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Flusso di coscienza di Tito Faraci

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Cronaca di un naufragio

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Ad ammettere un flop ci vuole un'onestà che, di questi tempi, rasenta il coraggio. Plauso quindi a Paolo Interdonato, che lo ha fatto con schiettezza QUI.
Un flop che è anche mio, dato che per la seconda edizione di Streep ci ho messo la faccia e ho dato tutto l'aiuto che potevo. Ma che, mi viene da dire, non è stato abbastanza. 

Se penso che la prima serata, in cui ero anche uno dei tre ospiti, mi era sembrata andata male, perché c'erano "soltanto" una cinquantina di persone, famigliari compresi…
Non immaginavo, ohimè, che il numero si sarebbe drammaticamente abbassato nelle due successive. Domenica è stata una sorta di riunione di redazione di Diabolik.

Resta il fatto che il Bitte è un posto divertente, dove, per esempio, tra venerdì e sabato ho fatto le quattro (!) del mattino in compagnia di Giorgio Cavazzano in grandissima forma, di alcuni ottimi amici e di parecchi perfetti sconosciuti… arrivati, questi ultimi, a incontro finito. Dalla mezzanotte in poi, pienone. Quando c'era "soltanto" da ballare, bere e broccolare. Posto divertente, già, ma forse sbagliato. E non è uno scaricabarile: ce lo siamo andati a scegliere noi.
Ecco, sì: abbiamo fatto la cosa giusta nel posto sbagliato. Non è una assoluzione, però è almeno una spiegazione (non l'unica, credo).

Nessuno ci ha rimesso troppi soldi. Nessuno si è rotto le ossa. Il poco pubblico è stato soddisfatto, e questo lo posso sostenere con sicurezza. E magari qualcosa lo abbiamo imparato, anche se adesso bisogna capire con precisione cosa. Se qualcuno di voi c'era – ma, forse, anche se non c'era – può dire la sua… 

 

Commenti

Se l'esperienza ha dato qualcosa sul piano umano, delle relazioni e dello sviluppo di un pensiero... ben venga anche questa edizione, nonostante tutto. Se volevate più pubblico, avendo come focus milano, dovevate fare in modo che l'Arci di Milano si spendesse un po' di più. Certo che era anche il week end dei referendum... attenzione ed energie anche un po' altrove. Poi avete avvisato molto a ridosso. E qualcuno (Ipofrigio) di là da spari faceva presente anche l'assenza di una mostra. Non conosco il posto perché non ci sono ancora stato. cmq il pubblico per questi incontri c'è, eccome. lo dimostrano i festival come BilBolbul.
Cavoli, mi spiace! Pensa che ero intenzionato a venire sia venerdì che sabato, ma venerdì suonavo fuori Milano e sabato ho avuto un'emergenza di cui avrei fatto volentieri a meno... Forse un posto come l'Arci Scighera era più adatto... non ci sono mai stato ma ho visto che hanno fatto più eventi di questo tipo. Poi forse non è stato pubblicizzato tantissimo... Accidenti, rabbia doppia per non essere potuto venire!
... Tutta colpa dei referendari! Vedi il risultato a far votare la gente invece di fargli fare cose più interessanti nel wk? (oh si scherza... io sono a Roma, altrimenti un salto l'avrei fatto volentieri)
Ciao Giorgio, l'evento "Milano a fumetti" in Scighera l'ho organizzato io (più alter cose, come la prima presentazione milanese di Animals), ma i numeri non sono stati diversissimi da quelli di Streep (vedi mio commento in calce al post di Paolo), solo un po' più uniformemente distributi tra le serate. @Tito: concordo che il posto faccia la differenza, però è solo una delle incognite. Come dicevo da Paolo, bisognerebbe forse ripensare la formula, capire se ci può essere interazione con altre forme espressive (la presentazione delle 5 Fasi al Combines è andata benissimo, per esempio), e lavorare meglio sulla comunicazione, sia specialistica che non.
Adriano: lo so bene che li hai organizzati tu, ma volevo tenere un registro più impersonale!
in sintesi: - comunicazione molto tardiva e pressoché inconsistente (in un bailamme metropolitano come quello milanese poi... a volte manco si notano manifestazioni più ricche e con ben altro pompaggio ) - orario completamente sballato (ci vuol tanto a capirlo?) - pubblico inevitabilmente non di massa che si riduce ancora di più se lo convochi in un buco di c£$% pressoché irraggiungibile - obbligo di tessera che scoraggia sempre la maggioranza di alcunché - assenza di mostre e/o qualcosa di più della palelolitica conferenza, - solita compagnia di giro che non invita certo chi ne è esterno ad allargare il cerchio... giustissimo il discorso delle sinergie e degli scazzi tra colleghi che manco si sognano di fare massa critica, ma se si va avanti così non s'inverterà mai la tendenza morale, è già un miracolo che siate riusciti a fare ben due edizioni! "meditate, gente, meditate", diceva un cazzeggiatore professionista... ;-)
Scusa Tito, ho risposto al pusillanime qua sopra da me. Riporto la risposta anche qui. Avevo risposto subito, colto da un po' di astio per il tono generale del commento. Poi, siccome sono tignoso, ho incrociato i dati che mi ha lasciato nella finestra dei commenti - tracce ip e altre amenità basic - con altre fonti e - da non crederci! - quel tipino rancoroso ha un nome... Alla prossima birra ti dico chi è: che ridere! hugocabret: hai un tono così saccente e sgradevole che mescolato all’anonimato furbino mi tenta al vaffanculo. Ciò nonostante frenerò questa pulsione. Solo una domanda: tu ci sei stato alla prima edizione? Perché un festival come quello a Milano (e in gran parte d’Italia non si era mai visto e il fatto che tu lo inserisca nel novero fa sospettare che tu non sappia di cosa stai parlando. Del resto non sai neanche come ti chiami. Quanto al tema delle sinergie, mi interessano molto. Ma non con il mondo del fumetto. Perché quel mondo, inteso come sistema produttivo e dei consumi, non esiste.
goduria! lo voglio sapere anch'io!