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Insensato per natura

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Tanto per cominciare, bollare di insensatezza e mancanza di profondità un fumetto ci sembra bizzarro. Il fumetto è insensato per natura; e, se proprio vogliamo, la sua filosofia consiste nel riflettere il caos del mondo rifuggendo dal rigor di logica. 

Alessandra Levantesi Kezich, recensendo il film Iron Man 2


Sarà che stanotte non sono stato bene, ma non ho neanche la forza di commentare. Ammesso che serva farlo. 

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Commenti

A me, più che la boiata sul fumetto (ne ho sentite tante, ormai, che nemmeno ci faccio più caso) colpisce l'opposizione critica/pubblico.
"Il numero 1 era partito con l'approvazione della critica (ergo: era buono), questo ha solo l'approvazione del pubblico (ergo: è una ciofeca)".
Ecco, questo per me è un ottimo esempio di ciò che la critica NON deve assolutamente essere.

"Non discutiam di loro, ma guarda e passa"
Piuttosto, spero che tu ti rimetta presto in forma!

Non capisco perché dovremmo prendercela. Alessandra Levantesi Kezich è insensata per natura; e, se proprio vogliamo, la sua filosofia consiste nel riflettere il caos del mondo rifuggendo dal rigor di logica. C'est tout.

Credo che sia sbagliato offendersi (anche se, lo so, è dura). E credo che non sia il caso di offendere.
Controbattere a un'affermazione come quella in questione, portando argomentazioni a favore del fumetto, vuol dire legittimare il confronto con una palese sciocchezza, darle un valore che non ha.
La giornalista non ha presente ciò di cui scrive, non sa cos'è il fumetto: questa non è un'opinione, ma un fatto.
Un fatto sconcertante.

Concordo con quanto detto dal signor Faraci, ma credo che sia il caso di contestualizzare e di esaminare le eventuali attenuanti della signora K. il che naturalmente non sposta di un centimetro la questione : se guido in autostrada in contromano un autoblindo e tolgo una dimensione ad un rimorchio che trasporta uova di struzzo, il fatto che sia ripieno di grappa è un'aggravante - le mappe garibaldine di cui si fidava il mio navigatore un 'attenuante. O così ha sostenuto il mio difensore d'ufficio. La mia leva è durata molto + di una minserie bonelliana, ma sto divagando. Contesto, dicevo. Il compianto Tullio Kezich è stato buon amico e collaboratore di Federico Fellini, che si guadagnò i primi spiccioli a Roma con le caricature ai militi USA, ed era un grande fan dei comics del Corriere dei Piccoli ed amico di cartoonists come Moebius e Manara. Fellini credeva che la bellezza dei fumetti stesse nella cristallizzazione dell'azione in quelle vignette in cui '' le figurine sono trafitte come farfalle''. E' un modo di vedere la cosa. Difficilmente trovereste un fumettaro moderno ( o un lettore ) pronto a sottoscrivere tale visione. Stiamo parlando di una generazione, la prima , che si è confrontata con i fumetti, attribuendo al medium una sua dignità, ma confinandolo ad una sua poesia lunare, lontana dalle logiche che governano altre forme di espressione. ''Solo '' Herriman e Segar e tonnellate di Arcibaldo e Petronilla, Fortunello, tutto sulle spalle di Yellow Kid e Little Nemo. Tutta roba buona, ma non è tutta la roba buona. A mio modesto avviso, il danno è minimo. la signora K. parla ad un pubblico che non legge comics , e se li ha letti, condivide il suo giudizio.
Ricordo una trasmissione RAI in cui Luciano Rispoli criticava i primi film in animazione 3D , sostenendo che i computers sono freddi e castrano la creatività degli animatori, ma era la reazione di un uomo che aveva visto le schede perforate uscire dai primi elaboratori per diventare bigodini di carta delle impiegate.
Io ho 42 anni - mi piace l'armatura hi-tech di Iron Man figlia della versione ultimate, ma non mi colpisce quanto una frittata sull'asfalto visibile dalla luna.

