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Puro buonsenso

Volta-cappella-sistina


È seccante, stancante. Sembra che non abbia mai fine. Ogni tanto, fatalmente, capita qualcosa per cui devo di nuovo ricordare ai miei figli che nessuno è tenuto a giustificarsi se non è battezzato, se non crede in Dio... 
Che siano coloro che ci credono, casomai, a spiegare il perché. È così che dovrebbe funzionare. Altrimenti, ragazzi, bisognerebbe continuamente spiegare perché non crediamo all'esistenza di questo o quest'altro, di infinite cose. Non sarebbe molto logico, vero?
Quindi non dovete spiegare nulla, non voi. E soprattutto non dovete difendervi. 


Commenti

Potrei raccontare delle cose su questo argomento da travaso di bile: su cosa è toccato subire all'asilo ad amici che hanno osato NON battezzare i figli, su cosa mi raccontano delle mie amiche maestre su come trattano i bambini non battezzati certi insegnanti di religione (intoccabili quindi, benché pagati da noi)... meglio lasciar perdere che mi vien rabbia solo a pensarci.

Ne so qualcosa: non sono battezzata e ne sono contenta, ma ne avrei di aneddoti da raccontare sull'argomento, passati e presenti... La prima cosa che mi viene in mente è il prete che alle elementari mi disse che anche se fossi entrata in chiesa non avrebbe potuto insegnarmi la fede (si insegna?), essendo figlia di atei, sarebbe stato come: "Insegnare al figlio dei ladri a non rubare", testuali parole. Avevo nove anni allora, ma sono ancora disgustata.

"Quindi non dovete spiegare nulla, non voi. E soprattutto non dovete difendervi."
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ah, ma invece parrebbe di sì, no? non lo so. io sto diventando molto aggressiva con i cattolici, e mi rendo conto che questo non mi fa particolarmente onore.
un po' di tempo fa pensavo che schernirli per le loro credenze assurde, infantili e vagamente perverse fosse un'impredonabile caduta di stile. ultimamente non manco mai di far notare a chiunque tiri fuori l'argomento che un'afterlife piena di nuvolette bianche e bimbetti nudi sembra il sogno erotico di un pedofilo psicotico. spero che quel "sembra" mi eviti delle querele :)

Ti capisco, Susanna. Ma bisogna mostrarsi superiori a certe cose.

Insomma, dai, non si può imporre la tolleranza... a mazzate.


Ho ricevuto il battesimo e tutti i sacramenti fino alla cresima, non per mia scelta, ovvio. Ero troppo piccolo per scegliere mentre il parroco tentava di "affogarmi" in quella tinozza ;-) Non mi è mai piaciuto andare a catechismo, non mi è mai piaciuto andare in chiesa, lo facevo solo perché c'erano i miei amici. Durante la messa ci divertivamo un sacco, nessuno di noi ascoltava quel personaggio in tunica che predicava chissàcchèccosa. Per noi era solo un momento per trovarci e stare in copagnia. Ricevuta la cresima (non ricordo a quale età... 17 anni? Prima?) e un minimo di maturità intellettuale ho finalmente scelto di abbandonare quello che, di fatto, non mi avea mai coinvolto. Se un credente sa che non credi ti gurda con occhi diversi, purtroppo, a volte ti tratta in modo differente e, molto spesso, chiede il perché in un modo tale da far sembrare la tua posizione sacrilega, come se avessi commesso un reato! La cosa mi infastidisce e, se me ne accorgo, non posso non iniziare a sfottere. E la tolleranza dovrebbe far parte della dottrina di cui si professa seguace!

eh, lo so, Tito. ma ho sempre dei problemi nel dimostrarmi superiore e con il tempo sono arrivata a capire che è perché purtroppo non lo sono :)
ogni volta che incontro un a) cattolico, b) sostenitore dell'omeopatia, o c) fascista, finisco per scendere in basso. ma molto in basso.
e ho delle difficoltà anche con i detrattori dei led zeppelin.
lo so, infantile :)

bisogna insegnare ai bambini il disprezzo per le vuote convenzioni borghesi del cattolicesimo nostrano, e allo stesso tempo il rispetto per la fede autentica e il messaggio cristiano. cosa non facile..

Sarebbe bello se nessuno dovesse giustificarsi, né chi crede né chi non crede.
Sarebbe bello riuscire a guardare oltre.
Da quando cerco di farlo, ho cominciato a stimare di più molte persone che la pensano diversamente da me, e anche a stimare di meno molte persone che (apparentemente) la pensano come me.

