Flusso di coscienza - Flusso di coscienza

Flusso di coscienza di Tito Faraci

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Battute d’arresto

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Tutta QUESTA faccenda che vede al centro Daniele Luttazzi e i suoi presunti plagi mette paura. E mi rendo conto che, per come ormai stanno le cose, quel "presunti" vi sembrerà un eccesso di cautela e benevolenza. Ma io sono fatto così.

Paura, dicevo…
Paura per lui, per Daniele Luttazzi. Persona che ho sempre stimato. Quando si è molto in alto, basta inciampare per precipitare in un baratro e schiantarsi. E questa faccenda è ben più di un inciampo, peggiorata a dismisura dalla reazione irritante, puerile e spocchiosa di Luttazzi stesso. La vecchia tecnica del "Ehi, ma quello era voluto! Come, non lo avete capito?". Credo che abbia smesso di funzionare già nel Pleistocene, o poco più tardi. 
È inquietante leggere questo post nel suo blog. Questo editto. Senza nessun commento, finora. Nessun commento ammesso.
Ho paura che Daniele Luttazzi finirà per farsi male, sempre più male. Ho paura che non riesca a rialzarsi. Lo vedo in quel baratro, sempre più in fondo. Crede di avere un'arma in pugno. Invece è una vanga.

Mi fa paura, poi, il gigantesco e implacabile linciaggio che Luttazzi sta subendo in rete. Ex fan che stanno dedicando un mucchio di tempo a scavare, cercare, confutare… 
Nulla deve sfuggire alla caccia, nulla restare impunito. L'amore intenso diventa odio accanito. E la rete è un tribunale d'inquisizione, in cui nessuna attenuante è accettata. 
Daniele Luttazzi ora è tutto lì, in quelle battute "rubate". Come se non avesse fatto infinite altre cose, in tanti campi della scrittura e dello spettacolo, dimostrando una versatilità e uno spessore straordinari, umilianti per la maggioranza dei suoi colleghi "comici". 

Mi fa paura, infine, pensare a come è stata e sarà strumentalizzata la faccenda, e da chi. Questa è la paura più ovvia, scontata. Ma non per questo meno forte, concreta. 

Commenti

Anch'io ho amato - e, nonostante tutto, continuo ad amare - DL da tempo. Gli riconosco tutti i meriti che merita. Sapevo da tempo che egli avesse, diciamo così, tratto ispirazione da Carlin e Hicks, che sono i miei due comedian preferiti (più di Lenny Bruce, eh sì). Tempo fa proposi a una casa editrice la traduzione di alcuni testi proprio di Bill Hicks ma mi risposero che era una faccenda inopportuna. Capivo perfettamente che cosa volessero dire, ma lasciai perdere. Ma le dimensioni di questa cosa, e la reazione/non-reazione di DL (con annesso goffo tentativo di mascherare i dati come se il suo pubblico fosse il pubblico di Fiorello) sono colossali, Tito. E superano qualsiasi considerazione dietrologica, qualsiasi cui prodest. Il merito che riconosco e riconoscerò sempre a DL è di aver introdotto lo stile e i contenuti degli stand-up comedian americani a un pubblico sedato e insonnolito che sembrava condannato a ridere solo di giochi di parole, imitazioni, tormentoni e zeligo-bagaglinismo. Detto ciò, il saccheggio c'è stato e non si può né negarlo né nasconderlo. È una storia triste che, temo, avrà conseguenze anche sulla sensibilità e sulla fragilità emotiva del personaggio.
"È una storia triste che, temo, avrà conseguenze anche sulla sensibilità e sulla fragilità emotiva del personaggio." Non potevi dirlo meglio, Fausto. Ma, rileggendo il mio stesso post, mi chiedo anche perché noi proviamo tanta istintiva pena per Daniele Luttazzi. Perché è un compagno che sbaglia? Perché scorgiamo in lui segni di un tormento interiore in cui ci specchiamo? Però, porco cane, guardiamoci in faccia, tu e io. Tu hai mai copiato? Io l'ho mai fatto? Perché ha diritto di farlo lui? Perché, se lo fa, merita una qualche forma di indulgenza?
Non ho mai considerato Luttazzi un genio, ma i suoi spettacoli mi fanno ridere. Lo ammiro per il suo ruolo di giullare sfrontato e antigovernativo. Come tale lo considero legittimato a fare ogni cosa: il bambino capriccioso, il somaro, il copione, l'isterico, il simpatico e l'antipatico. Inammissibile godere del suo squilibrio e poi inchiodarlo col moralismo. I buffoni (scusa) fanno la cacca sul pavimento incerato, il mio, il tuo, il suo.
