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Meno che eroi

Achille_ettore

Spesso si scrive seguendo la legge del desiderio. Oppure quella della paura. 
Storie che hanno per protagonisti i personaggi che si vorrebbe essere. Storie che hanno per protagonisti i personaggi a cui si teme di assomigliare. 

Per quanto sia assurdo e talvolta comico, i lettori pensano istintivamente che gli autori siano uguali ai loro "eroi". Che, per esempio, ne abbiano forza, il coraggio, la capacità di distinguere il bene dal male. Il fascino, addirittura... o anche le debolezze, i talloni di Achille.
Per poi restare delusi e sentirsi quasi ingannati, quando li incontrano qua fuori, nel mondo reale. Nello scoprirli così diversi dall'immagine che avevano ottenuto attraverso lo specchio falso e distorto delle storie da loro inventateNello scoprirli così simili a tutti quanti. Persone, soltanto: molto più che eroi carta, ma anche molto meno.


Commenti

ah, e però dovremmo anche avere il coraggio di ammettere quanto di noi c'è in ogni personaggio e quanto loro ci assomiglino. forse più puri, ma solo perché noi non gli facciamo capitare qualcosa che li tradirebbe, che li metterebbe in una luce falsa ai nostri occhi.

È vero. Noi siamo il loro destino. Un destino compiacente.

................quindi non usi la Katana come Titus mcRea?
"deluso,toglie dalla parete il poster di tito,in posa eroica,a grandezza naturale "
XD
scherzi a parte,forse sarò un caso anomalo ma nello scoprire gli autori che mi piacciono come persone comuni me li fa sentire piu vicini,piu solidali.
Da una concretezza all'immaginario!

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