Ho sempre timore del nerd nascosto in me. Se lo vedo fare capolino, tiro fuori il pungolo da buoi. È per questo che ho avuto qualche remora a palesare la mia subitanea reazione ai nuovissimi manifesti elettorali del PD. Temevo, appunto, che a essere sdegnato fosse soltanto l'io-nerd. Ma ora leggere QUESTO intervento sul blog di Gipi mi conforta. E, allo stesso tempo, rafforza quello sdegno.
No, le nuvolette non si sbattono in faccia. Non sopra la faccia, per favore...
Non è questione di lesa maestà al Fumetto. Questo goffo, masochistico e incompetente (ab)uso di un linguaggio, di un sistema di codici, è la tragicomica metafora di un non sapere né dove andare né, innanzitutto, come andarci.
È l'approssimazione dei segni che corrisponde all'approssimazione delle idee.
Se questi cartelloni fossero spot televisivi, sarebbero fuori fuoco e con le teste tagliate. Se fossero canzoni, qualcuno starebbe soffiando nella chitarra.
Buona fortuna. Ne avremo bisogno.
E comunque, anche altrove e per altre ragioni, si levano tonanti voci di dissenso.
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Commenti
sergio pasquandrea 08/feb/2010 19:01:26
Tito Faraci 08/feb/2010 19:02:30
F 08/feb/2010 19:09:59
Tito Faraci 08/feb/2010 19:21:28
Valberici 08/feb/2010 19:34:14
imp.bianco 08/feb/2010 20:09:23
Alessandro 08/feb/2010 23:41:08
Brigitta MacBridge 09/feb/2010 10:52:17
Gizeta 14/feb/2010 12:10:42
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