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Poca voglia di lavorare

Rockefeller

Troppo sole, troppa voglia di starmene in spiaggia, un buon libro con troppe poche pagine alla fine.
Poca voglia di lavorare, oggi. Ricomincio domani. Recupererò sabato.
Questo è un lavoro così: ti segue sempre, non ti molla mai. Mi è capitato di mettermi a sistemare tavole nel pomeriggio di Natale. Mi è capitato di svegliarmi di notte e riattaccarmi al computer, per chiudere un buco di sceneggiatura che avevo appena scorto, nel dormiveglia. Mi capita che la gente mi parli e io sia altrove, per poi destarmi di colpo con aria smarrita e idiota.

Però ci puoi venire a patti, con questo lavoro. E scrivere sulla veranda di un bungalow, a duecento metri dal mare, non è esattamente come starsene tappati in un ufficio.
Ho avuto fortuna: me lo ripeto ogni giorno. Non devo mai scordarlo. Proprio mai.

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Commenti

Mi fai venire in mente una "vacanza con sceneggiatura" in Sardegna nel 2003. Avevo un quadernetto in cui ogni giorno, per due ore, scrivevo tavole. Nelle ore più calde, sotto l'ombrellone, mentre tutti erano in pennica. Poi, finiti i doveri, un tuffo in mare. Al ritorno ho dovuto ribattere tutto al computer, ma ne ho approfittato per limare e sistemare. Un bel ricordo.

Beh, proprio in questi giorni il clima in Sardegna è piuttosto mite e poco estivo; sarà più arduo, immagino, resistere alla tentazione di un po' di spiaggia e di rinfrescanti nuotate quando le temperature ritorneranno sulle medie stagionali per dedicarsi alla scrittura (ma sappiamo che lo farai, considerato che molte belle storie le hai concepite proprio in periodo estivo).

Siamo consapevoli di essere sempre e comunque una minoranza, come un personaggio di un film di Moretti, ma rimpiangiamo il tempo in cui ai creativi non era concesso nemmeno un istante di riposo. Siegel e Shuster lavorarono senza interruzione in una stanzetta delle dimensioni di una cella - e per una paga quasi simbolica - ma produssero centinaia di pagine dell' Uomo del Domani.
Sospettiamo che -sotto sotto - anche il signor Faraci la pensi così e per questa ragione abbia appiccato al suo post la famosa foto che ritrae una delle riunioni operative del Marvel Bullpen. Se si considera che le testoline ritratte hanno creato personaggi immortali come il pittore dei mille pericoli ( avversario della Torcia Umana ) la peste dello spazio e l'uomo impossibile ( direttamente dalle pagine dei Fantastici Quattro ) Leapfrog ( pericolosissimo avversario di Daredevil ), non si può non rimpiangere un periodo in cui ad uno storyteller bastavano una crosta di pane ed un mozzicone di matita per creare universi.
ps. Nella foto non compare Marie Severin, perchè, un istante prima dello scatto, era scattata dietro al suo rossetto in caduta libera dalla sua borsetta. L'intera sequenza è stata d'ispirazione per parecchi albi di Colan/Tartaglione in cui Scavezzacollo combatte Stilt Man, l'uomo trampolo...

A parte l'invidia feroce nel saperti a duecento metri dal mare, sono curioso di conoscere il titolo del buon libro con troppe poche pagine alla fine. :)

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