Flusso di coscienza - Flusso di coscienza

Flusso di coscienza di Tito Faraci

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Un mondo di bugie

Mad.men

Fra attese tradite, delusioni cocenti… colpi di noia e, soprattutto, colpi di scena ormai non più tali nel loro ineluttabile accatastarsi, sono poche le serie televisive che continuo a seguire con interesse.
Finiscono per assomigliarsi tutte. Non nel cosa, quanto nel come. Ed è quasi peggio. 

Ma poi c'è Mad Man, per fortuna, ottimamente giunta alla sua quarta stagione. L'unica serie su cui sono pronto a scommettere. Sublime affresco dedicato alla menzogna, di cui il mondo della pubblicità diventa metafora. Mad Man racconta l'incapacità di essere sinceri, agli altri e a se stessi. Di essere onesti, fedeli. L'impossibilità di comprendere, di penetrare la realtà. Le bugie come fondamenta di una società, di un'epoca. Forse di ogni epoca. Nessuno è quel che sembra e, nello stesso tempo, ciò che conta è solo l'apparire. L'avere un ruolo accettabile, piuttosto che una vita vera.

Tutti temi importanti, collegati indissolubilmente. Ma, al di là (al di sopra) del messaggio, c'è la messa in scena. La forza dei personaggi, affidati a un cast perfetto. A cominciare da Don Draper, il protagonista, interpretato con rigore e classe da John Hamm. Poi la finezza della sceneggiatura, lo scintillio dei dialoghi. E la ricostruzione storica, i costumi, gli arredi… e poi, vabbe', Christina Hendricks è meravigliosa.

Commenti

A Crepascola piace molto la variante corale MAD MEN , ma immagino che sia uno spin off di MADMAN. Io non riesco a guardare un serial tv per più di un paio di minuti - temo che abbia successo e di dover aspettare anni per sapere come andrà a finire - e non sapevo che avessero tratto un telefilm dal fumetto di Mike Allred. Cercherò di recuperarlo. Don Draper è un bel nome per un personaggio dei comics. E funzionerebbe in una storia dal tratto pop come quello di Mike. Una mini SBE. Testi di Faraci, disegni di Bob Baldazzini. La storia di un pubblicitario mostro di volizione che risale la china dal fondo di una infanzia vissuta ai margini - di notte si torce nel rimorso per quanto ha fatto per accostare le altre esistenze apparentemente lisce - che scopre ad un tratto che tutti gli altri sono alieni invasori mutaforma. Qualcosa come MASCHERE o THE MASKS. Poi la serie su Sky. Vivono tra noi. Già detto, ma non è il cosa, è il come.
Adoro Mad Man. Credo però che il vero oggetto della serie sia il "desiderio" e sono arrivato a questa conclusione attraverso riflessioni molto simili alle tue. Il tentativo disperato di realizzare i propri desideri (spesso NON realizzabili) costringe gli uomini a mentire, anche e forse soprattutto a sé stessi. I primi 60 sono gli anni in cui è nato il desiderio nella forma in cui lo conosciamo ancora oggi: la modernità a oltranza, il consumismo etc. Da allora, far credere che il possesso di un oggetto possa renderci migliori e dunque più felici è la bugia suprema di ogni pubblicità. La grande cura scenografica esalta questa contraddizione, con quei poveri personaggi costretti al ruolo di maschere di loro stessi. E' per sostenere la maschera, espressione di desideri destinati a non realizzarsi, che essi mentono. Ciao Giuseppe