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Flusso di coscienza di Tito Faraci

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Rieccomi qui. 
Per cominciare una buona (credo, spero) notizia per gli affezionati fruitori del blog: sono vivo. Fra questo post e il precedente c'è stata la più lunga pausa da quando ho iniziato la mia "carriera" di blogger, tre anni orsono. E comunque nell'ultimo mese e mezzo il ritmo è parecchio calato. Non dite di non esservene accorti, altrimenti ci resto male.
Il fatto è che ho avuto – e ho ancora, ohimè – un mucchio di lavoro da sbrigare. "Colpa" anche e soprattutto del romanzo, che ha sgomitato con prepotenza in mezzo a tutti i fumetti da sceneggiare. Un'esperienza importante, intensa, faticosa, intima e a tratti esaltante, di cui dovrò parlarvi in uno spazio a parte. A ogni modo, già che ci siamo, sappiate che ho finito. Finito. Si intitola Oltre la soglia e uscirà per Piemme in ottobre. Ho notato che i romanzieri si fanno spesso un mucchio di problemi a dichiarare che un loro libro è "di genere". Io no, anzi. Quindi vi informo che si tratta di un horror.
Ma sto divagando. Perché volevo innanzitutto parlarvi di un altro motivo per cui ho scritto poco sul blog.
Twitter.

Se non sono stato molto qui, è anche sono stato là. Non lo nego. Twitter mi piace, mi diverte e lo trovo uno spazio importante e utile. Tanto ho detestato FaceBook, tanto sto apprezzando Twitter. Tutta un'altra cosa, signori.

È uno spazio per esprimere opinioni, informare e – perché no? – raccontare  se stessi con sintesi e rapidità. Se mi viene una cosa da dire, posso cavarmela quasi sempre anche con solo 140 battute. Il che rappresenta pure un buon esercizio di sintesi. 

Me lo avevano appioppato come un "micro-blog" (o qualcosa del genere). Non è proprio così. Ma non è neanche un social network ingombrante e assillante come FB. Scrivi una cosa e, quasi sempre, finisce lì. Chi ti segue ti leggerà, si spera con interesse. Di tanto in tanto, qualcuno ti risponde o ti cita, ma il dialogo di norma si esaurisce alla svelta. Non ti senti nemmeno obbligato a rispondere, se non hai risposte o il tempo per darne.

Scrivo e leggo. Leggo i tweet di altre persone, che scrivono cose che mi interessano e divertono. Spesso entrambe le cose assieme.
140 caratteri: basta un'occhiata. Pochi istanti. 
Mi fa compagnia, mentre lavoro, e in cambio mi chiede poco. Anche nei giorni in cui mi sembra di twittare (si dice così?) come un pazzo, se alla fine faccio il conto ho scritto meno che in un post medio del blog.

So che ci sono dei rischi, certo. Li vedo all'orizzonte. Rischi simili proprio a quelli che mi hanno fatto fuggire da FB. Rendersene conto, però, è già un aiuto. E un rischio che non voglio correre, di sicuro, è quello di trascurare ancora questo blog. Ma la colpa, la più grossa, come vi ho spiegato non è di twitter.

 

Commenti

Cip cip cip... Posso sottoscrivere? Solo che tu sei più bravo a mantenere aggiornato il blog. Forse dovrei tornare ad essere una blogger più libera, ma allora anche più anonima. Il mio neo blog è letterario e non posso mica scrivere un racconto al giorno, eh! Caspita, mi hai indotto a un'autoanalisi. Ciao Mr. Freud, EMma
Come il blog non c'è nessuno. Richiede un sacco di tempo e tante idee, ma si può supplire aprendo un blog corale, con coristi che siano sulle tue stesse corde. Twitter l'ho usato un po', mi sembra inutile e piuttosto ridicolo -de gustibus-. Facebook lo detesto, è (s)personale e la cosa non mi va tanto giù. Il neonato google+ mi attira. Ci sto sopra e se dovesse rimanere così -schietto e sincero-direi che è l'idea giusta.
A me mancano i tuoi post...
Grande Tito! è sempre un piacere leggerti qui o su twitter, comunque condivido... FB è assillante!
Condivido l'opinione di Massy: mi mancano i tuoi post, qua sul blog. E la notizia del libro è fichissima, va da sé. Io amo i libri di genere e specialmente quelli horror. E visto che amo anche il tuo modo di scrivere (vedi il Cane Piero), credo che tu abbia già una lettrice. :)
Twitter non ha interazione diretta, i twit non sono commentabili, secondo me è adatto a chi non ha voglia di mettersi troppo in gioco da pari a pari. L'eccesso opposto è il forum: tutti utenti uguali. Il blog, sempre IMHO, è la giusta via di mezzo.
Io FB lo bazzico con noncuranza, non mi opprime e non mi esalta. LO uso per prendere in giro me e gli altri e per fissare incontri o sapere cosa fanno glia ltri che mi interessano. Twitter non ho francamente capito come funziona, a cosa serve, come farlo partire, etc. In pratica sono iscritto ma non so cosa sia.