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Giocarsi una storia

Spock-chess
 

C'è una cosa che non mi stanco di ripetere. Se l'avete già letta o sentita, quindi, portate pazienza.

Scrivere storie con personaggi seriali per me è come giocare a scacchi. Ogni pezzo si muove secondo delle regole precise, che devi conoscere bene e rispettare. Però, quando comincerà la partita, lo stile di gioco sarà il tuo. E ogni partita sarà nuova, unica, diversa da tutte le altre.

Un'altra cosa. Devi avere rispetto anche della scacchiera. Non puoi romperla, rovinarla. Non puoi aggiungere o togliere caselle. E tutti i pezzi, alla fine, dovrai rimetterli nella loro scatola. Perché ci sarà qualcun altro che giocherà, dopo di te.

Commenti

Bella. Questa mi è proprio piaciuta, Tito. Bravo!

Grazie, Gianfranco!

Io c'ho scritto su quasi 200 pagine di tesi in semiotica... per arrivare alle stesse conclusioni. E' proprio vero che i grandi hanno il dono della sintesi.

Bella foto ;-)

Amen

sì, era quello che intendevo citando calvino, il castello dei destini incrociati. ed è quello che, sempre di più, vorrei imparare a fare. magari con tanto di plastico delle terre di mezzo in cui far muovere i personaggi, come tolkien.

Che palle Tolkien, però...
(Uh? Si può dire?)

ah sì sì. io non l'ho neanche mai finito, il signore degli anelli. però ammiro il metodo, bravo, bravo.

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