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Il ritorno di Pippo Novecento


900 copertina


Il mio buon vicino di casa Luca Boschi mi segnala che, lì da lui, qualcuno ha chiesto notizie sulla riedizione della Vera storia di Novecento di imminente pubblicazione (questione di pochi giorni). Bene, provvedo subito, per quel so e posso ragionevolmente dirvi...

Sarà un volume di 80 pagine che - oltre a proporre in grande formato la storia uscita a suo tempo su Topolino - conterrà una nuova intervista fatta da me ad Alessandro Baricco, un approfondimento dedicato alle varie vite di Novecento (il monologo teatrale, il libro, il film...), note sugli autori, bozzetti preparatori, estratti della sceneggiatura e tavole inedite di fumetto.
A tale proposito, tranquilli: Alessandro Baricco, Giorgio Cavazzano e io non abbiamo allungato la storia, con il rischio di alterarne l'equilibrio delicato. E non si tratta né di un prequel né di un sequel. 
In queste nuove tavole, abbiamo ipotizzato che cosa poteva succedere dietro alle quinte, quando Pippo, Topolino, Basettoni, Manetta... si prendevano una pausa, smettendo di interpretare i ruoli a loro affidati. 
Lo so, ora sono un po' vago. Ma non voglio rovinare troppe sorprese.


Commenti

Devo confessare che, da appassionato di jazz, ho odiato visceralmente il film di Tornatore che, oltre ad essere un bruttissimo film, è anche un concentrato dei più beceri luoghi comuni sul jazz (per non parlare della raffigurazione umiliante di Jelly Roll Morton, "sconfitto" da un volgare sbatacchiatore di pianoforti). Molto, molto meglio la versione disneyana.
Però prima o poi dovrò leggere il libro di Baricco. Perlomeno, non si sente la musicaccia che hanno messo sul film, e uno può immaginarsela a suo piacere.

Molto sinceramente: per me, il film non era niente male. Aveva comunque un respiro internazionale e un certo coraggio. Il libro, però, è molto meglio. Qualcosa che resta dentro, e a lungo.
Alessandro Baricco ha avuto l'ardire di dichiarare che il fumetto è meglio ancora... ma secondo me ha esagerato, decisamente.

Sono proprio curioso di leggere quest0 fumetto!

SP

Il film di Tornatore lo vidi quando uscì, quindi una decina d'anni fa, e lo trovai un polpettone prolisso, magniloquente, con attori sempre gigioneggianti. L'unico che mi piacque fu Roth, con quell'aria tra l'assonato, il malinconico e il sornione.
"Novecento" di Baricco mi sono ricordato di averlo in casa, solo che dopo aver letto l'orribile "Oceano Mare" avevo giurato di non aprire più un suo libro in vita mia. Quasi quasi lo tiro fuori, tanto più che è un volumetto smilzo smilzo.

I gusti sono gusti, per carità. E sono tutti legittimi e rispettabili.
Però, Sergio, definire orribile Oceano Mare…

Cavolo, la parte del naufragio... di rado io ho letto qualcosa di uguale forza, potenza e originalità.

Vorrei precisare che mi ha solo colpito l'uso di quell'aggettivo. Baricco ti può piacere o no (a me in genere piace, ma non sempre e non tutto). Né c'è l'obbligo di farselo piacere. Solo che definendo "orribile" Oceano Mare poi temo che non rimangano più aggettivi adatti per descrivere ciò che oggettivamente orribile è. Moccia, per dire. O i suoi cloni. Tutto qui.

Sergio, sei riuscito a far fuori in due righe "Oceano Mare" e "La leggenda del pianista sull'oceano". Sarò io di manica larga ma proprio _orrendi_ non mi sembrano.

Sono d'accordo con i più: il film di Tornatore mi è piaciuto molto e le musiche di Ennio Morricone (che, nel caso specifico, si è potuto sbizzarrire) sono stupende, secondo me. "Novecento", il libro, l'ho amato e l'ho letto più volte, il fumetto mi è sembrato una buona traduzione disneyana dell'originale. Su "Oceano Mare" non posso pronunciarmi perché non l'ho letto, ma posso riportare l'opinione di un paio di amici lettori e fan di Baricco: stupendo.

