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Flusso di coscienza di Tito Faraci

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Palco
 

Mah, sarò vecchio io…

… ma mi fanno morire quei commenti, assai frequenti in rete, che attaccano all'incirca così: non ho ancora finito di leggere quel certo albo, ma per il momento posso dire…

Porca miseria, quanto ci vorrà a leggere un albo bonelliano? O anche una graphic novel di media lunghezza? Vogliamo dire un paio di ore? Un intero pomeriggio, esagerando?

E uno non riesce ad aspettare questo tempo, prima di precipitarsi a diramare un'opinione? È tanta l'ansia di fare sentire la propria voce? E poi a chi potrà mai interessare un giudizio parziale, affrettato?

C'è qualcosa che non capisco. O che capisco fin troppo bene, forse.

Commenti

'Sti commenti li noto anche riguardo ai libri...e mi danno sempre l'impressione che non lo hanno letto e non lo leggeranno mai.
Ma, se non altro, a leggere un romanzo ci vogliono un po' di giorni... Mi sembra più comprensibile riuscire a farsi un'idea, e condividerla con altri, a mezza lettura. Un fumetto, invece...
"Non ho ancora finito di leggere" nel corporate language di molti lettori significa: "L'ho comprato, ho visto la copertina e ho sfogliato due pagine." Per uno sceneggiatore equivale a "Sto facendo il controllo ortografico" quando non ha ancora scritto neppure il titolo dell'episodio.
Grazie, Francesco. Avevo il sospetto, infatti.
Mai fatto una cosa del genere, ma la giustificherei (forse) in due casi: 1) il lettore ha appena letto una sequenza talmente bella che non è riuscito a contenersi e ha voluto subito fare una valutazione positiva. 2) il lettore ha letto una sequenza, una parte (magari anche il primo numero di una trilogia o di una miniserie) che lo ha talmente deluso o irritato da chiudere l'albo e non riaprirlo più. Per esempio, di Caravan 12 salto le pagine da 77 a 96. Mi piace di più così. Fermo restando che scrivere "sono a metà, per ora niente male, speriamo che regga fino alla fine" è una stupidaggine.
Francesco ha ragggione (ciao Francesco!) ma c'è anche il caso in cui "Non ho ancora finito di leggerlo" sta per "me ne ha parlato male un amico e volevo parlarne male anch'io e indignarmi così mi guadagno un po' di notorietà". E l'amico che ne ha parlato male? Beh, anche lui "non aveva ancora finito di leggerlo"...
non ho ancora finito di leggere tutto il tuo commento ma per il momento sono d'accordo
Non ho ancora finito di leggere l'estratto conto, ma per ora sono ricco!
Ragazzi, mi distraete... ho una storia da consegnare, devo solo finire di rileggerla.
spezzo una lancia in favore degli "iniziatori". finché ho avuto tempo, ho frequentato un forum di lettori di romanzi. avevamo i nostri favoriti. quando usciva il nuovo titolo di uno di questi autori favoriti il forum si trasformava in un "sono a pag 84, per il momento è una figata..." oppure "quando arrivate a pag 123... ma a voi l'avete capito quel colpo di scena?". non ha a che fare con il libro, ha a che fare con il gruppo e con la voglia di condividere. a parte questo, per leggere un fumetto bonelli ci vogliono 20 minuti, massimo mezz'ora, e in effetti il "non l'ho ancora finito" fa un po' ridere.
Ma io per un romanzo posso capirlo, anche se a volte mi sembra un po' buffo. Però chi è senza peccato scagli la prima pietra, in questo caso. Pure io se trovo un buon romanzo, mi entusiasmo già ben prima della fine e magari lo comunico. Ma è una questione di lunghezza, di tempo di lettura, di suddivisione in capitoli... Per un racconto, scriveresti mai: "l'ho appena iniziato, ma..." Né per un film, del resto. E poi alla base c'è il discorso di Francesco, amaramente sarcastico, ma, temo, assai fondato. È il parlare per parlare, il volere sempre mettere un piede nella porta, questo territorial pissing tipico della rete...
guarda ancora non ho finito di leggere il post, ma in linea di massima dovrei essere d'accordo
Non ho ancora finito di scrivere il commento ma
Io lo leggo spesso sul Papersera (e a volte l'ho utilizzato anch'io) ma a discolpa posso dire che le storie Disney sono diverse per ogni numero (4/5 su Topolino, di più su altre testate) per cui, dopo che si è letta una storia particolarmente orribile o particolarmente bella viene quasi in automatico andare a condividere le impressioni ricevute finchè ancora calde. Infatti, una volta passati alla storia seguente, le cose si dimenticano o, rileggendole, cambiano prospettiva.