Bell'intervento, Crepascolo. Apprezzo molto. Grazie

Volevo scrivere un commento logico, rigoroso e magari profondo. Ma poi, riflettendo sul fatto di lavorare a un medium che riflette il caos del mondo, tutto ciò mi è sembrato insensato. Quasi quanto quell'insieme di vocali e consonanti inserite alla rinfusa dalla signora K. . Ha ragione Tito, chi se ne frega.

Non c'è bisogno di replicare. Tutto si commenta da sé.

Giuro, non è per fare il bastiancontrario, ma che cos’ha detto di così terribile la vedova del Tullio? A me è sembrato quasi un complimento, guarda un po’. Riuscire a riflettere il caos del mondo e rifuggire dal rigor di logica vi pare poco? Vi pare un insulto?
Non è che ogni volta che un tizio si permette di dire: “Il fumetto secondo me è…” deve essere necessariamente crocifisso. A meno che non si pensi che di fumetto siano autorizzati a parlare solo i fumettisti. Perché questo sì che sarebbe insensato.
Poi, magari la vedova del Tullio odia veramente il fumetto e lo ritiene una forma espressiva stupida e minore. In quel caso, faccio ammenda. Ma messa così, non mi pare ‘sto scandalo.

potrebbe anche aver ragione. a me sembra una cosa bella.

A me invece sembra proprio scandaloso. A meno che insensatezza e mancanza di profondità non siano complimenti, ma non mi pare.
Che esistano fumetti (così come film, romanzi...) insensati e superficiali è fuor di dubbio. Che il fumetto sia tale per natura è una sparata piuttosto irritante.
Riflettere il caos del mondo può essere un bel risultato, è vero. Ma non l'unico possibile.

ma si ma si, si faceva per ridere.

e poi, sai in riferimento al film, ci può anche stare. Voglio dire, di cosa stiamo parlando, io non ho visto il secondo iron man, ma la sceneggiatura del primo non sta in piedi manco se la impali, in generale, le sceneggiature di fumetti di super eroi non è che siano proprio perfetti ingranaggi di sensatezza. Anche il revisionismo di Moore, nello stesso W, ma anche in V, non è che segua una trama scevra di incongruenze. Parlo degli avvenimenti, non della struttura narrativa, che quella si è solida, e forse anche un po' troppo.
Io credo che si riferisse ai fumetti di super eroi. Non credo che la signora pensi che Joe Sacco faccia fumetti. Di sicuro non fa niente che sia accostabile a iron man. e allora perchè accostarvelo?

poi sulla libertà dal rigore della logica, è una banalità, ma io credo che l'opera narrativa in genere ne sia esentata. del resto la realtà stessa ne è assolutamente esente. perchè dovrebbero prendersi i fumetti quest'incombenza insensata.

e poi, ancora, ma perchè preoccuparsi di quello che dice chiunque, perchè dargli visibilità, perchè pensare che una recensione di 15 righe su un film quanto meno mediocre, scritta da una giornalista della Stampa, possa avere un qualsiai valore?
questa, poverina, fa le recensioni di iron man. Si guadagna da vivere come può.
Ma secondo voi, se un giornalista scrive una castroneria su un intervento chirurgico al cuore, i cardiologi ne risentono?
I cuori ne risentono?
Il giornalista generalista non sa niente, di qualsiasi cosa scriva, commette errori a manciate.
Il problema non è dei fumetti, il problema è del giornalismo.
Ma non è neanche più un problema, visto che nessuno legge più i giornali. per fortuna.

"Ma secondo voi, se un giornalista scrive una castroneria su un intervento chirurgico al cuore, i cardiologi ne risentono? I cuori ne risentono? Il giornalista generalista non sa niente, di qualsiasi cosa scriva, commette errori a manciate. Il problema non è dei fumetti, il problema è del giornalismo. Ma non è neanche più un problema, visto che nessuno legge più i giornali. per fortuna."

Accidenti, difficile non darti ragione! Anche se il rischio è che ora siamo noi a generalizzare...