Di credenti e di situazioni assurde - parlando di dio e della sua esistenza:

M: "se almeno due persne credono in un qualche cosa allora deve per forza esistere, se no non ci crederebbero"
Io: "quindi se io credo negli unicorni e pure lui (l'amico accanto) ci crede allora gli unicorni esistono?"
M: "No, è una cosa che funziona su alcuni argomenti..."
Io: "sto credendo intensamente che due miliardi di euro siano nella mia borsa... tu ci credi? (allo stesso amico)"
amico: "certo che ci credo"
Io: "accidenti, niente soldi... non dirmi che non si applica nemmeno a questo..."
M: "no, dev'ssere una credenza per amore"
Io: "ma noi amiamo gli unicorni!"

Capite di che parlo?
Bravo, per ciò che tenti (e riuscirai) ad insegnar loro!

B.

Grazie del conforto, Bea.

In un certo senso non spiego loro nulla, perché non sono tenuto a farlo. Si deve spiegare perché si crede in una cosa. Non sono tenuto spiegare ai miei figli perché io e la loro madre non crediamo in qualcosa.

Oltre a sottoscrivere le sagge ed equilibrate parole di Sergio, è con un po' di tristezza nel cuore che leggo i commenti al post di Tito.
Parlo da cattolico, praticante ed educatore. Quello che emerge dalle vostre parole è un ritratto piuttosto sconfortante di un cattolico. Come spesso accade, pregiudizi e convinzioni errate nascono da esperienze negative (preti ottusi, bigottismo e così via) oppure da una scarsa conoscenza/interesse dell'argomento. E questo mi dispiace molto: il modo con cui un cattolico vive, comunica, trasmette la propria fede non è quello che presentate in questo quadro davvero semplicistico e caricaturale (e che fa ribrezzo pure a me). Anch'io conosco molti cattolici che hanno atteggiamenti ostili verso chi non la pensa come loro, che ritengono la propria religione come la Verità assoluta (e fin qui nulla di male: è una questione di fede), ma che respingono come peste bubbonica tutto il resto (considerato un clamoroso equivoco). E questo non è essere cattolici: questa è superficialità, un approccio medievale all'argomento. Un cattolicesimo sano è quello che si apre al confronto, che non rinnega la razionalità, che continua a farsi domande. Non è una specie di barzelletta ambulante che crede nelle fate e che al 7 di Craven Road il campanello urli.
Mi lasciano di stucco le parole di Susanna: "credenze assurde, infantili e vagamente perverse...un'afterlife piena di nuvolette bianche e bimbetti nudi sembra il sogno erotico di un pedofilo psicotico". Mi vien da pensare che non si abbia la più pallida idea di cosa si stia parlando (a parte l'intenzione bonariamente canzonatoria).
Il discorso è potenzialmente infinito, ma non è questa la sede. Chiudo dicendo che nessuno si dovrebbe giustificare perché crede o no in qualcosa, altrimenti non se ne esce più.
Un abbraccio a tutti,
Giulio

È un intervento molto importante, il tuo, caro Giulio. Te ne sono grato, perché riporta equilibrio. Nel mio post, in realtà avevo usato toni leggeri e, mi pare, civili. Benché, come è chiaro, nascesse da un momento di vaga esasperazione.
Ai miei figli, cerco di mostrare (ancora prima e ancor meglio di "insegnare") la tolleranza. Ogni volta che posso, ricordo loro quanto è importante il rispetto. Come sia giusto pretenderlo per se stessi, e come sia giusto dimostrarlo nel confronto degli altri.

Ripeto quindi il mio bonario e sorridente appello: non si può imporre la tolleranza a mazzate.

