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Come un eroe

Pulp1

Improvvisamente mi ricordo che, quando ero un ragazzino, sognare di essere un intrepido astronauta, un duro detective privato o uno ardito esploratore... e sognare di essere uno scrittore di storie di intrepidi avventurieri, duri detective o arditi esploratori... ecco, insomma, questi due tipi di sogni si equivalevano.
Gli autori delle storie erano, nella mia percezione, molto simili agli eroi delle (loro) storie. 
Che buffo, a ripensarci ora. Che assurdo.

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Commenti

Non troviamo assurda l'identificazione tra narratore ed eroe. Se Marco Polo non si fosse inventato migliaia di miglia di viaggio non avremmo almeno un milione di lettori che hanno sognato di andare in Cina, prima della rivoluzione del take away. Se gli scenziati della NASA non avessero annusato lo spirito del sessantanove - numero che è un fumetto di una sola vignetta sui capovolgimenti di fronte - non avrebbero mai raccontato al mondo l'allunaggio così male fotografato negli studios USA e getta e non avremmo avuto Capricorn One , ma solo l'era dell'Acquario.
Se lo straordinario contafrottole veneziano fosse nato nel ventesimo secolo, avrebbe millantato uno sbarco su Marte, pianeta rosso come la terra del riso e si chiamerebbe Marco Apollo.

c'è un lato positivo, in questa disillusione: non dovrai mai penzolare, appeso a una liana, sopra un fiume pieno di coccodrilli, oppure avere una resa dei conti a pistolettate con una banda di gangster rivali, o prendere sulle tue spalle il compito di salvare la terra dagli alieni.

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