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Razzolando male

Galline


Mi chiedo perché noialtri autori di fumetti - no, non tutti, ma parecchi - alla fine non resistiamo alla tentazione di intervenire direttamente in forum e spazi del genere. Accetto volentieri smentite, ma non mi pare che lo facciano cineasti e romanzieri... E credo che sia un comportamento giusto, il loro.

Calma, non fraintendetemi: ora non sto facendo una questione gerarchica. Comunque, nel caso, gli autori dovrebbero stare più in basso. Sugli autori deve gravare il giudizio di chi li legge. Devono accettarlo e reggerne il peso. Lasciamo che sia il nostro lavoro a parlare per noi e non noi per lui. Cosa che ho già detto altre volte. Ma predico bene e razzolo male.

Altra cosa che ho già detto, ma non ancora imparato, è che la presenza di un autore in un forum è troppo, troppo ingombrante. Critichereste duramente l'operato di un tizio, se fosse seduto nel vostro salotto a un metro da voi? 
Qualche volta farsi da parte, uscire da quella stanza, può e deve essere anche una questione di rispetto: di un autore nei confronti di lettori che vogliono discutere serenamente. Con il diritto di dire pure cose sgradevoli, "sbagliate", pesanti.


Commenti

Ciao Tito,
alcuni grandi autori di romanzi come C. Mccarthy sono famosi per la loro ritrosia. Anche se nei fumetti non mi sembra ci siano casi analoghi. Una presenza eccessiva dell'autore per noi lettori può risultare ingombrante, anche se un pò di interazione fa paicere. Il tuo blog in questo è senza dubbio un esempio positivo.

Infatti, questo spazio è giusto per discutere con chi mi legge. Perché è casa mia e lascio io la porta aperta, ben volentieri. Qui nessuno è un intruso.

Hai del tutto ragione: la presenza dell'autore nel forum è un'azione di disturbo e di interferenza. Per tutti. Per l'autore e per il lettore. Le ragioni le hai illustrate benissimo nelle ultime tre righe del tuo post, pertanto non serve ripeterle. La pensavo in modo del tutto opposto. Mi sono convinto che tra autore e lettore una distanza è necessaria. Per tutti.
A quanto pare, recentemente si è verificata un'azione simultanea e (che ci si creda o no) del tutto indipendente che ha portato il sottoscritto e Tito ad allontanarsi da un forum di critica fumettistica. Sempre per le stesse ragioni. Si vede che è nell'aria.
Quanto alla tua domanda iniziale - "Perché non si resiste alla tentazione" - una risposta può essere: la solitudine e l'isolamento a cui la scrittura ti "condanna" (lo ha scritto anche Francesco Artibani recentemente).
Ma non va taciuta la componente narcisistica, perché altrimenti saremmo tutti degli ipocriti. A tutti piace sentir parlare di noi. Ma se proprio non resistiamo, è molto meglio limitarsi a origliare, anziché spalancare la porta e strillare: "Ehilà, si parlava di me, a quanto pare. E che si dice, che si dice?"

Mi sono iscritto al Papersera e voi siete usciti.
Se c'è qualcosa che non va nel mio dopobarba mi piacerebbe saperlo.

Effettivamente sa un po' troppo di fagiano, Francesco.

Secondo me è più facile per un autore NON partecipare ad un forum, visto che farlo implica il mettersi parecchio in gioco dinanzi ai propri lettori.
Capisco poi il discorso fatto, e quanto scritto sul fatto che la presenza di un autore in un forum possa in qualche modo influire sul giudizio di alcuni utenti. Di alcuni però, non di tutti. C'è sempre chi con molta onestà intellettuale se una storia non gli piace lo dice anche se l'autore della stessa è uno dei presenti nella stanza.
Riguardo invece alla tendenza di un autore nel difendere il proprio lavoro... non sono autore di un bel nulla, ma credo che sia una "tentazione" normale. Anche qui chiaramente non si può generalizzare, dipende sempre dalla propria personale soglia di "autocontrollo" di fronte ai giudizi negativi rivolti alle proprie opere.

