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Io confesso

Mallet-of-judge

Mi ricollego a quanto scritto giovedì scorso
Il punto è che è meglio non averci fra i piedi. Parlo di noi autori, o almeno di gran parte di noi. 

Siamo pagati per fare qualcosa che altri pagherebbero per fare, ma troppo spesso incapaci di trarne gioia o, se non altro, serenità. 
Con la stessa immaturità, affrontiamo sia gli elogi sia le critiche. 
Consideriamo gli elogi semplicemente dovuti, tanta è la nostra superbia, oppure completamente immotivati, tanta è la nostra insicurezza. Quanto alle critiche, tendiamo a valutarle tutte ugualmente intollerabili e dolorose, qualunque sia la fonte. Ciascun minimo appunto, da solo, riesce a guastarci la giornata, anche se proviene dal più infimo sito scovato casualmente vagando su google (strumento del demonio, si sa).
Inoltre, per quanto bene possa volerci la gente, abbiamo il vago sospetto di essere vittime di un qualche oscuro, machiavellico complotto.
 
No, calma. Adesso ho esagerato. 

Non siamo tutti e sempre così. Io, per esempio, lo sono solo ogni tanto. Ma, quando capita, poi ho una certa difficoltà a guardami allo specchio. E in quei giorni, in quei momenti, è meglio che me ne stia per i fatti miei. Potrei fare dei danni.

Commenti

Ci vuole un fisico bestiale.
Forse non avremmo mai dovuto lottare per far uscire gli autori dall'anonimato...
D'altronde, chiunque si espone è esposto. Che frase, eh? :-) Ma mi pare che sia semplicemente così: se fai qualcosa che ti mette in vista, hai dei ritorni. Reggerli richiede un "fisico bestiale", perché, in attività di questo tipo (puoi suonare, scrivere, recitare, dipingere, fare politica ecc.) l'esposizione non è occasionale: è continua ed è il tuo normale lavoro.
Se non lo si regge (cosa che succede), bisognerebbe potersi estraniare, vivere sulla classica isoletta (senza internet - se esistono ancora), o in uno sperduto paesino di alta montagna.
Altrimenti... non so.
Sursum corda, dai! Che non è "prepararsi la corda e il sapone", anzi, eheh! :-)
C'è chi si dedica la giardinaggio, chi cura i propri animali, chi si dedica alla famiglia...

Grazie, GG! In effetti, il giardinaggio è una piacevole attività...
(E dico sul serio: prima o poi ne parlerò.)

Il ragionamento non fa una grinza. Però se il problema è salvaguardare la propria "salute umorale" (chiamiamola così...) allora la partecipazione attiva non c'entra nulla, bisognerebbe proprio evitare di leggerli i forum (visto che tanto critiche ed elogi vi saranno sempre a prescindere dalla presenza o meno degli autori).

Più che un ragionamento, è una constatazione.
Tuttavia, ripeto, per fortuna non siamo tutti così e non lo siamo ogni giorno.

Beh si, anche la mia è una semplice (semplicissima) constatazione :)

Riporto il mio intervento su TWO:
Per quanto riguarda la scelta di Faraci, direi che è saggia e tempestiva e frutto di una capacità di leggere ed interpretare le proprie azioni che meritano un plauso. Ha capito che stava scendendo di livello nel ribattere a tutti e con tempestività. Mi auguro che questa scelta lo porti non a disertare TWO ma ad intervenire magari con sporadici interventi di spessore. Butto lì un consiglio. Perchè non fare un intervento conclusivo delle proprie storie dopo che i vari utenti si sono espressi. Potrà cogliere quello che riterrà più importante evitando di impelagarsi in sterili querelle di dettagli narrativi.
Preciso, a scanso di equivoci, che il mio è un consiglio del tutto interessato: è un compromesso per evitare di "perdere" il punto di vista di un autore così valido. Resta il mio piacere di seguirlo nel suo blog dove i temi sono interessanti e molto stimolanti.

E' il secondo post in cui mi sopraggiunge il timore che tu ti stia "Meddizzando", spero che non accada. :-)

La mia è autocritica, non critica. La differenza non è sottile.

Hai ragione, e l'apprezzo molto. :-)

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