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Sulla mia pelle

ROLLING STONES-TATTOO YOU

Quanti tatuaggi, in spiaggia. Tutti molto belli, perfetti. Sfoggiati come vestiti o accessori alla moda comprati in un negozio in centro.
Io ho un tatuaggio fatto un milione di anni fa. Un sabato mattina, nella cucina di un amico, chiacchierando e sentendo musica. Ricordo il sangue che colava giù, fino al gomito, e io che mi sforzavo di fare finta di nulla. Ricordo anche e soprattutto che pensavo a quel tatuaggio come a una sorta di promemoria indelebile, destinato a durare per sempre. Che io lo volessi o no. Anche in un futuro in cui avessi tagliato i capelli e trovato un lavoro in banca, per dire, mi avrebbe rammentato che cosa ero stato un tempo. Chi ero stato. Mi avrebbe reso - anzi, mantenuto - diverso. Così pensavo allora, in quella cucina.
Illusioni giovanili. Mi viene da ridere, oggi.
Ora è solo un brutto tatuaggio sbiadito. E, peraltro, i capelli me li sono tagliati. Ma poteva andare peggio. Molto peggio.

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Commenti

E, comunque, ti ricorda qullo che eri. Alla fin fine, anche queste cose servono.
Scusa la curiosità, ma cos'è che è effingiato?

Una grossa vespa (l'insetto, dico, non la moto), sul punto di pungere.
Ma ha un senso solo per me. O, almeno, lo aveva quella mattina.

La faccenda di un tatuaggio fatto in "tenera" eta` (va beh, neanche troppo tenera) , magari con amici, magari con un significato nel disegno ( io e altri quattro amici abbiamo un cactus con i bracci che disegnano un sei e un tre, il nostro anno di nascita, nel nostro trentesimo anno di vita ) potrebbe essere un soggetto da sviluppare, non trovi?

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