Il signor Baricco - quanto lo invidiamo per questo - non genera tepori e tiepidezze, ma provoca pareri opposti al pari di Bonaparte, Moira Orfei, Rob Liefeld ed il timo abruzzese: lo si ama oppure no, anche per ragioni meta/extra letterarie.
Un ex studente della sua scuola di scrittura creativa - intitolata al capolavoro di Salinger, il giovane Holden - scottato dai costi di iscrizione e dalle modalità di gestione, ha scritto un phamplet intitolato '' la giovane holding''.
Giovanna Zucconi - ancora oggi, nello spazio Fazio di Rai3 - riprende alcuni tic del bel Baricco, con il quale ha lavorato anni fa, quando deve presentare un nuovo romanzo.
Ci pare di vedere lo spazio per un romanzo ripieno di idee e linguaggi come '' City '', ma smilzo come '' Seta '': Fred Moccia ed Alex Ricco sono due studenti di storia napoleonica - Moccia, geniale, sta scrivendo una tesi in cui sostiene che a Waterloo
fu sconfitto uno dei tanti sosia del Corso ( un clone, insomma ) mentre l'originale si perdeva nell'oceano mare - Ricco, zuccone, ha impiegato gli ultimi dieci anni della sua vita per dimostrare che Napo Orso Capo è una parodia studiata da Hanna & Barbera, scottati dai costi di un pranzo nel ristorante del Louvre .
Sono tutti e due innamorati di Moira Holden, artista circense entrata nel guinness per la quantità di timo che può inalare senza increspare la sua carnagione di madreperla.
Moccia, geniale, offre a Moira novecento bootleg delle esibizioni di un clone di Jelly Roll Morton. Ricco, zuccone, regala alla signorina Holden un Topolino di seta.
Difficile scelta. Miss Holden si prende la sera libera per decidere a chi concederà la mano aulente di timo selvatico. Le sue antenate consultavano il cielo notturno, Moira si trastulla con lo zapping e si ferma su un canale Sky in cui è riproposta una vecchia pubblicità Levi's con Rob Liefeld. Il fondatore della Image ha lo stesso sorriso all american di Matt Demon: ex visu amor. In meno di un paragrafo l'innamorata a davanti allo studio di Rob - uno sguardo, un refolo di vento profumato di spezie italiche ed i nostri sono insieme per la vita. Davanti al prete ( Priest è personaggio di Youngblood, gruppo di super eroi liefeldici - nota nerd ) si giurano amore e condanna per gli intellettuali: no more musica jazz, sculture di seta e teorie revisioniste sui raiders dell'ottocento. Non sappiamo cosa faccia oggi Moira, ma il lavoro di Rob ci dice che ha mantenuto fede alla promessa.

Il signor Baricco - quanto lo invidiamo per questo - non genera tepori e tiepidezze, ma provoca pareri opposti al pari di Bonaparte, Moira Orfei, Rob Liefeld ed il timo abruzzese: lo si ama oppure no, anche per ragioni meta/extra letterarie.
Un ex studente della sua scuola di scrittura creativa - intitolata al capolavoro di Salinger, il giovane Holden - scottato dai costi di iscrizione e dalle modalità di gestione, ha scritto un phamplet intitolato '' la giovane holding''.
Giovanna Zucconi - ancora oggi, nello spazio Fazio di Rai3 - riprende alcuni tic del bel Baricco, con il quale ha lavorato anni fa, quando deve presentare un nuovo romanzo.
Ci pare di vedere lo spazio per un romanzo ripieno di idee e linguaggi come '' City '', ma smilzo come '' Seta '': Fred Moccia ed Alex Ricco sono due studenti di storia napoleonica - Moccia, geniale, sta scrivendo una tesi in cui sostiene che a Waterloo
fu sconfitto uno dei tanti sosia del Corso ( un clone, insomma ) mentre l'originale si perdeva nell'oceano mare - Ricco, zuccone, ha impiegato gli ultimi dieci anni della sua vita per dimostrare che Napo Orso Capo è una parodia studiata da Hanna & Barbera, scottati dai costi di un pranzo nel ristorante del Louvre .
Sono tutti e due innamorati di Moira Holden, artista circense entrata nel guinness per la quantità di timo che può inalare senza increspare la sua carnagione di madreperla.
Moccia, geniale, offre a Moira novecento bootleg delle esibizioni di un clone di Jelly Roll Morton. Ricco, zuccone, regala alla signorina Holden un Topolino di seta.
Difficile scelta. Miss Holden si prende la sera libera per decidere a chi concederà la mano aulente di timo selvatico. Le sue antenate consultavano il cielo notturno, Moira si trastulla con lo zapping e si ferma su un canale Sky in cui è riproposta una vecchia pubblicità Levi's con Rob Liefeld. Il fondatore della Image ha lo stesso sorriso all american di Matt Demon: ex visu amor. In meno di un paragrafo l'innamorata a davanti allo studio di Rob - uno sguardo, un refolo di vento profumato di spezie italiche ed i nostri sono insieme per la vita. Davanti al prete ( Priest è personaggio di Youngblood, gruppo di super eroi liefeldici - nota nerd ) si giurano amore e condanna per gli intellettuali: no more musica jazz, sculture di seta e teorie revisioniste sui raiders dell'ottocento. Non sappiamo cosa faccia oggi Moira, ma il lavoro di Rob ci dice che ha mantenuto fede alla promessa.

