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Dischi veri, in negozi veri

Rsd2011


Sabato 16 e aprile sarà il Record Store Day, la giornata deputata all'acquisto dei dischi dove si comprano i dischi.

Ma voglio essere più chiaro: nei negozi di dischi, quelli con pareti di cemento e gente in carne e ossa. E con dischi che prendi in mano, soprattutto. 

Perché sentire musica scaricata è come leggere libri fotocopiati. Potete dimostrarmi che ho torto, che sono un luddista, che sono vecchio, accomodatevi... e sapete che cosa vi dirò? Che me ne sbatto il cazzo.

(Olè, prima parolaccia da quando esiste questo blog. Spesa per una buona causa.)

Voglio vederli, i miei dischi. Voglio accumularli in pile traballanti, di fianco a divano, per poi metterli su seguendo sentieri di passioni e ricordi. Perché dovrebbe essere meglio avere dei fantasmini digitali, sperduti nel computer? Perché? Domanda a cui non voglio risposta, non mi interessa. Resto qui, a Fort Alamo, a sentire la Rollins Band e i Laibach e i Led Zeppelin e i Residents, a manetta. Avevo smesso. Da qualche tempo ho ricominciato, e voi non immaginate quanto mi faccia sentire vivo.

Sabato andrò in un negozio di dischi usati sui Navigli, a Milano, che si chiama Dischi Volanti. C'è Ferruccio, un amico, con cui farò quattro chiacchiere. Entrerò con l'idea di comprare un certo disco, ma forse uscirò con altri due, in mano.

Peraltro, sto ricomprando tutta la roba che avevo su iTunes. Cioè, che credevo di avere, ma non avevo.

 

Un grazie a Francesco "Disappunto", che mi ha tirato dentro in questa storia.

Commenti

Io uso spesso musica cosiddetta "liquida" ma pone un problema pratico: come scegliere? Come puoi scegliere cosa ascoltare guardando delle asettiche cartelle su uno schermo senza poterci scorrere sopra la mano, passarli ad uno ad uno quindi inserirli nel lettore (che siano vinili CD cassette o quel che vuoi) e schiacciare play. Io di fronte alle cartelle non so scegliere. Esiste il random, ma quello va bene per la musica di sottofondo non per la musica da ascoltare.

Oggi sono "capitato" sul blog di mio fratello e questo post è interessante.

Direi che nel nostro presente bisogna favorire lo sviluppo di nuove tecnologie, MA non ci si deve separare dalla possibilità di relazionare con gli altri attraverso il desiderio di scoprire qualcosa di nuovo, o recuperare un ricordo sotto forma di musica.

Onestamente, per chi la vive in un certo modo, penso sia impossibile prendersi cura di un mp3... oppure odiarlo e tirarlo in testa a chi lo circonda.

Inoltre, da buon collezionista di laserdiscs, trovo che il cd sia già una limitazione visuale a grandi tavole di copertina (sopratutto dal passato)...figuriamoci 400x400 pixel.

Gli mp3 hanno un futuro che andrebbe separato da quello dei cd. Dovrebbero percorrere strade diverse per risollevare il "mercato".

in che modo?

To', chi si vede...

Mammamia, mi sembri uno di quei talebani della carta stampata, quelli che annusano i libri...e non oso pensare che altro facciano. :P

Comunque io ho ancora tutti i miei vecchi dischi di vinile, però a volte l'ipod è l'unica strada percorribile. Ad esempio stasera sono seduto sotto ad un albero, navigo su internet e poi leggerò un libro (sul kindle)...come farei ad ascoltare gli Arcturus e poi i Mayhem se non avessi un lettore mp3? ;)

Non ne capisco granché di musica, ne ascolto pochissima, perciò parlo da semplice collezionista. Di altro, ma pur sempre collezionista. Hai assolutamente ragione!

Commosso.
Ci si vede sabato.
Un abbraccio.

@Valberici: ok per la musica da viaggio, ma io le megacasse da attaccare all'ipod in casa non le ho mai capite...

Hai ragione. Ma dirò di più. Perché, i vecchi magnetofoni, perché non vanno più bene? Mi ricordo che adoravo riavvolgere le bobine. E i mangiadischi Geloso? Dove li mettiamo?
A parte gli scherzi, se non hai un impianto della madonna, la differenza tra un mp3 diciamo non alla massima compressione e un cd o un vinile non si nota.

@Lorenzo: si, quelle non le capisco neppure io :)

Con iTunes ho la possibilità di rovistare in un gigantesco catalogo di dischi, in qualsiasi momento, ascoltando pochi secondi di qualsiasi canzone e potendo comprare una canzone a mia scelta da qualsiasi album. Mi dispiace, ma basta questo per rendere obsoleti i CD.

Concordo che la perdita di fisicità del nostro mondo è un problema (diciamo, di carattere emotivo). Ma già i CD erano rappresentazioni "iconiche" dei vinili originali, che "rappresentavano" digitalmente, con meno fisicità. I 33 giri in vinile erano oggetti affascinanti, mentre ai CD non sono mai riuscito ad affezionarmi davvero.

In effetti se devo scegliere tra CD e Vinile compro il Vinile perché più grosso, più "oggetto".
Invece non sono d'accordo nel comprare una canzone a scelta da qualsiasi album: esistono di certo album di artisti che mettono semplicemente assieme quello che hanno fatto negli ultimi anni ma senza voler arrivare al concept album nella gran parte dei casi (perlomeno nella musica "cantautorale" che ascolto) un album è comunque una costruzione a se stante che andrebbe ascoltata dall'inizio alla fine e in quell'ordine: è l'album intero la produzione artistica, non la singola canzone. Poi ovviamente non è che disdegno di ascoltare, chessò, "Tangled up in blue" da sola ma sono conscio che "blood on the tracks" è qualcosa più della somma delle sue parti

kiedo scusa per quello ke osero' scrivere di seguito con una metafora:
per me la differenza tra il liquido e il fisico e' la stessa tra la masturbazione(immaginare senza avere contatti) e il rapporto sessuale completo (contatti fisico pieno).

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