Anche io credo che, in linea di massima, la presenza fissa di un autore in un forum possa essere "ingombrante", quando si avverte che le discussioni riguardanti il dato autore sono "contaminate" o artefatte a causa della sua presenza.

Questo dipende, soprattutto, dalla maturità del forum e dei suoi partecipanti.

Per fare un esempio concreto, in merito all'allontanamento dal noto forum di critica fumettistica citato, credo che in quel caso il meccanismo si fosse rotto da un bel pò e che il clima fosse veramente troppo esasperato per permettere una sana convivenza tra utenti ed autori.

Peccato, perchè quando l'alchimia funziona si riescono a creare delle discussioni e dei punti di interesse veramente alti.

L'ho messo per fare il pavone. Vedi a volte la vita.

Detto ciò, malgrado la mia iscrizione sono convinto della necessità di una distanza di sicurezza con i lettori. Come ha detto qualcuno, se sei disposto a prendere i complimenti devi essere pronto anche alle critiche.
A volte però si esagera, si supera il limite del buon senso e viene fuori tutta l'aggressività che il filtro della tastiera e dello schermo possono scatenare.
In quale modo ci si può regolare?
L'umore gioca sempre brutti scherzi; ci sono giorni in cui ti senti l'autore benevolo, saggio e distaccato e quelli in cui sei pronto a combattere aggettivo per aggettivo per difendere il tuo punto di vista.
Io credo che la regola dell'ognuno al suo posto, mirabilmente riassunta in una illustrazione di Scozzari (quella ambientata nel sommergibile che affonda - se la trovo ve la segnalo) sia ancora l'unica possibile: c'è cortesia, c'è simpatia e c'è anche un solo vaso a disposizione per cui è consigliabile prendere bene la mira e farla sempre dentro.

Sono d'accordo con te, Tito. Un po' di tempo fa un paio di colleghi mi hanno consigliato caldamente di star lontano dai forum. Ho seguito il consiglio ed è effettivamente meglio così.

Se c'è da discutere di fumetto vanno benissimo i rispettivi blog: se mi viene segnalato che in qualche forum ci sono domande per il sottoscritto, rispondo direttamente lì. Nel mio blog sono io il moderatore. La porta è apertissima, ogni tanto ci capita pure dello spam... ma per entrare in "casa mia" bisogna pulirsi i piedi, e se ci sono degli insulti li cancello senza ribattere né bisogno di dare spiegazioni.

Sono un convinto assertore della democrazia, però se uno viene in casa mia a sbraitare lo metto alla porta senza tanti complimenti.

Credo che la questione sollevata da Tito non sia riducibile a un banale "nei forum ci si insulta". Trovo inoltre che l'espressione "dai forum bisogna stare lontani" è alquanto ingenerosa e superficiale.
I forum non sono ricettacoli di malattie veneree né malsane periferie pullulanti violentatori e ladri. Sono luoghi nei quali si discute di argomenti che legano idealmente una comunità. Luoghi in cui, oltretutto, per partecipare alle discussioni occorre registrarsi, mentre nei blog è spesso (non sempre) possibile lasciare commenti in forma del tutto anonima.
Nella stragrande maggioranza dei casi le discussioni nei forum sono civili - ancorché accese. Altre volte si sbraca, da una parte e dall'altra. Cose che capitano quando si discute. Se uno preferisce il soliloquio, fatti suoi. Perciò, cerchiamo di non essere troppo settari, quando non è il caso.
Nonostante vicissitudini che possono capitare (ultimamente a me ne sono capitate con una certa frequenza) sono sempre convinto che l'autore dai forum abbia qualcosa di interessante da "prendere".
Certo, mi sono anche convinto che la partecipazione diretta nelle discussioni porti (alla lunga) più controindicazioni che vantaggi. Una delle controindicazioni è che si può prestare il fianco agli invasati che hanno solo intenzione di fare casino e insultare.
Ma il vantaggio (ed è un enorme vantaggio) è che il contatto diretto con il lettore aiuta l'autore a evitargli la pericolosa tendenza a mettersi sopra un piedistallo dorato e suonarsi l'arpa, cosa che non di rado capita negli auto-blog.

