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Il porto degli spiriti

Il porto degli spiriti
 

Ci sarebbe da chiedersi, a questo punto, perché la Svezia sia capace di sfornare così tanti autori di narrativa di genere. E ormai il discorso può essere allargato alla Scandinavia intera (Jo Nesbø, per esempio, è altamente consigliato). A ogni modo, salvo imprevisti degli ultimi giorni, Il porto degli spiriti per me sarà IL romanzo di questa estate 2010. Forse c'entra il fatto che il mare mi ha sempre fatto un po' di paura. L'idea che qualcosa di pericoloso, freddo e oscuro possa all'improvviso emergere, o sommergermi... 

Di sicuro, John Ajvide Lindqvist sa come tenere inchiodato il lettore, questa volta con una storia fatta di tante storie, un intreccio che si espande e contrae, che pulsa come un cuore. E colpisce proprio lì, al cuore, ma anche allo stomaco: due organi così vicini, così vitali. 

Per fortuna, il nuovo horror non è solo una faccenda di vampiri bamboccioni. 

Commenti

Ho letto Larsson, tutta la "Millenium Trilogy" e devo dire che mi è piaciuta pareccho, ne sono rimasto colpito, anche se verso la fine, non vedevo l'ora di "ultimarla".
Di autori bravi secondo me ce ne sono molti in giro, non vorrei che questa eplosione scandinava fosse anche un pò (troppo) pompata, ma, vado a sensazione, non avendo letto tanto altro.
Il porto degli spiriti me lo segno e prima o poi me lo leggo ;-)
Grazie Tito
Un saluto
Paolo B.

Un mio personalissimo criterio (non unico, ma uno dei tanti) per scegliere le letture è di coordinarle in base alla stagione. Avendo la particolarità di detestare l'estate con tutte le mie forze, per la (cosiddetta) bella stagione scelgo sempre letture nordiche, per poter respirare aria di brume, foreste, nebbie, caminetti, Thor, Odini, varie ed eventuali. Il libro in questione sembra rispondere a questo criterio, nonchè a molti altri.
Visto che però al momento sono alle prese con...ehm.."La seconda guerra mondiale" di Churchill (dieci volumi, millemila pagine), credo ragionevolmente che sarà una delle letture dell'estate 2011 (della serie: faciamo programmi a lunga scadenza).

Qualche pacco con gli scandinavi me lo sono beccato anch'io. Eccome. Esiste la moda, parecchi editori la sfruttano. Certo, però, la Marsilio è stata all'avanguardia e non raccoglie le briciole altrui, anzi.

Dopo aver postato mi sono fatto un giretto su anobii e ho notato giudizi un pò altalenanti. Ma la curiosità rimane e vedrò di soddisfarla ;-) appena finirò i 14 libri in attesa, oltre ai fumetti vari, ovviamente!

Sinceramente, ritengo Anobii e cose del genere (forum compresi) molto pericolosi.
Non mi fido mai.
Al limite, ritengo un buon segno se un libro ha picchi di lodi mischiati ad abissi di stroncature. Significa che è un libro con un carattere, non mediocre.

Grande, grandissimo Lindqvist... Io ho letto il romanzo di cui parli due mesi fa ( avevo avuto una soffiata mica da poco ) e ho ritrovato la stessa magia della mia prima volta con IT. A Mantova ho scoperto un'altra giallista, elegante e divertente: Teresa Solana, per i tipi di Sellerio. La dieta tiene botta benissimo, sappilo...
LEI&VANDELLI

Anche a me è piaciuto molto. In questa nuova ondata di "giovani" scrittori nordici - lascio quindi fuori Mankell - Lindqvist è, a mio parere, il migliore, nonché uno dei pochissimi a praticare l'horror invece del più canonico giallo.

Condivido la tua opinione su Anobii, in un senso leggermente differente, ovvero quello di "prenderlo con le molle".
Personalmente Anobii mi piace e ogni tanto mi fornisce piacevoli spunti di lettura, ad esempio, ti consiglio e vi consiglio - sempre che piaccia il genere noir - Jean Claude Izzo e la sua trilogia di Marsiglia, scoperto proprio grazie ad Anobii.
Poi, come giustamente dici tu, sia nei forum (che frequento sul fumetto) che in Anobii non si conoscono gli altri utenti (quindi età, gusti, etc.)... e questo sicuramente rappresenta un limite.

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