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Flusso di coscienza di Tito Faraci

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Nel segno di Colan

Gene Colan Dracula

Se n'è andato Gene Colan. Uno dei disegnatori a cui sono stato più legato, su cui ho formato il mio immaginario e il mio gusto. Stiamo parlando di ricordi, di suggestioni che appartengono alla mia infanzia. Al sogno, che avevo, di diventare un fumettista, scaturito dalle pagine di Devil e di Dracula, come le disegnava lui.  Solo lui. Con quel suo segno possente e liquido che è stato, e sempre sarà, inimitabile. 

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Apprendo la notizia leggendo questo post nel feed reader e non è un bel modo per iniziare la giornata. Prima del disegno, di Colan si guardava la composizione della pagina con i quadri storti e non allineati. Questa costruzione della tavola dava un ritmo inimitabile alla lettura. Gli inchiostri (anche su dracula e devil) nascondevano spesso quella matite grosse e grasse che col raffinarsi delle tecniche di stampa abbiamo imparato ad amare. E poi c'erano le prospettive esasperate e grandangolate e le auto che volavano sull'asfalto e che Miller ha ripreso da là. Era bravissimo ma non leggevo suoi fumetti da anni. Mi mancava. Colgo l'occasione per rispolverare i dracula essential, i devil e le storie di detective inc che uscivano sulle riviste torpedo e, se ricordo bene, ken parker magazine (e che adesso ricompro in un volume IDW uscito un paio di anni fa).
Non gli piaceva Namor perchè aveva la testa piatta ( '' non ha l'aspetto di un eroe '' ) e il suo Iron Man sembrava un tizio di Oz che puoi incrociare se lasci il Kansas. The Dean è anche in queste cose. E' nella fossetta e nel cappello sulle ventitrè dello scanzonato Mike Murdock ( ulteriore identità fittizia di Dareevil ), nella maschera da caratteristica di Trapster che rotola per le scale della metro avvinghiato a Scavezzacollo, nella Vedova Nera che si asciuga i capelli appena uscita dalla doccia, nella splash degli Esiliati che cercano Cap nel corpo del Teschio Rosso sull'isola che non c'è, nella sci-fi poppissima dei primissimi Guardiani della Galassia e nella trilogia degli Avengers in cui Clint Barton reincontra il fratello gangster, diventa Golia e ci dice, finalmente, che si chiama Clint Barton. Mi piace moltissimo tutto quello che ha prodotto con Palmer, ma il bimbo ime, ammesso sia mai stato bimbo, va pazzo per le sue matite rifinite da Tartaglione & Co - quella sensaz che Gene fosse davanti alla tavola inclinata e iniziasse da un punto ics ( alla Paz ) e via come teleguidato, perchè il segno era in lui e doveva solo sbobinarlo. So long Gene.
Penso che il miglior modo per onorarlo è ammirare i suoi disegni, le sue opere! Ad ogni modo spero avrai tempo e voglia di ricambiare la visita sul nostro blog Vongole & Merluzzi, dove stavolta parliamo dell' "io" ;) http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/06/24/che-cazzo-ce-che-cazzo-vuoi/ Grazie e complimenti per il post ;)
Che tristezza :-( nel rimpianto, carino trovare radici comuni alla nostra insana passione per il fumetto. Baci, C.
È stato un grande. Così diverso dalla triade di quelli che considero i maestri classici della Marvel (Romita, Buscema e Kane).