E' vero, questo linciaggio fa paura, ma era prevedibile ed è comprensibile. Non ci sono molti tipi di amore e odio, varia l'intensità ma la sostanza è la stessa. Quando si ama una persona e la si ammira si sopportano molte cose ma difficilmente si tollera l'inganno. Un discepolo tollera gli insulti di un maestro, così come un'innamorata tollera un uomo che la picchia (detto in soldoni). Secondo me il vero "motore" di questo linciaggio sono le menzogne (vere o false che siano) del comico. E' incredibile che una persona come lui, che conosce la comunicazione e i suoi mezzi, sia caduta in questa trappola, ed è di questo che non mi capacito. Mi viene in mente anche un "famoso" caso di plagio in campo fumettistico. Un autore copiò Miyazaki e poi si difese in maniera goffa e perfino puerile. Però in questo caso la reazione poteva essere capita, anche se non giustificata, visto che chi disegna è sì un comunicatore, ma usa un mezzo molto diverso da quello televisivo. Insomma, non capisco cosa stia cercando di fare Luttazzi, e non posso credere che sia diventato improvvisamente stupido. Ecco perchè, come te, temo per la sua sorte. :(
Perché l'Editto Bulgaro lo ha subìto lui, non Pippo Franco. E non perché copiasse, ma perché il Padrone lo ha fatto cacciare a calci nel culo. E anche questo è un fatto. Detto ciò (ulteriore attenuante per DL) mi pare una vicenda assai simile a quella sul passato nazista di Günter Grass (fatte tutte le debite proporzioni). Anche lì, ho sentito lo stesso disagio. Ti dirò, però, che la pena per DL sta lasciando il posto a un grande e semplice desiderio di mandarlo a fare in culo e ricominciare a gustarmi gli originali (consiglio a tutti Doug Stanhope). Infine, per rispondere alla domanda: no, io non ho mai copiato. Quelli del Papersera se ne accorgerebbero dopo dieci minuti.
Giuseppe, in sostanza, mi dice che contro il "nemico" ogni arma è lecita. Invece no, io non credo. Perché altrimenti qualcuno potrebbe cominciare a chiedersi che differenza c'è fra noi e il "nemico". Se siamo poi davvero tanto meglio. Peraltro, in questo momento, Luttazzi non sta facendo un gran favore alla causa. Anche se detesto le metafore calcistiche... il suo è un autogol, nella nostra porta.
La domanda era retorica, Fausto, e non aveva bisogno di risposta... e, tuttavia, la tua risposta (per quanto ironica) è di quelle che fanno pensare, oggi.
In una recente intervista DL sosteneva che la comunicazione della Rete è sostanzialmente "dietrologica". Mi sembrò una posizione discutibile. Alla luce di quello che sta venendo fuori, mi spiego quella definizione e mi convinco che DL abbia sottovalutato le possibilità della Rete. In altre parole, pensava di poterla fare franca. E il brutto è che pare continui a pensarla così.
Mmmh, Tito, più che di autogoal, parlerei di "facciamoci del male". Ti assicuro che le differenze tra "loro" e "noi" ci sono ancora. O vogliamo paragonare un paio di battute riciclate con... ma devo per forza fare l'elenco? Questa è la classica reazione di un sistema immunitario impazzito. Fausto, io copio continuamente. Gustarsi gli originali è una bellissima cosa che vale, ad esempio, anche per la musica. Ma chettifrega di una battuta volgare se non c'è in mezzo la Santanché? Ciao!
Giuseppe, qui non ci intendiamo però. È un po' come il discorso che facevi nel commento al post precedente, ieri. Le colpe (e le mediocrità) altrui non possono fornirci attenuanti. Non possiamo permetterci qualunque cosa, perché tanto c'è qualcuno che fa di peggio. In questo caso, poi, la reazione di Daniele Luttazzi è fatta di spocchia, del sottrarsi al confronto, di insultare chi ti muove una critica... atteggiamenti che appartengono sì al "nemico", eccome. Ben peggio di un paio... di centinaia di battute a quanto pare plagiate. Detto questo, io vorrei solo che Daniele Luttazzi o chi per lui mi convincesse che è tutto un malinteso, un errore di prospettiva, che io mi sbaglio. Ne sarei solo contento.
