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Nessuna fortuna, per Diabolik

Diabolik

La fortuna è vietata. 
Questa è una regola ferrea nelle storie di Diabolik, voluta dalle sorelle Angela e Luciana Giussani.
Per essere precisi, la fortuna è vietata per lui. Per Diabolik. Deve cavarsela sempre e soltanto con le sue forze. Con quelle e con l'aiuto di Eva Kant, al massimo.
Non può sfuggire a una pallottola perché ha abbassato la testa per caso, in quel momento. Non può evitare un sistema di allarme perché, semplicemente, non ci inciampa.

Invece, per lui la sfortuna è permessa. Addirittura, incoraggiata. Il granello di sabbia, imponderabile e imprevedibile, che fa saltare il suo piano geniale. Renderà tutto più interessante.

Del resto, quando l'eroe - o, in questo caso, il controeroe - porta a casa la pelle per pura fortuna, il lettore non è mai contento. Si sente perfino ingannato, tradito. E quindi questa regola meglio cercare di applicarla il più possibile, anche in altre storie di altri personaggi.

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Commenti

D'accordissimo...tienilo sempre presente e non ci annoieremo mai!

Davide

Ci provo. Grazie.

Una regola come questa -narrativamente molto più stimolante per chi scrive e soprattuto per chi legge- avrebbe ucciso Tex al terzo numero.

Ma per il mio ranger preferito sono felice che certe umanissime regole non valgano.
Tex è larger than sfiga.

è però interessante supporre che, almeno per quanto riguarda le tue sceneggiature, non avremo rami spezzati rumorosamente (e inavvertitamente) dai nemici acquattati alle spalle dell'eroe!

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