Francesco...
... che beffa, hai ragione! Tu arrivi e noi andiamo. Ma, sai, è proprio vero: certi giorni ti rendi conto di non avere - di non poter avere! - abbastanza autocontrollo.
Ieri sera, per esempio, mi sono fermato (e sono uscito definitivamente dal gioco) prima di avere uno scatto di nervi che sarebbe stato davvero poco signorile. E mi sarebbe dispiaciuto, per me stesso e per gli altri.

Come si fa a essere distaccati? Per i lettori, giustamente, è una passione. Magari una grande passione. Per noi, è la vita. O, almeno, un grosso pezzo della nostra vita.

Ciao
Tito


Ho letto il post e credo che, dal punto di vista dell'autore, probabilmente la scelta di astenersi dalla partecipazione di un forum sia probabilmente, per i motivi sottolineati da Faraci, la più utile e anche la meno "pericolosa".
Dal canto mio posso solo dire che l'opportunità di essere a contatto con un autore non posso che viverla positivamente e con grande entusiasmo perché, oltre a fornire notevoli spunti di discussione che, diciamocelo chiaramente, non si possono sempre affrontare tra soli lettori, si riesce anche a dare un volto e una personalità a quella scritta "Testi di Tito Faraci" a piè di pagina. Per quanto quest'immagine possa essere abbozzata, visto che non è che tutto d'un tratto si va a fare le scampagnate insieme, per me è già qualcosa.
Il concetto è un po' lo stesso che esprimeva il maestro Luciano Gatto un paio d'anni fa proprio in quel forum. Nel caso specifico si parlava della comparsa dei nomi degli autori sul fumetto che era un primo passo avanti nel rapporto lettore-autore poiché si poteva finalmente abbinare una determinata opera ad un particolare autore.
Ecco, la presenza di un autore su un forum la vedo come un passo avanti di egual portata se non addirittura maggiore.
Non nascondo che da quando ho conosciuto (si fa per dire) Fausto Vitaliano sul forum ho anche apprezzato maggiormente i suoi fumetti, non nascondo di essermi commosso quando ho letto i messaggi del maestro Gatto in cui si intravede la dedizione per il suo lavoro e la volontà di essere a contatto con i fan.
Con questo non voglio assolutamente biasimare la vostra legittima scelta (e non la voglio neanche minimamente discutere) ma soltanto esprimere il mio immenso rammarico per aver perso una ghiotta occasione di rendere più piacevole e interessante la lettura sia del forum che, soprattutto, delle vostre opere.

Scusatemi se entrando troppo nello specifico sembrerò forse inopportuno ma da sciocco pischello di 17 anni non potevo fare a meno di scrivere questo messaggio.

Dimitri

@ Tito: capisco la situazione e sono d'accordissimo con il discorso su passione e professione. Questo è un atteggiamento che trovo nei fumetti, nel calcio e nello spettacolo. Con un idraulico, un carburatorista o un falegname le persone hanno atteggiamenti diversi perchè non c'è un coinvolgimento emozionale. Esercitare un giudizio è un diritto sacrosanto purchè si resti nei limiti dell'educazione, del rispetto e anche del buon senso e questo, nei forum, in generale, di tanto in tanto non succede.

Comunque è un peccato che siate andati via; dopo cinque minuti è arrivato Cimino con le pizzette e le ragazze e abbiamo ballato fino alle due.

Eh, certo. La solita miscela esplosiva di sesso, droga e rock'n'roll del mondo del fumetto...

Ovviamente i forum non sono un ricettacolo di invasati, il problema è che purtroppo le anche isolate esagerazioni che vi capitano deturpano anche la passione e l'educazione dell'ambiente in cui vengono espresse, soprattutto quando non vengono moderate a dovere. Da qui la scelta di non partecipare. Interessanti opinioni le si possono leggere da "esterno", mentre mettersi a discutere col lettore via etere molto spesso diventa un circolo vizioso che può finire in insulti. Basta che una sola volta finisca a insulti per rovinarti la voglia di discutere con gli appassionati.