Ciao, Tito. Questa luttazzeide. Non è agevole fare psicologia con la psiche degli altri. In questi giorni su DL se ne legge tantissima, spesso molto raffinata (e molto interessante, come le analisi dei Wu Ming), a latere della più semplice e immediata demonizzazione. Ovviamente l’arrampicata sugli specchi dello stesso Luttazzi rende l’una e l’altra cosa più seducenti: da una parte è uno stimolo forte a scavare in quella psiche, e dall’altra è un drappo rosso agitato davanti agli occhi di fan, ex fan, non fan e quant’altro. La colpa di Luttazzi, a quanto pare, per tanti è il fatto in sé che copiasse. Il che è una cavolata. Lo è già in generale, ma nello specifico del lavoro di un comico la cosa assume aspetto ridicolo. Su un palco non salgono delle battute, ma il performer con la sua gestualità, la corporeità, la mimica, l’inflessione e tonalità della voce, gli ammiccamenti e quant’altro. Se anche tutto quello che Luttazzi ha detto è stato scritto da altri, nessuno di quegli altri lo ha mai recitato come lui. E viceversa: lui non potrebbe recitarlo come quegli altri neppure se volesse. Questo è pacifico e poco interessante. Come per nulla interessante è perché Luttazzi abbia copiato. Più interessante è il fatto che Luttazzi non sottolinei questa disarmante ovvietà. Chiaramente non può farlo perché la sua posizione in passato è sempre stata contraria a questa ovvietà, e anzi se qualcuno si appropriava delle sue (o “sue”) battute faceva fuoco e fiamme. E continua a essere la sua posizione tra le righe della sua difesa surreale. Sui perché ognuno può dare la propria risposta. Interessante è quindi perché abbia copiato proprio in questo modo, cioè al contempo “perseguitando” chi faceva a lui quello che lui faceva ad altri. Come dicevo sto leggendo molte ipotesi, anche molto raffinate – e di estremo interesse. Pulsioni di morte, riti auto-cannibalistici eccetera. Perché no? Ma forse può essere tutto più semplice. Non banale, solo semplice. Forse c’è questo comico, questo performer dallo straordinario talento. Forse però non gli basta essere attore, forse vive la cosa sentendosi un esecutore subalterno. Forse non capisce che nel suo campo la performance *è* la narrazione, che la battuta in sé non è nulla se l’attore, l’esecutore non la rende operativa con il suo corpo. O meglio sicuramente lo capisce, perché questo comico ha senza dubbio una testa pensante che sa adoprare. Però soffre: vuole il riconoscimento che da attore lo faccia auteur. Perché in Italia devi essere auteur, per non essere una merdaccia. Come si sia ficcato nella trappola non è importante. Magari ha cominciato una volta che era poco ispirato e aveva tempi stretti per metter giù un testo. Ma non è importante. Fatto sta che a un certo punto nella trappola ci si è ficcato. E una volta ficcatocisi ha dovuto continuare a giocare il gioco. Fino a che non gli hanno buttato il tavolo all’aria. Ciò detto, per quel che mi riguarda: 1) Quando mi è capitato di vedere qualche sua esibizione mi sono sempre divertito, e non è che adesso retrospettivamente non mi sono più divertito come pare essere successo a tanti ;-). 2) Sapere che ha copiato non mi fa né caldo né freddo. Naturalmente se lo avesse detto ora non rischierebbe di farsi levare la pelle dagli autori delle battute (sempre che a loro volta lo siano… esisterà davvero chi crea ex novo l’umorismo?) 3) Se continuerà la sua attività e mi ricapiterà di vedere una sua esibizione mi divertirò come sempre. Se poi mi dirà da chi attinge volta per volta mi farà un ulteriore piacere permettendomi di conoscere cose di cui magari sono completamente digiuno.
Difatti, tornando al mio post, noterai che più del "plagio", molto di più, mi colpisce la reazione. ll modo di porsi. Il nocciolo del problema è lì. (Sì, esiste chi crea ex novo dell'umorismo. Le battute delle mie storie le invento io, per dire.)
Certo che le scrivi tu, ma sei sicuro che non siano ricordi sedimentati di quaranta e passa anni di letture? ;-) Come diceva Chaplin, se nessuno le ha mai usate prima è perché non fanno ridere ;-) Che detto in altro modo si può riassumere anche così: la novità è quanto di più sopravvalutato esista. Non importa che sia nuovo o vecchio, importa che sia scritto bene.
