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Flusso di coscienza di Tito Faraci

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Il ritorno del Re

Nottebuia


Anche uno Stephen King "minore" è maggiore di tanti, tanti altri. Le quattro storie (tre romanzi brevi e un racconto) che compongono Notte buia, niente stelle, pur non essendo fra i capolavori del Re, meritano molto e lasciano qualcosa dentro. Come da copione, un libro che ho divorato in due giorni. E ne avrei voluto ancora.

Si parte con una ghost story rurale, passando a una spiazzante rilettura del genere "rape and revenge" (la parte migliore, secondo me), seguita da un classico racconto alla Twilight Zone, per chiudere per una sorta di rivisitazione della fiaba di Barbablù. Variazioni su temi differenti, quindi, unificate dalla prosa limpida e possente di King e da una certa durezza di fondo, anche dove il finale è (o, almeno, può sembrare) "lieto". 

Commenti

Mi piace King, ma il titolo è troppo rassicurante: prima semina il dubbio con quel promettente Notte Buia, ma lo azzera con un esplicativo Niente Stelle. Qualche variante: 1) La luce nera delle stelle. Eros Ramazzotti si perde nel bosco, chiede aiuto con il suo birignao e nessuno risponde. Bravi. 2)Niente Stelle nella Notte Bianca. Docudrama sul fallimento della festa all nite long nella città eterna ( prima edizione sindaco Veltroni ) a causa del famoso blackout del settembre 2003. 3) Notte rosa/sembra esplosa. Umberto Tozzi rapito da alcune rape aliene fanatiche del pop anni settanta/ottanta. Costretto a cantare all nite long i suoi immarcescibili successi, riesce a inviare un SOS raccolto da King Bluebeard, il solito ibrido umano/extra-terrestre a la Lansdale che fa saltare in aria l'UFO per vendicare il singer. Non riesce a salvarlo, ma recupera alcune incisioni. Morandi commenta che si poteva fare di più. Un classico del Rape & Revenge. 4) Buio al Crepuscolo. Spiazzante rivisitazione delle ghost stories rurali con il ritorno delle Rape Divoratrici di Lampioni. Incipit buzzattiano con le onomatopee del vetro masticato. Brr.