"Oceano mare" è la più irritante esibizione di vacuità travestita da intelligenza che mi sia mai capitato di leggere; riciclaggio di luoghi comuni, oltretutto fuori tempo massimo (il romanzo è del 1993, il Novecento è agli sgoccioli e stiamo ancora a fare giochettini metaletterari che erano vecchi quarant'anni prima?). Scritto in uno stile che è pura aria fritta.
Moccia, almeno, si presenta per quel che è: immondizia sentimentale usa-e-getta.
Sia chiaro che (tanto per tornare a quello di cui parlava Tito nel post di ieri) il mio giudizio si riferisce solo a "Oceano Mare", dato che non ho letto altri romanzi di Baricco. Ho intenzione di leggere "Novecento" appena ho un attimo e - come faccio sempre - cercherò di leggerlo senza preconcetti.
Ad esempio, ho sempre apprezzato il Baricco divulgatore, quando in TV faceva "Pickwick" o "L'amore è un dardo", e anche i suoi articoli di critica letteraria o teatrale in genere li leggo con piacere. Non lo sopporto quando si lancia in analisi socioletterarie che non stanno né in cielo né in terra (tipo il disarmante "Barbari" o certe sue proposte, come quella recente di privatizzare i teatri).
Tutto ciò con la consapevolezza che magari Baricco è un genio e io non ho capito una mazza.

E aggiungo: nella mia insofferenza c'entra parecchio lo status di divo mediatico assunto da Baricco negli ultimi 10-15 anni. Mai sopportati i maitre-à-penser.
Chi supponesse che la mia lettura di "Oceano Mare" potrebbe essere viziata da tutto ciò, sappia che potrebbe anche avere ragione.
Tanto per fare un esempio, per molto tempo ho avuto le stesse reazioni nei confronti di un trombettista jazz che si chiama Wynton Marsalis (chi lo conosce, sa di che cosa parlo). Mi saltavano i nervi solo a sentirlo nominare. Ho cominciato ad apprezzarlo quando mi sono messo ad ascoltare sul serio la sua musica, e quando ho avuto occasione di parlarci.
Però su "Oceano Mare" rimango della mia opinione.

''irritante esibizione di vacuità travestita da intelligenza '' e '' riciclaggio di luoghi comuni, oltretutto fuori tempo massimo '' ci sembra un'ottima definizione dell'estetica crepascolare. Siamo tentati di leggere Oceano Mare. Sospettiamo il signor Pasquandrea di essere un divulgatore anche più abile del signor Baricco, la cui capacità di persuasione non sottovalutiamo: ci convinse a leggere Pennac in pochi minuti di trasmissione.

Anch'io scoprii Pennac tramite Baricco, e mi piacque pure, anche se a lungo andare mi ha un po' stancato.
Crepascolo, tu però non sei né irritante né vacuo. Sei divertente, e sono convinto che il divertimento sia la più alta forma di intelligenza.

PS: scusate il lungo OT. Giuro che chiudo qui il discorso su Oceano Mare, e casomai torno a parlare di Novecento se e quando avrò tempo di leggerlo.

OT potrebbe essere il nostro secondo nome. Ci scusiamo anche noi con il nostro anfitrione perchè il suo post andava in un'altra direzione.
Forse siamo - come molti altri della nostra generazione - tanto imbevuti dell'estetica ed etica post moderna ( nulla di nuovo sotto il sole, tutto si reinventa in combinazione saputelle ed autorefenti ) da non riuscire a vedere altro approdo. Forse.

Taci, va'... NIN a Milano, ma io... NON a Milano!

Caro Tito,
grazie per l'anticipazione.
Quel qualcuno che ha chiesto delucidazioni in proposito al buon Luca credo di essere io. La grafica della copertina è magnifica. La storia è un capolavoro. I contenuti extra sembrano (dalle tue parole) stupendi. Direi che, dal mio punto di vista, si tratta di un volume imperdibile!
Ciao.
Matteo.

