Una volta, quando ero agli inizi, il problema non era trovare qualcosa da raccontare. Per ogni storia di un dato personaggio che scrivevo, ne avevo almeno un altro paio per la testa. Così, per esempio, mi presentavo alla redazione di Topolino con tre soggetti alla volta, e ogni tanto passavano tutti.
Il problema, semmai, era come sceneggiare quelle storie. I miei strumenti del mestiere erano ancora nuovi, impacchettati, e senza istruzioni per l'uso chiare. Mi muovevo fra mille dubbi, con mille cautele. Sebbene, alla fine, fossi costretto a correre per ragioni - come dire? - alimentari.
Oggi la situazione si è ribaltata. Il problema è trovare qualcosa di nuovo da raccontare. Qualcosa di nuovo per me, intendo. Qualcosa che io non abbia già raccontato.
I soggetti non sono più lì, a portata di mano. Vanno cercati con fatica.
Per fortuna, l'aiuto mi arriva proprio da quegli strumenti. Quando riesci ad usarli con una certa sicurezza, puoi inventarti nuovi modi di raccontare.
Ma in fondo la grande domanda è: dove si trova, di preciso, la linea di confine fra il cosa e il come di una storia?
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tommaso 27/apr/2009 14:10:04
Tito Faraci 27/apr/2009 14:22:22
Fausto 27/apr/2009 15:58:57
Tito Faraci 27/apr/2009 16:20:48
CREPASCOLO 27/apr/2009 16:57:36
Bruno Enna 29/apr/2009 10:01:16
Lorenzo - Nova 29/apr/2009 12:23:31
Scrivi un commento