Può capitare, è vero. Ma molto di rado, per fortuna. Per esempio una volta, rivedendo un film dopo anni, ho notato una certa gag simile a quella di una storia che avevo scritto nel frattempo. Mi è dispiaciuto. Adesso però non ricordo più nemmeno quale film era e quale battuta. Significa che non era poi così "grave". Fortunatamente, il mio umorismo (quello delle storie disneyane) è intrinseco alla singola storia, al suo intreccio. Ed è fatto appunto dall'intreccio più che dalle battute. (Ma non è che sono bravo io, intendiamoci... è che si tratta di commedie, costituzionalmente fatte così. Non mi vanto di questo, come un giallista non si vanterebbe perché... nelle sue storie c'è sempre un colpevole. Non so se mi spiego.) Però hai ragione su una cosa. L'umorismo si nutre di altro umorismo. Non è una questione di istinto, anche se uno può essere più portato o meno. Ci sono alla base certi meccanismi che vanno assimilati e fatti propri. Ma qui stiamo decisamente andando fuori tema.
Se la strumentalizzeranno, pace: l'unico da biasimare è lui stesso, che si è scavato la fossa da solo. Non mi pare che quello di http://ntvox.blogspot.com/ e dei molti siti e video che hanno raccolto le prove dei plagi sia un linciaggio, solo una inchiesta collettiva ben riuscita, che ha scoperto una orribile truffa di Luttazzi a danno dell'intero suo pubblico, che giustamente ci è rimasto molto male.
Luttazzi ha fatto tante cose buone. Ma di battute non ne ha copiate due: ne ha copiate (e intendo proprio: copiate, parola per parola) decine, forse centinaia. Non si tratta di "citare" (esplicitamente) o di "rielaborare" (implicitamente) quel che altri hanno già fatto, entrambe operazioni del tutto lecite. E nemmeno di emersioni mnemoniche inconscie, che possono capitare a chiunque. Si tratta, senza mezzi termini, di plagio: ossia far passare intenzionalmente per proprio (perché è questo che lui ha sempre sostenuto) il lavoro degli altri. Sarebbe bastato poco: ad esempio dichiararlo subito, oppure lavorare un po' di suo per variare il materiale originario, oppure, una volta scoperto, ammettere l'errore e scusarsi (invece la risposta sul suo blog è infantile e presuntuosa). Detto questo, è chiaro che tutta la vicenda è stata gonfiata per colpirlo politicamente. Però è stato lui a mettersi il cappio al collo con le sue stesse mani.
Ragazzi, la "caccia al tesoro" sul suo blog è vera, che recitasse battute altrui non è un mistero tenuto nascosto sino allo spasimo. E ancora non capisco come da Luttazzi, che è chiaramente un comico pazzo, ci si potesse aspettare una reazione del tutto e perfettamemte equilibrata. Non solo. Qualcuno pensa che con il web impazzito l'auspicata reazione onesta e intelligente sia possibile? Oppure che passerebbe liscia e pulita, priva d'interferenze? Al suo posto anche la risposta di Ghandi sarebbe suonata come una cazzata. Infine, Tito: eccome se le colpe di Berlusconi annullano quelle di chi lo critica, ci mancherebbe! La posta in gioco è talmente incommensurabile... no, dico, un comico che spara su tutto quello che si muove, che è oggetto di cacciate e censura, che riesce con le sue battute a dare un minimo d'identità comune a chi odia Berlusconi... un tipo così viene pubblicamente umiliato perché attinge al repertorio altrui e risponde piccato? Per quanto mi riguarda la risposta è solo una: chi se ne frega. Ciao.
Questo http://www.ilpost.it/2010/06/06/tommaso-debenedetti-confessione-el-pais/ è un altro caso di un tizio che prima inventa balle a raffica e poi racconta cazzi di mare per pretendere di avere anche ragione. Il personaggio in questione sostiene che avere inventato interviste false sia colpa del "sistema giornalistico". Anche questi fatti portano a domandarsi - senza fare i catastrofisti, per carità - che razza di Paese è diventato il nostro. L'impazzimento è ormai collettivo. PS Negli u.s.a. accadde una cosa simile con la vicenda del giornalista Stephen Glass. Che io sappia, l'autore di quella truffa non ha più fatto il giornalista. Non gli è più stato consentito. Non mi sorprenderebbe sapere che invece l'Italia mammona e vaticana alla fine perdonerà tutti.
