Bisognava distruggere per poter ricostruire (magari utilizzando le macerie). Il rock "classico" alla fine degli anni Settanta era diventato una cattedrale troppo massiccia, pesante. Troppo vecchia.
Gli anni Ottanta sono spesso associati a un'idea di frivolezza, di edonismo (reaganiano). Per la musica non è stato così. Ci sono stati il post punk, la new wave e la no wave, le sperimentazioni più estreme dell'elettronica industriale. Vertici insuperabili, da cui infatti si è poi tornati indietro verso le radici. Cose complesse, ardue, che ti chiedevano molto.
Oggi riesco a sentire, insieme, PIL e Led Zeppelin, Frank Zappa e Coil, Rolling Stones e Siouxsie and the Banshees. Nessun problema, nessuna contraddizione.
Riesco a vedere connessioni, fili sottili e cavi di acciaio. Oggi per me il rock è uno soltanto, pieno di cose diverse ma collegate. Ma all'epoca è stato giusto e necessario guardare solo avanti. Il tempo presente era il futuro.
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Commenti
pog 03/ott/2010 18:01:14
Tito Faraci 03/ott/2010 20:01:21
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