po OT, non ho ancora visto il film e non so se è questo il caso. Però mi pare che al giorno d'oggi ci siano parecchie persone pronte a prendersela con gli intellettuali...ma che poi cercano di esserlo loro stessi, e per questo tranciano giudizi negativi su tutto quello che gli pare anche solo leggermente nazionalpopolare. Un po' come chi parla di libri...al diavolo l'accademia, siamo liberi di dare un giudizio... e alla fin fine diventano ultratalebani e discettano di stili, regole.... :)