In effetti mi sembra una storia molto... italiana, per dirla alla Boris.
Credo che la delusione e l'accanimento con cui sta distruggendo l'immagine di Luttazzi dipenda anche dal fatto che qui in Italia - Paese-laboratorio di un devastante esperimento di riprogrammazione neurolinguistica collettiva ormai fuori controllo - ai comici ci si riferisce come a dei succedanei dell'opposizione. Anzi, si pretende da loro quello che non si chiede nemmeno più ai politici, in un certo senso. Che poi DL abbia peggiorato le cose con il suo atteggiamento prima censorio e poi sprezzante (sostanzialmente, berlusconiano) è fastidioso e fa incazzare, ma di qui a farne un caso nazionale... Ok, ha fatto uno, due, alcuni tremendi passi falsi, tanto più gravi quanto più ha cercato di mascherarli con argomentazioni degne di uno Scajola, ma rimane pur sempre un artista, un professionista, non un leader politico. Personalmente continuerò ad andarlo a vedere, e se le battute, originali o meno (ma si sapeva che "citava"), mi faranno ridere riderò, esattamente come per quelle di Crozza o Bisio di cui non mi chiedo mai se sono sue o di Gino e Michele, Benni o Serra o chicchessia. Inoltre trovo che a volte i fans, anche in ambito fumettistico, abbiano a volte un approccio un po' fondamentalista al concetto di plagio. Magari sopportano storie intere "ispirate" a film o romanzi (dichiarate, ma mica sempre) e poi si accaniscono per "citazioni" o riferimenti magari un po' troppo "visibili". Luttazzi, purtroppo per lui, è diventato anche un riferimento della sinistra e infatti chi è stato più intransigente con lui sono stati proprio i giornali di quell'area, sia pur affettuosamente. Peccato, perchè lo ritengo molto bravo e non riesco a capire il motivo di andare a scopiazzare, e a volte battute neanche poi così felici (tipo la mosca che scorreggia, per dire). Beh, forse il motivo lo capisco, veramente: scrivere un monologo di 15 minuti può costare settimane di lavoro, tradurlo, una mezza giornata... Da domani, doppia attenzione a quello che scrivo.
Ma lo sai che hai proprio ragione, Piero?! Si chiede ai comici ciò che dai politici ormai si è smesso perfino di sperare. Tristissimo.
Volevo capire... se noialtri parliamo male di Berlusconi ci sarà perdonato tutto? Cavolo, comincio subito: abbasso Berlusconi! E adesso vado a copiare "A boy and his dog" per il prossimo Nathan Never usando il copia & incolla. Poi, sia chiaro, mi dovrete ringraziare per avervi fatto scoprire un film che nessuno conosceva. E immagino che L.Q. Jones (regista e sceneggiatore) e quel pacioccone di Harlan Ellison (autore della storia) non avranno niente da ridire quando gli spiegherò che sì, è vero, la trama è identica sequenza per sequenza, i dialoghi sono tradotti alla lettera parola per parola, ma c'è la scansione in vignette che fa la differenza, e poi c'è Nathan Never e non Don Johnson, il contesto è diverso...
PS: vorrei sapere quali altre cose mi possono essere perdonate se grido "abbasso Berlusconi". Non so, posso andare a 180 all'ora senza essere multato? Posso saltare la fila alla cassa della Coop? Posso fare a meno di raccogliere la pupù del cane? Vi prego, ditemi...
Michele, per comodità e pigrizia mi autocito (da un precedente commento): Le colpe (e le mediocrità) altrui non possono fornirci attenuanti. Non possiamo permetterci qualunque cosa perché tanto c'è qualcuno che fa di peggio.
Non ho niente contro i copioni (ho appena riletto le storie dallo spazio profondo di bonvi/guccini e mi sono divertito, anche quando ho riconosciuto le fonti). Non vedevo cose di Luttazzi da qualche anno. Mi è toccato - come a tutti, del resto - farmi la full immersion di frammenti in seguito alla polemica. Non so quindi quanto il plagio incida percentualmente sull'intero spettacolo (cioè: per quanto sia comunque sgradevole copiare le altrui battute, se il 5% delle battute che dici è copiato è meno grave che se lo è il 50%). L'unica cosa che trovo veramente sconcertante è l'insistere sul fatto che lui quelle battute le migliora. Vederlo dopo Carlin o Hicks è un po' come vedere il gruppo teatrale dell'oratorio che fa miseria e nobiltà. Bravi, eh... E la mosca non fa ridere più della farfalla.
