Flusso di coscienza - Flusso di coscienza

Flusso di coscienza di Tito Faraci

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Non vietato ai maggiori

Posso vantarmi di avere avuto l'occhio lungo, riguardo a Scott Westerfeld. Tre anni fa, leggendo la sua bilogia (si dirà così?) Risen, pubblicata su Urania, mi ero parecchio esaltato e, nel mio piccolo, gli avevo fatto una pubblicità forsennata. Era chiaro che questo signore aveva delle idee. Era pieno di idee. E aveva una gigantesca capacità di stupire il lettore, ora confermata in pieno. 

Leviathan ha come sfondo una Storia alternativa, in cui la Prima guerra mondiale è anche uno scontro fra tecnologie. Quella dei Cigolanti: colossali macchine belliche austro-ungariche. E quella dei mostri biologici usciti dai laboratori dei Darwinisti al servizio degli Stati dell'Intesa.  

Il tutto è molto divertente, spettacolare, affascinante.

Solo un appunto. In origine, si tratta di un libro per ragazzi. Il che, per me, è una marcia in più, non un difetto. Non significa certo che è vietato agli adulti. Ma evidentemente l'editore italiano - che comunque ne ha fatto una gran bella edizione – ha ritenuto poco opportuno dichiarare la cosa. È un peccato, più che altro per tutti i ragazzi a cui sfuggirà dal radar un libro molto adatto (anche) a loro.

Commenti

L'ho sfogliato in libreria, attirato dalla veste edioriale davvero accattivante, ma mi sono subito reso conto che era un prodotto per adolescenti e l'ho rimesso dov'era: il timore in questo sottogenere letterario è sempre l'annacquamento generalizzato per non turbare le giovani menti (si, le stesse identiche giovani menti che poi si guardano i torture-horror al cinema: mah...). Dato anche lo sfondo bellico della vicenda e il costo non bassissimo del volume, ho trovato il semplice dubbio dell'annacquamento in agguato insostenibile, e ho appunto mollato l'idea dell'acquisto: dici che ho fatto male?
P.S. Anche a te le illustrazioni hanno ricordato Qualcuno?
Beh, direi che le ispirazioni sono abbastanza scoperte. ^_^
Caro Skull, il romanzo parla anche di Guerra, di Morte, di Crescita... Il linguaggio a volte è anche duro, perfino triviale. Non tratta i ragazzi da ragazzi. Ed è così che si fa. Ovviamente, quindi, dissento dal giudizio di Fedasile (che comunque ringrazio: è interessante sentire più di una campana). Anzi, il fatto che NON TUTTO è spiegato... be', mi sembra una scelta giusta, moderna. Poi, ovviamente, i gusti sono gusti...
Dimenticavo! Punto debole: le illustrazioni. Ecco, quelle proprio non incontrano i miei gusti.
Mmmmm... sto cominciando a rifarci un pensierino.