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Vecchio Harry

MichaelConnelly
 

Viene da sospettare che Michael Connelly si sia guardato qualche stagione di 24, prima di scrivere La città buia, ultimo (almeno per i lettori italiani) romanzo del ciclo di Harry Bosch.

È mezzanotte. Harry è seduto a casa propria, immerso nel buio e nella musica jazz. Aspetta qualcosa. Non sa neanche lui cosa, finché non arriva. È una telefonata del suo capo. È stato ritrovato un cadavere, a Mulholland Drive. È un nuovo caso, per il detective Bosch.

Harry si infila la giacca, controlla la pistola. Si guarda allo specchio, si vede vecchio. Ma non ancora così vecchio. Poi esce di casa e la storia parte, veloce come un proiettile. Senza un attimo di tregua, fino all'epilogo: dodici ore dopo.

È una lotta contro il tempo. 
Il tempo dei minuti che scorrono. Il tempo degli anni che Bosch ha sul groppone. Il nostro tempo, in cui viviamo, a cui Bosch non riesce ad adattarsi. Non vuole riuscirci.

La città buia è il romanzo più breve di Connelly, ma anche uno dei più intensi. Una promessa mantenuta, ancora una volta. Un appuntamento rispettato. Un istante dopo avere chiuso il libro, ho già cominciato a sentire la mancanza del vecchio Harry.

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Commenti

Dalla Posta di TuttoTex n°464, "helltown", scrive Sergio Bonelli:
"...la versatilità di Cavazzano è tale che, prima o poi, lo convincerò ad avventurarsi nel western di Aquila della Notte e ad eseguirmi un Texone che, fidatevi di me, sarà all'altezza degli altri capolavori che lo hanno preceduto."
Tito, ti prego, scrivilo tu!

Domani lo chiamo.

A proposito, sarebbe bello poter dare un volto a Harry Bosch disegnato da Cavazzano (e sceneggiato da Faraci, naturalmente). L'ho sempre immaginato come l'ispettore Jan Clayton del distretto di Anderville della vecchia serie a fumetti MICKEY MOUSE MISTERY MAGAZINE del 1999. Credo che lei, signor Faraci, abbia quantomeno una "vaga" idea di questo Mr. Clayton! :-)
Anzi, chissà che non vi siate proprio ispirati a Bosch...
Tanti cordiali saluti e complimenti per tutto quello che fa!
Alessandro
Torino

Da quando ho iniziato a leggere Connelly, è sempre stato una grossa fonte di ispirazione.

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