No, per quel che ho visto, miglioramenti non c'erano. Riusciva a farle funzionare anche tradotte, e reinterpretate (nonché sovente ricontestualizzate). Cosa non semplice.
Michele, se bastasse un fumetto copiato per fare male a Berlusconi saremmo a posto.
Tornando a DL, e poi la smetto anch'io. Ho letto la sua replica sul suo blog. Le parole più normali sono "allomorfismo topologico" e "prosodia". Ultra-tecnica, intimidisce persino un po'. Fa sentire deficiente chi, comparando le stesse battute, potrebbe erroneamente pensare che sono le stesse battute. Non ho solo capito se arci-isotopia indica un insulto o una domanda. Ma forse dipende dalla domanda. Però la tengo a mente, un domani dovesse servirmi...
per ora il conto delle battute indica un 30%, però stimato verso il basso. io sono abbastanza sconvolto dalla notizia, mi sono informato un bel po'in questi giorni, e la mia idea è che non ci sia quasi niente di suo. Lo so, è un brutto colpo. Proprio brutto, ma questa di luttazzi è una carriera costruita sulla traduzione, in maniera sistematica. e fa incazzare per tanti motivi, ma per noi autori, fa incazzare di più, perchè un discorso è che ogni tanto ti viene una striscia simile ad una di Schulz, ben altro è andare negli USA, comprare le raccolte di tutte le strisce degli ultimi 30 anni, tradurre le migliori e disegnarle un po' peggio. c'è una bella differenza, no?
Provo a dirmi la mia: la delusione che ho provato per Luttazzi e la stessa che ho provato per Pantani, quando si scoprì la storia del doping. Ci si sente truffati nelle proprie emozioni e ci si chiede ma perché uno bravo così ha dovuto fare una cosa del genere? Poi c'è l'altro aspetto, quello della campagna mediatica che si è scatenata in queste ore e che, mi dispiace dirlo, è tutta un'effetto della rete. Capita che i migliori blogger "se la cantino e se la postino" e che determinate storie si propaghino in rete come virus. A volte è positivo, perché crea dei flussi di informazione intelligente, spesso trascurati altrove. Altre volte, come in questo caso, mi sembra un poco pericoloso. Perché ci siamo sempre indignati per i processi in tv, ora mi sembra che stia avvenenendo la stessa cosa sui blog. E non vorrei che prima o poi, ci ritrovassimo con "il plastico di Cogne", pubblicato da Mantellini, Sofri o chi per loro (cito a casaccio, solo per indicare qualche blogstar).
La faccenda l'è grossa. Su mio blog ho inserito tutta la mia personale opinione basata anche sui miei ricordi, i miei dubbi e le mie domande. Ho mandato un paio di mail a DL in questi tempi e l'ho sentito sempre fiducioso. Un po' la pulce nell'orecchio, anche al fan più accanito, tutto ciò te la mette. Poi si vedrà. Come ho scritto nel mio blog auspico che tutto ciò sia portato in tribunale, che gli admin del blog e del video accusatore si rivelino e che se Daniele dovrà pagare somme ingenti che le paghi. Sto linciaggio della rete non se lo merita, a mio avviso.
Scusate, ma qui si rigira la frittata. La notizia delle citazioni l'ha data Luttazzi stesso nel suo blog nel 2005, cinque anni prima che il video diffamatorio fingesse di "scoprirle". Ma i giornali hanno voluto fare lo scoop scrivendo "La Rete smaschera Luttazzi". Una balla: la Rete non ha scoperto nulla che Luttazzi non avesse già "rivelato". Di chi è la disonestà? Non certo di Luttazzi. Il suo post del 2005 sulla caccia al tesoro non è "una scusa": è LA PROVA che Luttazzi lo fa apposta. Nelle sue repliche è supponente? Secondo me è stato anche troppo gentile a spiegare i motivi tecnici che distinguono il plagio dal calco: a ignoranti che infatti subito hanno parlato di supercazzola! Quelli di Luttazzi non sono plagi, come non lo sono quelli di Tarantino o di Elio o di Dylan Dog. Sono un gioco intellettuale coi fan e non sono neanche lo 0,1% della sua sterminata produzione. Tutto nasce come difesa legale. Quando riceverete cause per 160 MILIARDI di lire, sarà divertente vedere cosa escogiterete voi per difendervi.