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Ripensandoci

Reverse-trap-hamlet

Ma poi, ripensando a tutto QUESTO...

Una nuova storia, raccontata in un modo vecchio, risulterà più nuova di una vecchia storia raccontata in modo nuovo?
Bah! Sempre che farsi di questi problemi abbia un senso: cosa di cui, francamente, comincio a dubitare.

Commenti

Domanda degna di Marzullo ahah!

Comunque mi sentirei di dire che più o meno si equivarrrebbero...

Sì, un po' marzullesca davvero. Okay, non lo faccio più.

Siamo da tempo fans della ribollita e non possiamo considerare il quesito privo di senso e direzione. Peccato, perchè il nonsense è il nostro liquido amniotico - come direbbe il premier - ed autoipnotico e ci piacerebbe rubricare il dubbio amletico nello stesso posto in cui prosperano domande come a quanti gradi bolle l'angolo retto e quanto mordente abbia un pettine sdentato per calvi.
Siamo da sempre fans del banale e non possiamo non considerare l'assioma secondo il quale l'idea è , all'inzio, pura e rozza - le successive interpretazioni non brilleranno per originalità, ma scateneranno il plauso che si deve al lavoro di cesello.
Qualche esempio:
John Byrne, nei suoi west coast avengers del 1989, ha tratteggiato in pochi numeri la follia di Scarlet. B.M.Bendis dal 2004 ha costruito la nuova fortuna dellla famiglia dei Vendicatori partendo ed ampliando lo stesso concetto.
David Byrne ha costruito la fortuna italiana dei Talking Heads con il pezzo '' Burning down the House '' ( 1983 ). Tom Jones, in un duetto con i Cardigans, è ritornato ad essere un ''cool singer ''dopo 40 anni passati a cantare a Vegas.
Gabriel Byrne, nei soliti sospetti di Bryan Singer ( cool come Tom Jones ) , rilancia lo sbirro corrotto fino al midollo, ma romantico. Oggi non esiste serie - anglosassone, of course - in cui non ci sia almeno un pulotto reprensibile. Cade un aereo su di un'isola deserta: tra i sopravissuti, si troverà un poliziotto sotto inchiesta dagli Affari Interni. Che hanno una sede sull'isola deserta.
Terminiamo, cicerone-style, chiedendoci fino a quando si continuerà a plagiare il lavoro della famiglia Byrne, tanto ma tanto eclettici...

Ma no perché, a me le domande marzullesche divertono!

La risposta è dentro di te. Però è sbagliata.

Splendido splendente.
Al Marzullo che propone: -si faccia una domanda e si dia una risposta -
fa eco Guzzanti jr. che sentenzia: - La risposta è dentro di te. Però è sbagliata. -
Qualcuno ancora dubita che si viva nel migliore dei mondi possibili?
Ci stiamo avvicinando ad una epifania degna di Joyce: la deriva crepascolare è un modo oggettivo di descrivere l'universo. E come corollario, se pensiamo un concetto, questo diviene realtà, perchè lo è da sempre.
Vediamo già uno sviluppo possibile ( quindi vero fino in fondo ): lo scrittore dei Dubliners e di Ulysses insegna inglese a Italo Svevo ed a Donatella Rettore. Nessuno dei due andrà oltre un '' the bottle is on the table'', ma J.J. è contento dei suoi allievi: Svevo scriverà un paio di romanzi di discreto successo e, soprattutto, Donatella regalerà al mondo versi immortali come '' Non capisco perche' tutti quanti continuano stramaledettamente a chiamarmi Donatella ho ho ho bella! Lavati i fanali per favore cerca finalmente di imparare qui c'e' scritto solo MISS RETTORE e chiamami soltanto MISS RETTORE!! ''
Rettore ( non chiamatela Donatella ) conosce Gigi Marzullo ad un simposio sul tema:
'' Una nuova storia, raccontata in un modo vecchio, risulterà più nuova di una vecchia storia raccontata in modo nuovo? '' . E' amore a prima vista. Non come nelle storie del suo compagno di banco Svevo, con tutti quei drammi, suicidi ed Ultime Sigarette.
I due decidono di convivere, Gigi si lascia crescere la barba quando sente la amata solfeggiare '' Dammi una lametta che mi taglio le vene ploloploplo ''. Il ploloploplo è inquietante come una creatura di Lovecraft. E' amore a prima vista. Due mezze mele.
Gigi e Corrado escono mano nella mano incontro al crepuscolo.
Rettore ( sapete che non dovete chiamarla altrimenti ) non ha lamette per farla finita. Corre dal suo erpetologo di fiducia, ma scopre che '' Il kobra non e' un serpente ma un pensiero frequente che diventa indecente '' , quindi un'arma solo filosofica.
In un mondo in cui domina la logica crepascolare, non è facile trovare aspidi e Donatella ( noi possiamo chiamarla così ) è ancora tra noi.

Il concetto "storia vecchia raccontata in modo nuovo" lo capisco. E di esempi ne sarebbero a bizzeffissime. Che poi, a volte il vecchio modo è meglio di quello nuovo. E altre volte viceversa.
All'altro concetto "storia nuova raccontata in modo vecchio" invece proprio non arrivo.

A onore del vero, occorrerebbe aggiungere altre due categorie:
1. Una storia vecchia raccontata in modo vecchio.
2. Una storia nuova raccontata in modo nuovo.


Il concetto di "storia nuova raccontata in modo vecchio" purtroppo si applica abbastanza spesso. Vedo giovani autori, che avrebbero il dovere di spaccare il mondo, non sforzarsi minimamente di lavorare sul mezzo che hanno in mano, di sperimentare con il fumetto. Magari le idee nuove ci sono, ma è difficile accorgersene in una narrazione scolastica, smorta e priva di guizzi.
Ecco, riguardando le mie prime storie: possono piacere o no, mica saranno perfette, anzi... tuttavia non posso rimproverarmi, almeno, di non averci "provato". Con entusiasmo, incoscienza, qualche ingenuità, ma anche fatica. Molta fatica.
Avanti i giovani, adesso. Però hanno il dovere di stupirmi un po', altrimenti mi annoio.


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