Io accolgo sempre con favore ogni critica purché costruttiva, da chiunque mi arrivi compreso il lettore di 5 anni, e ne tengo conto se lo ritengo utile. E quattro chiacchiere coi lettori e forumisti le faccio volentieri perché quando ci si trova faccia a faccia è difficile arrivare a certi eccessi.
Ma l'utilità del blog - oltre alle "comunicazioni di servizio" e alle riflessioni sul fumetto che spesso mi vengono e su cui mi piace discutere coi pochi che lo leggono - è proprio quella che quando si arriva all'insulto chiudo il rubinetto. Ci guadagno, risparmiando fegato... Non riuscirei a lavorare con serenità, altrimenti.

Io ho sempre pensato che voi fumettisti foste l'esempio illuminato da seguire, e non il contrario. Ti faccio un esempio: tutte le volte che Don Rosa (sì, proprio il Maestro disneyano) interviene sul newsgroup italiano it.arti.fumetti, da pari a pari, mi emoziono sempre.

Condivido totalmente il post.
Giro alla larga da qualsiasi tipo di forum fumettistico, in particolar modo quelli dedicati ai singoli personaggi bonelliani. La vicinanza (virtuale) agli autori degli albi rende ogni commento un melenso sviolinamento di complimenti, anche di fronte alle boiate più boiate, siano esse sceneggiate o disegnate.
Di casi opposti ne ho visti, ma penso che nei forum ci siano più lecchini che detrattori "gratuiti".
Da una parte credo (anzi, sono sicuro) che le critiche facciano bene agli autori. Perché, caro utente lecchino, trasformare una storia da 5 in una storia da 7? Come diceva Tyrrell, "c'è sempre chi con molta onestà intellettuale se una storia non gli piace lo dice anche se l'autore della stessa è uno dei presenti nella stanza", e in quei casi il confronto con l'autore, capace di affrontare le critiche, può essere più che costruttivo.
In the other hand, la critica fa male se fatta male: se insulti gratuitamente un autore che non ti sta simpatico o se lodi un altro solamente perché sai che è lì che ti legge, non porterai nulla di utile, né all'autore né agli altri lettori.

Ecco, questa dei voti alle storie è bellissima. Sui forum i numeri si danno da tempo, persino da prima dell’avvento della Gelmini. Propongo, in ogni forum, di votare i forumisti. Da autore, di solito so che cosa aspettarmi da loro (sono sempre gli stessi e hanno delle caratteristiche ben precise), ma non mi viene data l’opportunità di ricambiare. La recensione di Zarpagontz sulla mia storia non mi piace? Ha detto, tecnicamente, un mucchio di cazzate? Non ha capito il mio genio, le mie lodevoli intenzioni umanitarie, i miei fini sopraffini? Gli sparo un bel 4 e lo invito a presentarsi dal gestore del forum con i genitori!
A questa provocazione aggiungo una constatazione: nei cosiddetti forum di fumetti, a mio parere (anzi IMHO...), non esiste realmente alcun rapporto tra il lettore e l’autore. Sfatiamo questo mito, dai. I lettori dei forum sono a tutti gli effetti degli autori. Scrivere correttamente, comunicare dei concetti, provocare sensazioni e reazioni, creare dei personaggi virtuali, ma, soprattutto, pubblicare. Questo non è solo un modo per mettersi in mostra o per dire quello che si pensa: questo è un lavoro! Forse non pagato, ma un lavoro. Alcuni lo fanno con metodo, costanza, impegno. Altri in modo svogliato e distaccato. Altri ancora fanno finta che sia solo un hobby, ma girano con il vocabolario sottobraccio. Per quanto riguarda gli autori (tranne rari casi), conversare con questi colleghi può trasformarsi in un impegno gravoso e poco proficuo. Ecco perché non intervengo mai sui forum: non ho alcuna intenzione di accollarmi un doppio lavoro.