Leggevo ieri su questo blog che "i giudizi più feroci, corrosivi e assoluti sul lavoro di un autore spesso arrivano da gente che ha letto pochissime cose sue, magari solo una storia (e lo ammette con totale tranquillità)".

Mi è tornato in mente leggendo i commenti su Baricco e Moccia. Anzi, a dire il vero, ho il sospetto che i giudizi su Moccia siano stati dati senza averne letto neanche uno, dei suoi libri, basandosi più che altro su ciò che se ne dice, o al massimo sui film che se ne sono tratti. Non che voglia difenderlo a tutti i costi. Neanch'io ho mai letto nulla di suo.

Comunque definire qualcosa un' "irritante esibizione di vacuità travestita da intelligenza" lo trovo un invito alla lettura. Non sono mai stato interessato a Baricco, ho letto solo Seta un po' per caso, ma da ora penso che darò qualche altra occhiata ai suoi romanzi. Anche solo per capire se la definizione è azzeccata.

Io ho letto e visto (ahimè) le opere di Moccia: fanno schifo. Che poi Moccia è un caso a parte visto che se hai letto un libro li hai letti tutti.

Io ci ho provato a leggere Moccia. Una volta in libreria mi sono trovato una poltrona comoda e ho letto i primi due capitoli di "Tre metri sopra il cielo". Ci ho messo tre minuti netti, poi ho chiuso il libro, l'ho rimesso sullo scaffale, sono uscito dalla libreria e non ci ho riprovato più.
Per quanto riguarda Baricco, ripeto che il giudizio riguardava "Oceano Mare", e basta. Altre cose di Baricco che ho letto mi sono piaciute, e spero sia lo stesso con "Novecento".

"Taci, va'... NIN a Milano, ma io... NON a Milano!"
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oh, cavoli... mi dispiace. ero già pronta a fare stage diving con tua figlia :)

Ciao Tito. Volevo sapere se sai qualcosa in merito al futuro della collana Buena Vista Lab... nei credits del volume di Novecento spicca il fatto che è stata curata da "Alta Fedeltà", collana delle Edizioni BD che tu presiedi. Sarebbe stato interessante sapere se si è deciso di rispolverare questo "luogo editoriale" appositamente per questa storia o se fra 3 mesi si potrà trovare in edicola un nuovo numero con un'altra storia recente da "Topolino" meritevole di un volume prestigioso (iniziativa magari curata davvero da te e dallo staff di "Alta Fedetà".

Ciao Tito. Volevo sapere se hai informazioni su un eventuale futuro della collana Buena Vista Lab. Te lo chiedo perchè ho visto nei credits che il volume su Novecento è a cura dello staff di "Alta Fedeltà", collana a cura delle Edizioni BD che tu presiedi. Sarebbe bello sapere se Buena Vista Lab è stato ripescato solo per dare degna collocazione alla ristampa di Novecento o se fra 3 mesi si troverà in edicola e fumetteria un nuovo numero, sempre a cura di "Alta Fedeltà", magari con un'altra storia non troppo vecchia da "Topolino" ma sempre meritevole di un volume del genere.
Grazie

Caro Bramo,
bella domanda...
AF è, innanzitutto, un'agenzia di consulenza editoriale e, in questa veste, ha curato il volume per la Disney. Ciò che auspichi sarebbe bello, bellissimo. Per ora, per quanto ne so, non sono però in programma altre uscite del genere. Ma chissà. Ripeto: sarebbe bello.

Intanto chiedo scusa per il post doppio... errore mio...
Poi... Grazie per la solerte risposta, Tito! Come sospettavo ora come ora questo volume è destinato a rimanere uno one shot, sebbene di tutto rispetto. Ma proprio perchè è riuscito a mio parere così bene con Novecento che come dici e ripeti giustamente tu sarebbe bello vedere una serie così ben curata che ristampi alcuni capolavori come storie di Casty, di Faccini, altre tue perle recenti, che meriterebbero il salto dal settimanale al volume lussuoso...
Vabbè, rinnovandoti i ringraziamenti (anche per i chiarimenti sul ruolo di AF) ti faccio anche i complimenti per il volume in sè e per la magnifica storia!
Grazie, ciao =)

Davvero un bel volume!
Ho molto aprezzato gli "errori sul set" (soprattutto quello con le "prove" di Pippo per la copertina).
Grazie Tito!
P.S.
Sarebbe davvero bello vedere almeno una volta Giorgio lasciato a matita e direttamente colorato senza passare per le chine...
Ciao.

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