Ho letto il mio primo Urania a nove anni, durante una vacanza estiva. Era il 1974. Un colpo di fulmine e poi un lungo amore, durato per i dieci anni successivi. Qualcosa che non ho mai scordato, che mi è rimasto dentro. Ogni quattordici giorni (per un periodo, addirittura ogni settimana) correvo in edicola e, a casa, divoravo quei libri, capaci di offrirmi sempre almeno un'idea, un guizzo, qualcosa su cui farmi delle lunghe pensate. Ne valeva sempre la pena, che gli autori fossero Asimov, Vance,Tubb, Anderson, Goulart (che spasso)...
Credo di avere imparato moltissimo. Ho messo grano in cascina. Cose che mi servono anche adesso, perfino più spesso di quanto mi sembri.
Ma dopo quegli anni qualcosa è cambiato. E oggi mi è difficile trovare un Urania che mi dia ancora qualcuna di quelle cose. Che me ne dia di nuove.
Non credo che la colpa, se di "colpa" si può parlare, sia del valido ed esperto curatore Giuseppe Lippi. Forse il problema è mio: ho perso una parte della capacità di stupirmi, forse ho gusti più difficili. Ma mi pare che sia successo qualcosa anche o soprattutto alla fantascienza. Almeno, a quella letteraria. Chissà, forse qualcuno di voi ha una risposta...
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Commenti
lorenzo bartoli 29/set/2010 09:33:22
Tito Faraci 29/set/2010 09:35:35
Tyrrel 29/set/2010 10:12:10
Michele 29/set/2010 10:31:24
CREPASCOLO 29/set/2010 10:49:37
piero 29/set/2010 15:15:02
Qohelet 29/set/2010 16:55:01
Tito Faraci 29/set/2010 16:57:59
Qohelet 29/set/2010 19:47:57
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