Se fossi cattivo (e lo sono) potrei dire: chi ha bisogno di forum, quando sul blog di Faraci, oltre a Faraci, trovi l'Artibani e perfino quel sardo di Enna?
Un parterre des rois, ullallà!
Massì, alla fine meglio autori con autori e lettori con lettori, a rispettosa distanza gli uni dagli altri. Un social network omogenetico, ragazzi.

Ma che bella associazione a delinquere...

Lo ammetto, sono isolano dentro. Mi piace guardare tutti dall’alto del nuraghe.

Io penso che su internet, come nella vita vera, uno si scelga le distanze che preferisce. Quelle che gli sono confortevoli.
Personalmente non giro un granché sui forum, perché lì, a volte, le distanze sono troppo corte. Ma non ne farei un discorso di "autore" e "lettore". Si tratta di distanze interpersonali tout court.

Giusta constatazione, Susanna. Per quanto mi riguarda, io mi trovo bene così. I forum non m’interessano. Anche se ammetto di aver conosciuto alcuni forumisti a Lucca, qualche anno fa, e di averli trovati molto simpatici e preparati (un po’ di ragazzi della Tana del Sollazzo, se non sbaglio). È stata l’unica eccezione, visto che non sopporto neppure le fiere di fumetto (l’ultima a cui ho partecipato è stata proprio quella appena citata). Dico una banalità: senza dubbio preferisco il contatto diretto con i cosiddetti lettori. Internet mi sta sulle palle, anche se ogni tanto faccio uno strappo nei blog di quelli che considero amici (e non solo autori, per rispondere al buon Fausto... a proposito: quando ti apri un blog, che così vengo a cazzeggiare anche da te?). La faccenda del voto ai forumisti era una provocazione. Quanto al definire autori i forumisti, siamo lì: la distinzione tra le due classi, se davvero esiste, è ridicola. Alla fin fine, nuotiamo tutti nello stesso calderone bollente.

Ciao Tito,
se non sbaglio ho letto da qualche parte che Bonelli padre era restio a rilasciare interviste. Certo altri tempi e altri mezzi, chissà come si comporterebbe con facebook e compagnia?

Mi unisco all'appello di Susanna: Fausto, un tuo blog me lo leggerei ogni giorno.
Ma, conoscendoti, dubito che lo farai.

L'appello era di Bruno, mi pare. Non ho il piacere di conoscere Susanna Raule - se non attraverso il suo lavoro e, guardacaso, il suo blog.
Comunque, fare un blog è una faccenda troppo faticosa. Fare un blog serio, almeno, come quello di Tito o della stessa Susanna o di Roberto Recchioni e di (pochi) altri. Certo, potrei aprirne uno e aggiornarlo ogni tre o quattro giorni con delle belle "pensate d'autore". Ma, uno, di pensate non è che me ne vengano molte. Due, non riesco proprio a pensarmi come "autore" o come "professionista". Mi vengono i ponfi sul naso solo a pensarci. Anche la definizione "sceneggiatore" mi lascia perplesso. Sembra un lavoro tipo quei finti medici che guardano come stai seduto e poi ti diagnosticano l'ipermetropia.
Quindi, niente blog. E niente più forum. Ho scoperto che nel tuo spazio mi ci trovo alla grande.
Hic manebimus optime, se ho scritto giusto.

@ Bruno Enna: in merito a questo:"Altri ancora fanno finta che sia solo un hobby, ma girano con il vocabolario sottobraccio.", beh meno male! I forum non sono sms, quindi una maggiore attenzione alla grammatica ben venga.
Sul fatto che per alcuni forumisti sia una specie di un lavoro, concordo. Ed è vero che molti di questi possano essere considerati veri e propri autori. Però anche qui, il discorso non è che si possa applicare a tutti quanti gli utenti.
Riguardo alla provocazione, l'idea non è male: perché non fate un forum di autori (fumettistici) che discutono e recensiscono le varie recensioni ai propri lavori che si trovano nel web? :P ;)

