La vignetta prima
Laterale. Tizio e Caio a confronto, tagliati sui piani americani. Tizio si rivolge a Caio, con espressione ansiosa. Caio è incuriosito.
Tizio: Devo parlati! C'è un problema...
Caio: Sentiamo.
La vignetta dopo
Figure intere nell'ambiente, prendendo la distanza. Ora Tizio e Caio sono seduti. Tizio osserva Caio, preoccupato, in attesa. Caio commenta, pensieroso.
Caio: Sì, è un bel problema. Ma forse ho trovato una soluzione.
Okay, la sequenza - se così si può chiamare - è un'idiozia qualunque, ridotta ai minimi termini. Ma la cosa interessante è quel "prendendo la distanza". Suggerisce un passaggio di tempo. Il tempo minimo e indispensabile durante il quale Tizio avrà raccontato a Caio qualcosa, che magari il lettore già sa ed è inutile ripetere.
L'allontanamento dello sguardo, del punto di inquadratura, è percepito automaticamente come un salto temporale. E non c'è bisogno di un "poco dopo" in didascalia.
Si tratta un minuscolo trucco, che risulterà oltremodo scontato a chi è del mestiere (me ne scuso). Ciò nondimeno, fa riflettere...
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Commenti
Simone 24/feb/2009 14:23:47
Tito Faraci 24/feb/2009 14:26:31
Alex_96 24/feb/2009 16:23:41
Tito Faraci 24/feb/2009 19:11:04
Alex_96 24/feb/2009 23:07:28
Tito Faraci 24/feb/2009 23:17:04
Alex_96 25/feb/2009 12:22:33
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