"un po' di tempo fa pensavo che schernirli per le loro credenze assurde, infantili e vagamente perverse fosse un'impredonabile caduta di stile. ultimamente non manco mai di far notare a chiunque tiri fuori l'argomento che un'afterlife piena di nuvolette bianche e bimbetti nudi sembra il sogno erotico di un pedofilo psicotico. spero che quel "sembra" mi eviti delle querele :)"
Io sono per la tolleranza, credo che quando qualcuno parla, anche se sta dicendo cose praticamente assurde e prive di senso, bisogna ascoltare, perchè può sempre esserci qualcosa di buono, di vero e può essere un'occasione di confronto. Però credo anche che parole come queste bisognerebbe evitare di scriverle, perchè mostrano una conoscenza dell'argomento piuttosto scarsa, forse dovuta anche a una certa chiusura mentale.
Già l'incipit del post "un po' di tempo fa pensavo che schernirli", è di un'inciviltà piuttosto pesante, perchè schernire qualcuno per qualcosa non è certo una soluzione, anzi probabilmente potrebbe portare a un'esacerbazione del, chiamiamolo così, conflitto, anche se le persone che Susanna aveva intenzione di schernire, avrebbero ipoteticamente dovuto "porgere l'alra guancia.
"credenze assurde, infantili e vagamente perverse"
Si può sapere di quali credenze si sta parlando!? Credenze infantili, quando per millenni i più dotti e intelligenti telogi hanno ne hanno discusso? Ma insomma, qui si scene nell'assurdo proferendo (o scrivendo) queste parole. il Cristianesimo è tutt'altro che infantile e spero te ne renda conto anche tu. Poi, credere in "ama il prossimo tuo come te stesso" è perverso? Anche qui avverto una certa "saeva et inexorabilis ira", un odio cieco, che probabilmete avrà anche le sue ragioni, ma finalmente infondato.
"ultimamente non manco mai di far notare a chiunque tiri fuori l'argomento che un'afterlife piena di nuvolette bianche e bimbetti nudi sembra il sogno erotico di un pedofilo psicotico. spero che quel "sembra" mi eviti delle querele :)"
Facendo ciò mostri una certa mancanza di gusto, una scarsa padronanza dell'argomento a cui ti poni superiore, quando invece è un'argomento di una vastità, complessità e difficoltà unica (nonchè di una sublimità unica), verso cui alla luce di quello che ai scritto dovresti atteggiarti un po' più umilmente (consiglio accorato). Poi LOL, questo fatto delle nuvolette sembano i residui del ctechismo dell'asilo, o dei programmi-parodia in TV. Per cui ripeto, un po' più di umiltà verso un argomento così serio e che ha così a che fare coi sentimenti più che con i fatti, per come la vedo io è indispensabile. Per lo meno apparente.
Un abbraccio a tutti e un complimento a Tito per i suoi fumetti, sopratutto disneyani,
EFFEGGI

mh-mh. E la mamma è sempre la mamma, questo te l'eri dimenticato.
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la mia teologia si è fermata a swedenborg, sicché sono indietro di due secoli abbondanti, ma, ok, che forse non tutti credono agli angioletti posso accettarlo (ma alcuni sì, eh?). è proprio vero che sui santi non si scherza, eh?
vedi, potrei fare anche un discorso serio, ma non ne avevo voglia prima e non ne ho voglia ora. la teologia è senza dubbio un campo teorico affascinante, come anche la struttura sintattica della lingua klingon, solo, forse, sarebbe il momento di iniziare a distinguere la fantasia dalla realtà. ah, e ora puoi perorare la tua idea di realtà fino a far addormentare anche il computer, è ovvio.

Ringrazio Tito del suo ultimo intervento. Come educatore di ragazzi dai 10 ai 20 anni, se c'è una cosa che ho imparato è che l'esempio insegna più di 1000 parole. E questo è quello che si cerca di fare nel dialogo, nella discussione a viso aperto, nel gioco.
Un saluto a tutti e un invito a cena per Susanna. :)
Giulio

Purché tu non abbia anche un'insana passione per gli asparagi, volentieri :)

Peraltro, notoriamente collegati all'immortalità dell'anima.

http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001006505

è la tua vita a parlare di te...

in quello che credi e in "come" ci credi...

da cristiano apprendista, ho gioito quando Papa Giovanni Paolo II ha chiesto scusa al mondo per le colpe commesse dai "figli della Chiesa"...personalmente mi fido di più delle persone che mi chiedono scusa, e in quelle "scuse" ci sono tanti insegnamenti, a cominciare dall' umiltà...

dispiace che Gesù sia spesso "portato in giro" da gente che "usa" il crocifisso come se fosse un fucile a canne mozze...

ma questa non è la Fede che leggi nel Vangelo, che parla di un amore che si è donato "nonostante noi", prima che capissimo, prima che fossimo pronti...altro che " insegnare a te sarebbe come insegnare ad un ladro a non rubare"...
dov'è la Carità?
dov'è l'Amore come Dono?
dov'è la Speranza?

come apprendista cristiano mi scuso con voi per loro...
sperando che sia la vita di chi ha Fede a parlare di speranza, di dono di sè senza ma e senza se, di rispetto e di amore soprattutto per chi è afflitto, è smarrito, è inconsapevole....e ha bisogno solo di essere, prima che catechizato, amato e capito.

Grazie dell'intervento. Ripeto: il mio post era nato in un momento di esasperazione. Spero proprio che non sia sembrato sprezzante e rabbioso a nessuno. Rileggendolo, non direi.
Non devi scuse a nessuno. Non ti devi scusare per "loro". Perché tu non sei loro. Sei molto diverso.
La strada che possiamo fare insieme, su cui sempre ci incontreremo, è quella della tolleranza.
Un abbraccio

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