Mi sembra un discreto spunto per un reboot -sono tanto ma tanto di moda, stiamo attendendo uno Spider-man teen ed un nuovo Daredevil , per tacere di altri Fantastic Four, un altro Superman ed un Silver Surfer 3 D. Forse il commento della signora K. era mera autodifesa.
Potrebbe essere qualcosa di questo tenore: Joe Sacco è l'ultimo di una famiglia facoltosa - il complesso di colpa per il latifondo che erediterà lo mette di fronte a due opzioni: visitare la striscia di Gaza quale aspirante reporter o perdersi in una frenetica attività di don Giovanni. Joe ritiene di vivere in un mondo caotico e privo di logica - come alcuni comics che tanto apprezza - e sceglie di trasformarsi in un Casanova compulsivo. Amale e lasciale, il suo motto. Prima o poi, anche in un mondo che sembra rifuggire da qualsiasi logica, doveva succedere che una di queste signore abbandonate reagisse. Non sappiamo come si chiamasse - i diari di Joe riportano solo le iniziali del nome di battesimo - ma era destino che, prima o poi, una V. o una W. rispondesse con la furia che si attribuisce ad Eva quando la si tradisce.
Un colpo al cuore. O nei paraggi di quel muscolo che a Joe serviva solo per pompare sangue.
Lo opera un chirurgo fresco di studi che ha letto in un giornale generalista come sia possibile rattoppare un cuoricino infranto con le coccole ed i cioccolatini. Chi lo assiste crede si tratti dell'opera di un genio , quando il dottor K. accarezza le manine di Joe e sutura con i Baci Perugina. Joe apre gli occhi nella sua cameretta e volge intorno lo sguardo di un uomo dolce. Perdona V. o W. - compra le pagine di parecchi quotidiani per chiedere scusa alle altre signore che frequentò, ma nessuno legge i giornali e, ogni tanto, qualche iniziale si riaffaccia e gli spara al petto. Joe ormai è tanto buono da non farci nemmeno caso, ma vive dentro un'armatura anti-proiettile. Lieto fine ?

lasciamo perdere il riferimento (infelice) al fumetto... il punto IMHO è che la giornalista (!) vorrebbe difendere, arrampicandosi sugli specchi, un brutto film (del tutto privo ritmo, con personaggi non funzionali all'esile trama, sconclusionato) come Iron Man 2

Succede che io sono d'accordo con la giornalista e secondo me voi siete prevenuti. Mi spiego: tante ne arrivano sul fumetto che quando ne arriva una buona la interpretiamo come cattiva ugualmente.
La frase "bollare di insensatezza e mancanza di profondità un fumetto ci sembra bizzarro" significa che secondo lei non è così.
E "Il fumetto è insensato per natura; e, se proprio vogliamo, la sua filosofia consiste nel riflettere il caos del mondo rifuggendo dal rigor di logica" è quantomeno un'affermazione interessante, su cui discutere. Anche se io forse avrei messo "qualsiasi opera intellettuale" al posto di "fumetto".
Ma, dai, non chiediamo troppo.

Prima di levare scudi e soprattutto postare commenti pesanti e anche offensivi bisognerebbe possedere quel minimo di alfabetizzazione possibile che permetta di capire un articolo di giornale e l'abilità retorica di chi scrive. La Levantesi è una delle poche teste pensanti che in Italia hanno sdoganato il fumetto; ha scritto articoli (su Comic Art, e se non sbaglio anche su Linus) in cui dimostra non solo grande cultura fumettistica, ma anche una capacità di lettura profonda e matura. Nell'articolo incriminato ha detto una cosa mica tanto negativa: sta dicendo che il fumetto gode di una libertà, di una "felice" insensatezza, di una felicità narrativa precluse ad altri media. Sta dicendo che leggere il film di Iron Man con lo stesso metro con cui si giudica un "normale" film è sbagliato, perché un film tratto da un fumetto ha le sue proprie regole ("insensate", appunto), e dunque a lei il film è piaciuto, mentre la critica americana non ne ha colto le libertà espressive. Non ha detto che il fumetto è superficiale come malamente interpreta Tito (e me ne meraviglio, perché lo ritengo persona di grande acume), ma che il fumetto si può permettere la grande libertà di rileggere interpretare il caos del mondo a suo modo, e di farlo senza essere schiavo della logica, della banalità, del pragmatismo. Cazzo, per una volta che uno dice cose belle e condivisibili sul fumetto, tutti a dargli addosso!

