Ecco, The believers è l'unico pezzo che non mi dispiace completamente. Anzi, per essere obbiettiva, non è male.
Ma, dopo aver ascoltato l'ep (e la sconvolgentemente banale e moscia A drowning) per il momento confermo la mia prima impressione.
E aggiungo: visto che ho ascoltato l'ep sul lettore mp3, il pezzo successivo alla traccia 6 era A forest dei Cure. Non lo ascoltavo da parecchio tempo e ormai avevo perso il conto delle tracce dell'ep dei HTDA e così, di primo acchito, ho pensato: "Ehy, questa è bella!"
Un secondo dopo ho capito che erano i Cure.
Un nuovo disco NON DOVREBBE fare quest'effetto, secondo me.
Tu convinci il mio cervello, Susanna. Ma il cuore va (e resta) dove vuole lui. Il cuore e lo stomaco.
Siamo sempre partiti dal presupposto che questo tipo di musica avesse il dovere di stupirci, di rinnovarsi continuamente. Forse ci è difficile accettare che possa anche semplicemente riproporsi, trovare dei canoni. Tornare alle radici, magari.
Il punto è che io ho vissuto da ventenne la fine degli anni Ottanta e l'inizio dei Novanta. La mia anima resterà per sempre un po' lì.
Rendo l'idea?
sì. e infatti il nuovo gruppo che mi ha convinta di più negli ultimi anni sono gli horrors, che casualmente hanno delle sonorità alla bauhaus.
ma il mio stomaco a questo turno non dice niente, ed è proprio questo a scocciarmi.
(questo è anche il motivo per cui sono insolitamente non-polemica con quelli che non sono d'accordo con me, tra l'altro...)
Commenti
sraule 02/giu/2010 18:46:05
Tito Faraci 02/giu/2010 19:14:29
sraule 02/giu/2010 22:01:13
lorenzo bartoli 05/giu/2010 18:36:01
Tito Faraci 05/giu/2010 22:49:22
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