Hai ragione anche tu, Tyrrel: non si può generalizzare. E comunque ti dirò che, a volte, fa piacere leggere certi interventi nei forum (a parte quelli con le “k” e un eccesso di “faccine”). Chi scrive nei forum lo fa spesso con estrema competenza e attenzione e, di questi tempi, non è certo un male. Ecco perché parifico l’autore al lettore. Internet probabilmente serve a questo: ad accorciare le distanze e portare tutti allo stesso livello. La cosa mi va più che bene e non voleva certo essere una critica. Anzi. È proprio il “mezzo” che mi spiazza. La velocità. Il fatto di non poter “vedere” e “sentire” i miei interlocutori. Lo sopporto a fatica, devo ammetterlo, anche se è proprio grazie a internet se posso fare il mio lavoro dalla Sardegna...
Per quanto riguarda il forum di autori, la trovo un’idea divertente; un modo per parificare davvero i ruoli. Non ho la competenza per farlo, ma ci si può pensare... oppure si può elaborare uno spazio apposito (una “stanza”, si dice così?) in ogni forum, in cui si Critica la Critica.
Spesso si dice che chi pubblica deve prendersi le sue responsabilità. Per la serie: hai voluto la bicicletta? E allora pedala! Ma anche chi scrive sui forum pubblica e lo fa, spesso, senza alcun filtro redazionale. Allora è giusto che si prenda le sue responsabilità e la sua buona dose di critiche. Perché, con l'avvento di internet, la bicicletta si è trasformata in un tandem.

ah-ah, in effetti io non ho fatto nessun appello. non che un blog di fausto mi dispiacerebbe, ma non penso nemmeno che dovrebbe essere costretto a fare un blog per acclamazione popolare.
signori, un po' di rispetto per la volontà altrui! :)

Ops! Tyrell e non Tyrrel. Con le doppie noi sardi non ci azzecchiamo proprio.

Hai ragione, Susanna. Ti ho tirata in mezzo ingiustamente. Scusa.

Un appello a Bruno e Fausto: se interessa si può organizzare un blog a mezza pensione. Io sarei disposto a postare il martedì, il giovedì e un finesettimana al mese. Se a voi interessa dividere lo spazio rimanente se ne può parlare (affitto, luce e gas in parti uguali, per il telefono ci arrangiamo con i cellulari).
Per il nome del blog propongo F.A.G.I.A.N.O. (sul senso dell'acronimo vediamo poi).


Be', io quasi quasi.
Certo, dovrei trovare il tempo. Ultimamente, tra il taglio mensile delle unghie e spazzolare il gatto un giorno sì e uno no, non è che me ne rimanga tanto.
Ma quasi quasi.
Ma per quel problemino di Enna con le doppie (per non parlare della sua ostilità nei confronti delle accentate) come si potrebbe fare?

Io ci sto, ma che sia un blog senza doppie, in cui i lettori leggono, gli autori autorizzano e i forumisti forano. Per quanto riguarda la mezza pensione, a me piacciono le tagliatelle.

@ Fausto: anch'io ho una gatta che tra un paio di settimane partorirà altri tre felini.
Il progetto è questo: uniamo le forze e affidiamo il blog ai gatti.
Bruno, tu hai animali in casa?

Niente animali, mi dispiace. Però ho un’ernia iatale.

Hai rovinato tutto.
Comunque è stato bello finchè è durato. E' la riprova che gli autori di fumetti non sanno lavorare insieme e la colpa è di Bruno Enna.

Il progetto è partito con il piede giusto, mi pare.
E Tito sarà molto contento dell'uso minchiopersonale che si sta facendo del suo blog.

@ Fausto: hai ragione. La conversazione si sposta sul blog di Piero Angela, lì si può cazzeggiare senza che nessuno dica niente.

vi comunico che all'orrore non c'è mai fine e e che c'è qualcosa ancora più deteriore di un blog: twitter.
incredibilmente persone di tutto rispetto trovano interessante e dilettevole postare stronzate minime ogni pochi minuti col cellulare.
tra queste persone, per la cronaca, ci sono neil gaiman e trent raznor.
mi vengono in mente un paio di luddisti che resteranno grandemente delusi dalla cosa.
voi, ragazzi, però, potreste pensarci. :)

@ Francesco. Lo so, la colpa è sempre mia. Sono anni che mia moglie lo ripete. E comunque, controllando i link di Piero, ho scoperto l’esistenza del blog di Alberto Angela. Da lì è possibile cliccare su una chat in cui si dorme in diretta.

