... e mentre eravamo lì, fra pareti tappezzate di cartoni delle uova e polistirolo, c'era l'inevitabile momento in cui qualcuno attaccava un riff degli AC/DC. Di solito, era Hells Bells. Però la mia preferita è sempre stata You Shook Me All Night Long.
Qualcun altro alzava gli occhi al cielo. Provava a dire: "Ma no, dobbiamo provare seriamente..." Magari questo qualcuno altro ero proprio io.
Però intanto già stavo attaccando con il quattro quarti, picchiando più duro che potevo. E poi non resisteva nessuno. Ci ritrovavamo tutti insieme, a cavalcare su quel riff fino all'inferno.
La musica degli AC/DC oggi ha un effetto strano, su di me: mi mette malinconia. Sarò l'unico al mondo a cui succede? Mi ricorda i giorni dell'acne, delle bigiate, dei tragicomici amori, del non pensare mai a cosa ci sarebbe stato dopo.
Facendo un salto avanti nel tempo, mi ricorda anche la mia ultima intervista, prima di cambiare del tutto mestiere. Quindici anni fa, quasi. C'erano Angus e Brian, in una stanza di albergo, a Londra. Quando me ne sono andato, li ho lasciati là assieme al mio passato.
Ma il futuro è stato meglio, almeno finora: nessun pentimento.
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Commenti
gianni biondillo 13/feb/2009 19:52:29
Tito Faraci 13/feb/2009 20:04:27
Giorgio 14/feb/2009 13:38:42
s. raule 14/feb/2009 19:57:45
Tito Faraci 15/feb/2009 11:49:22
Stefano Priarone 16/feb/2009 09:08:07
Tito Faraci 17/feb/2009 13:07:22
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