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Al principio della fine

OneWay


Con lo sguardo fisso verso il mare, oggi sto cercando un'idea per una nuova storia. Devo trovarla. 

Il che spesso coincide con trovare un'idea per un inizio di storia. Una prima scena efficace, coinvolgente, che spingerà il lettore ad andare avanti. Che spingerà me a continuare a scrivere.
A volte non so esattamente che cosa verrà dopo. Ma so sempre che qualcosa ci sarà. 
È una questione di istinto e, insieme, di esperienza. Posso scartare un mucchio di inizi, anche se apparentemente divertenti e intriganti, perché sento che si tratta di strade a fondo cieco. Di false partenze, in realtà.
Poi, quando arriva l'inizio giusto, me ne rendo subito conto. Non è mai successo che un inizio, una volta scelto, poi non mi portasse da nessuna parte. E molto spesso, nelle ultime tavole, ho trovato elementi già presenti in quell'inizio. La fine e il principio della strada coincidono, come in un cerchio. In quell'inizio c'era già la fine e, in qualche modo, sono riuscito a scorgerla subito.
Il giorno che non ci riuscirò più, forse sarà arrivato il momento di chiudere bottega. O di aprirne un'altra. Spero che avvenga in un giorno lontano. Molto lontano da oggi.

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Commenti

ti prego, dimmi che è quella storia su cui ti chiedevo notizie l'ultima volta a Milano...! Io a quello là non riesco più a tenerlo fermo! :)

Io ricordo un'intervista ad Asimov in cui diceva che spesso chiedeva a qualcuno "citami un oggetto" e di lì buttava giù un racconto... magico! Una cosa simile avviene nel (bellissimo) film "Prima dell'alba"... a Vienna, in riva al fiume, c'è una specie di senzatetto-poeta, che vive componendo poesie alle coppiette che passano di lì... facendosi suggerire da loro una parola.

Ok, so che niente di tutto questo ti aiuterà! :))

Ma sì, invece, forse mi aiuterà...
Ciao
Tito

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