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Greystorm, capitolo primo

Gstorm

L'uscita del primo numero di una nuova serie bonelliana è sempre un evento, che riecheggia anche al di fuori del mondo dei fumetti. 
Un evento non poi così raro ultimamente, dato che sono passati solo quattro mesi dall'esordio di Caravan. In questi tempi di cosiddetta "crisi" del fumetto popolare da edicola, Sergio Bonelli Editore gioca la partita fino in fondo, e rialza la posta.

Ora tocca a Greystorm: una mini serie ideata da Antonio Serra  e Gianmauro Cozzi. Se volete saperne tutto (tutto il rivelabile, almeno), fate un salto QUI.
Per quanto mi riguarda, devo dire che questa lettura mi ha parecchio colpito e stupito, in positivo. Il racconto è ricco di citazioni sofisticate e non banali, da Verne ai fratelli Melies, passando per Mary Shelley. Il personaggio principale è sorprendentemente ambiguo, sotto più punti di vista. La sceneggiatura di Antonio Serra è solidissima e, insieme, molto fluida. E mi sono divertito: una cosa che per me vale tanto.

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Commenti

Miiiii non sapevo di questa uscita..deve essermi sfuggita..ehehe..:P
La copertina promette molto bene..in genere se non mi attira un qualcosa evito di comprare...xD Grazie per la segnalazione!
Buona domencia ^.^;

Ancora devo leggerlo, ma da lettore voglio fare public endorsement per Antonio Serra che, prima con Nathan Never, e poi con Legs Weaver (ma anche con lo sfortunato Gregory Hunter) , ci ha regalato una fantascienza italiana popolare e moderna. Soprattutto Antonio cerca sempre di coltivare nei suoi fumetti quel "Sense of wonder", quel misto fra ingenuità e divertimento, che è fondamentale nei comics per mantenerli popolari, a misura di futuro. Auguro ogni fortuna a Greystorm.

Era Gino Greystorm, o no?

:-D

Questa la capiamo solo tu, io e il tuo omonimo...

Comprato, letto, ma devo dire che non entusiasma granché. Un fumetto ambientato a fine Ottocento, disegnato in stile manga ma inquadrato in una gabbia bonelliana, e scritto in maniera un po' prevedibile. Sembra un miscuglio tra l'Alan Moore degli "Uomini straordinari" o "Jack lo Squartatore" e una giovane coppia di protagonisti scienziati, uno buono e uno cattivo, che ricorda Martyn Mystère e il suo acerrimo nemico che non ricordo come si chiami.

(Immagino che con "Jack lo Squartatore" tu ti riferisca a From Hell.)
Sulla prevedibilità della scrittura, avrei da ridire. Ma rispetto la tua opinione, naturalmente.
Mi piace molto questa fascinazione per un "futuro anteriore" che pervade la storia. Una storia in cui peraltro fa capolino anche la Storia, con la maiuscola.

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