Mi ricollego a quanto scritto giovedì scorso.
Il punto è che è meglio non averci fra i piedi. Parlo di noi autori, o almeno di gran parte di noi.
Siamo pagati per fare qualcosa che altri pagherebbero per fare, ma troppo spesso incapaci di trarne gioia o, se non altro, serenità.
Con la stessa immaturità, affrontiamo sia gli elogi sia le critiche.
Consideriamo gli elogi semplicemente dovuti, tanta è la nostra superbia, oppure completamente immotivati, tanta è la nostra insicurezza. Quanto alle critiche, tendiamo a valutarle tutte ugualmente intollerabili e dolorose, qualunque sia la fonte. Ciascun minimo appunto, da solo, riesce a guastarci la giornata, anche se proviene dal più infimo sito scovato casualmente vagando su google (strumento del demonio, si sa).
Inoltre, per quanto bene possa volerci la gente, abbiamo il vago sospetto di essere vittime di un qualche oscuro, machiavellico complotto.
No, calma. Adesso ho esagerato.
Non siamo tutti e sempre così. Io, per esempio, lo sono solo ogni tanto. Ma, quando capita, poi ho una certa difficoltà a guardami allo specchio. E in quei giorni, in quei momenti, è meglio che me ne stia per i fatti miei. Potrei fare dei danni.
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Commenti
Gianfranco Goria 23/mar/2009 20:38:54
Tito Faraci 23/mar/2009 20:48:19
Tyrrel 24/mar/2009 09:27:50
Tito Faraci 24/mar/2009 09:33:43
Tyrrel 24/mar/2009 09:37:37
fralau 24/mar/2009 12:02:01
Hytok 25/mar/2009 23:07:19
Tito Faraci 26/mar/2009 07:49:42
Hytok 26/mar/2009 11:12:38
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