Caro Roberto, ti ringrazio dell'intervento e ti assicuro che ci rifletterò. Lo sto già facendo. Io però continuo a vedere in quell'articolo una generalizzazione e un'approssimazione che mi stupiscono e rattristano, tanto più se - come dici - arrivano da una persona che conosce il fumetto. Si fa un'affermazione grossa e, quanto meno, "ambigua" buttandola lì come una verità assoluta, senza precisare e motivare. E "mancanza di profondità" per me significa "superficialità". A meno di non chiarire il concetto. Non si vede, poi, perché il fumetto dovrebbe riflettere il caos del mondo (cosa anche positiva) per sua filosofia, necessariamente. Può anche farlo, ma non sempre e per forza. E perché dovrebbe essere solo nella sua natura e non in quella di letteratura o cinema?
Dire che il fumetto può fare una cosa non è come dire che la fa sempre e soltanto. Mi sembra, come ho detto, una sciocchezza. A volte ne dicono anche le persone intelligenti.
Da qui il mio avvilimento e il senso del mio post.

Però, ripeto, apprezzo MOLTO queste voci fuori dal coro. Ci rifletterò su. Grazie.

Gira e rigira si ritorna all'annosa questione che consiste nel considerare il fumetto un genere e non un medium il che porta al corollario di delimitarne la portata.
In un ''giallo'' il lettore deplora la mancanza di fairplay dello scrittore e resta spiazzato se si ritrova in un mare di digressioni '' perchè le storie di detection hanno le loro regole''.
Anche un intellettuale entusiasta come ODB apprezzava il Batman di Kane, forse poteva gradire quello di Sprang, ma non amava quello di Miller.
Non sto cercando di ridurre la faccenda alla distinzione tra fan e critico, ma non andrei tanto fuori bersaglio. Il medium è vampiro, chi lo studia seriamente deve acquisire informazioni multi-disciplinari e, naturalmente, comprenderne l'evoluzione.

Gira e rigira si ritorna all'annosa questione che consiste nel considerare il fumetto un genere e non un medium il che porta al corollario di delimitarne la portata.
In un ''giallo'' il lettore deplora la mancanza di fairplay dello scrittore e resta spiazzato se si ritrova in un mare di digressioni '' perchè le storie di detection hanno le loro regole''.
Anche un intellettuale entusiasta come ODB apprezzava il Batman di Kane, forse poteva gradire quello di Sprang, ma non amava quello di Miller.
Non sto cercando di ridurre la faccenda alla distinzione tra fan e critico, ma non andrei tanto fuori bersaglio. Il medium è vampiro, chi lo studia seriamente deve acquisire informazioni multi-disciplinari e, naturalmente, comprenderne l'evoluzione.

Bravissimo, Crepascolo! Credo abbia centrato il punto della questione!
Tutto parte da una confusione fra contenitore e contenuto, potremmo anche dire. Il fumetto non è un genere. E, invece, esistono vari generi di fumetti.
(Se alcuni di essi riflettono il caos del mondo, benissimo.)

Ho provato a fare delle aggiunte alle frasi incriminate:
"Tanto per cominciare, bollare di insensatezza e mancanza di profondità un fumetto di supereroi ci sembra bizzarro. Il fumetto supereroistico è insensato per natura; e, se proprio vogliamo, la sua filosofia consiste nel riflettere il caos del mondo rifuggendo dal rigor di logica."

Come suonano?

Esperimento interessante. Suonano meglio, almeno un poco. Riflettiamo sul perché.

Da commento sul mezzo diventa commento sul genere (supereroi, sottogenere della fantascienza, ma anche genere a sé, volendo).

Ho provato a immaginare le aggiunte solo perché nei commenti postati qua sopra c'è scritto che la tipa si è occupata più volte e bene di fumetti. All'inizio la frase che hai citato aveva fatto schifo anche a me.

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