Quanti tatuaggi, in spiaggia. Tutti molto belli, perfetti. Sfoggiati come vestiti o accessori alla moda comprati in un negozio in centro.
Io ho un tatuaggio fatto un milione di anni fa. Un sabato mattina, nella cucina di un amico, chiacchierando e sentendo musica. Ricordo il sangue che colava giù, fino al gomito, e io che mi sforzavo di fare finta di nulla. Ricordo anche e soprattutto che pensavo a quel tatuaggio come a una sorta di promemoria indelebile, destinato a durare per sempre. Che io lo volessi o no. Anche in un futuro in cui avessi tagliato i capelli e trovato un lavoro in banca, per dire, mi avrebbe rammentato che cosa ero stato un tempo. Chi ero stato. Mi avrebbe reso - anzi, mantenuto - diverso. Così pensavo allora, in quella cucina.
Illusioni giovanili. Mi viene da ridere, oggi.
Ora è solo un brutto tatuaggio sbiadito. E, peraltro, i capelli me li sono tagliati. Ma poteva andare peggio. Molto peggio.
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Commenti
Stefano 04/lug/2009 21:12:22
Tito Faraci 05/lug/2009 09:43:10
Loris 05/lug/2009 17:01:31
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