Siete dei folli, sappiatelo. E sul F.A.G.I.A.N.O. dovreste pensarci seriamente. Se il problema sono i gatti, mi offro volontario per accudirli. Per le unghie e le ernie però trovatevi qualcun'altro.

@ Bruno: sisi, avevo capito che non era una critica. Ho voluto specificare perché per molti utenti il forum è solo un mezzo di discussione e non di recensione/analisi di una storia. Sul linguaggio da forum, le "k" e il linguaggio da sms sono proprio deprecabili, idem per l'eccesso di faccine (che rende i messaggi simili alle luminarie natalizie); anche se per queste ultime a volte avviene un eccesso all'opposto, e una stitichezza nell'utilizzo può creare alle volte delle incomprensioni (ad esempio una battuta ironica può passare per un'offesa).
Riguardo il nickname, è giusto Tyrrel, sono io che ho pastrocchiato (o pastrovicchiato?) con le doppie. Potrei giustificarmi dicendo che ho scritto quel commento in fretta durante una pausa di lavoro, ma la verità è che sono sardo anch'io.

@Tyrrel: ora si chiarisce tutto, anche i tuoi continui ammiccamenti alle seadas al miele e tutto il resto. Tornando alla faccenda del forum, ammetto di vederlo in modo fin troppo superficiale. Forse dovrei farmi una cultura e poi tornare a parlarne. Vedrò di provarci, senza preconcetti.

L'acronimo è indispensabile per sottolineare la matrice paradisneyana.
Un collettivo di autori che criticano i critici è roba forte.
Parafrasando Moore (e prima di lui Platone) al grido di battaglia di "Chi recensisce i recensori?" la risposta sarà una sola: il F.A.G.I.A.N.O.

Sembra uno scherzo... ma lo è?
Bono* una volta ha detto che ci vorrebbe una rivista che recensisce i recensori.


* Quello degli U2. Non Gianni. (Ma il dubbio può venire solo a noi.)

E magari anche una rivista che recensisce i recensori dei recensori. Senza dimenticare quella che recensisce i recensori dei recensori dei recensori. Ma anche... (insomma, avrete capito l'andazzo)
E perché mai dovrei fidarmi del recensore del recensore? Non c'è nulla che mi faccia supporre che questo sia affidabile.
Artibani cita Platone e - immagino - in particolare la questione dei guardiani, ma Platone è un furbacchione e "La repubblica" è un'utopia.
L'unico recensore del recensore che conosco ed apprezzo particolarmente sono io stesso.

Passando al lato serio del messaggio, mi propongo per sostituire Enna nel F.A.G.I.A.N.O.
La mia produzione artistica non sarà esattamente dello stesso livello (si pone giusto quei 10 miliardi di scalini più in basso) ma ho un gatto.


Se il F.A.G.I.A.N.O. si farà, dovrà essere una struttura aperta a chiunque abbia idee, entrature presso osti e baristi e cugine disinvolte. Pertanto, Godot, se rientri in almeno una di queste categorie, mi sento già da subito di darti il benvenuto. E anche il tuo gatto sarà dei nostri.
Tuttavia, non possiamo nascondere né nasconderci l'importanza strategica che un'ernia iatale come quella di Bruno Enna può dare alla causa.
Io l'ho vista. Quanta umanità c'era in quella superba escrescenza! Quanta combattività.
Un'ernia eroica. Così potremmo dire.

Mi faccio sostituire senza indugio e metto da parte persino la mia ernia. D'altro canto, da quanto tempo lo stiamo aspettando Godot?

Tra i due litiganti il terzo Godot. Questa so per certo che la voleva scrivere Fausto.


Dannato Artibani. Era la mia battuta preferita.

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