Questa recensione - se proprio vogliamo chiamarla così - arriva fuori tempo massimo. E tuttavia...
Se ci sono 700mila italiani (così mi dicono) che hanno già letto Uomini che odiano le donne, ce ne saranno pur sempre decine di milioni che non lo hanno fatto. E non sono intenzionati a farlo. Molti dei quali, immagino, perché tale libro è un successo, un best seller. Una cosa valutata con sospetto e antipatia.
Sono caduto spesso anch'io in questo errore. Questo pregiudizio. Devo dire, soprattutto in campo musicale. Ah, quanti gruppi ho rinnegato, in gioventù, quando cominciavano a fare capolino in classifica. "Ecco, sono diventati commerciali!" Quale terribile "colpa"!
Ma torniamo al libro in esame, che forse non avrei mai letto se non mi fosse stato regalato. Sebbene io sia un appassionato e orgoglioso lettore di letteratura di genere, questo non mi ispirava. E mi stavo perdendo qualcosa di davvero buono.
Uomini che odiano le donne coniuga con grande maestria le istanze del thriller americano alla Jeffery Deaver (continui colpi di scena e ribaltamenti di prospettiva, personaggi peculiari e maniacali, trame incrociate, digressioni psicologiche, efferati crimini seriali...) con quelle del classico giallo da "mistero della camera chiusa". E, già che c'è, offre un quadro della società svedese interessante e non indulgente.
È un peccato non leggerlo. Ed è difficile smettere, una volta cominciato. Provateci, non siate troppo snob.
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Commenti
H-BES 16/lug/2009 13:16:05
CREPASCOLO 16/lug/2009 15:10:19
s. raule 16/lug/2009 15:20:19
CREPASCOLO 16/lug/2009 17:24:48
Hytok 16/lug/2009 18:50:03
Guido Tedoldi 16/lug/2009 19:24:34
Tito Faraci 17/lug/2009 08:15:50
Filippo 17/lug/2009 15:54:04
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