Ero a una cena con un mucchio di gente, qualche giorno fa. Gente del mio giro, che la vede all'incirca come me. Laici, tutti quanti. Ed esserlo, oggi in Italia, a volte è una fatica. Ve ne ho già parlato, in un paio di occasioni.
Al momento dei saluti, tutti hanno attaccato a dirsi "Buon anno" o, genericamente, "Auguri". Ci ho fatto caso: nessuno che usava quella parola...
Ma perché no, accidenti? Che c'è di male? A un certo punto io - uno a cui, per dire, i crocifissi a scuola danno davvero fastidio - ho cominciato: "Buon Natale!" E poi tutti, o quasi, mi hanno imitato.
Non è stato il segno di una resa, non è stata una concessione a nessuno.
Il Natale è di tutti, e ognuno ha il diritto di dargli il senso e il valore che ritiene giusto. Per me è un giorno in cui è bello stare con le persone alle quali si vuole bene, cercando di essere felici: dandosi l'un l'altro una mano a esserlo. Tutto qui, ma non è poco.
Buon Natale anche a voi, allora. Un augurio da prendere come meglio credete.
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Commenti
Valberici 24/dic/2009 08:57:55
Fausto 24/dic/2009 09:35:47
Brigitta MacBridge 24/dic/2009 09:46:11
imp.bianco 24/dic/2009 09:46:18
Tito Faraci 24/dic/2009 10:13:02
Emanuele Banzi 24/dic/2009 14:09:27
Stefano 24/dic/2009 20:31:08
Jabez White 25/dic/2009 09:40:31
Tito Faraci 25/dic/2009 10:14:38
Bramo 25/dic/2009 11:49:50
Sebastian Cobb 26/dic/2009 10:16:45
Tito Faraci 26/dic/2009 11:03:16
Tito Faraci 26/dic/2009 11:03:21
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