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Smash It Up!



Poveri Damned, ma chi se li ricorda mai? Eppure è loro il primo album pubblicato da una band punk inglese: Damned, Damned, Damned (1976). 

I Damned sono presto finiti nel cono d'ombra dei Sex Pistols. E non sono mai riusciti ad azzeccare il disco perfetto, che si imponesse senza mezzi termini come pietra miliare (anche se con The Black Album ci sono almeno arrivati vicino). 
C'era del buono, comunque, nella band di Dave Vanian, Rat Scabies e Captain Sensible, capace di anticipare - anche a livello visivo - certe oscure, torbide contaminazioni del dark e della new wave.

Sul piano affettivo, per me resteranno sempre legati a un pezzo. Quello che vi propongo per il fine settimana. La qualità del video è pessima (peccato perché, di suo, sarebbe pure divertente). Ma che importa? La canzone - all'epoca bandita dalla radio inglese per il messaggio anarchico del testo - è di quelle che restano inchiodate nel cervello, e nello stomaco, per sempre.



Commenti

Non erano il mio gruppo preferito, ma li ricordo in una versione più tarda, tipo metà anni Ottanta, che virava verso il Dark.

Neanche per me è stato un amore viscerale. Credo che tu ti riferisca a The Black Album.

In generale, per quelli della mia età il punk ha voluto anzitutto dire: Non c'è bisogno che qualcuno ti dica "fallo" se tu lo vuoi fare. Il punk voleva dire: Voglio farlo e dunque lo farò.

Credo che tra le tante differenze tra quell'epoca e questa (ovviamente, fatta la tara da quanto-erano-belli-i-tempi-ai-miei-tempi) ci sia il fatto che se ieri nessuno doveva darti un'autorizzazione per dire a te stesso: Io sono un musicista o un pittore, un poeta o uno scrittore (per esserlo, basta sentire di esserlo), oggi il sentire comune è: Dirò al mondo, ancor prima che a me stesso, che sono un poeta, un musicista e uno scrittore. Anzi, che sono il più grande di tutti. E sapete perché lo sono? Perché, anche se sento di non esserlo, anche se sono certo che non lo sarò mai, lo sto dicendo.
Forse quella che viviamo è l'evoluzione estrema del punk oppure la sua totale negazione. Io propendo per la seconda ipotesi.

Facevamo musica per noi, scrivevamo canzoni assurde per farli ascoltare alle persone di cui ci si fidava. Oggi è tutto portarsi la banda in piazza, auto-stendersi tappeti rossi informatici. È tutto un "volercela fare" ed emergere e distinguersi e mettersi in mostra, riempirsi la bocca di frasi altrui senza neppure capirle del tutto.

Nel punk non era compreso il concetto di "successo". O ti piaceva l'uno o ti piaceva l'altro. Ma l'anarchia del punk è sotto tre metri di terra da tempo. John Peel lo diceva già nel 77. "L'intera cosa è già stata corrotta. Il grande capitale si è già insinuato. È solo un problema di quanto possa reggere."
E non c'erano ancora i blog.

Forse sarà presuntuoso, o anche settario, ma sono convinto che chi ha vissuto quel momento, chi a quei tempi aveva intorno ai 15 anni, è stato "segnato" per sempre. Lo spirito di quel periodo lo si porta dentro. Si rimane, a più di quarant'anni, con famiglia e figli e commercialista, ancora un po' "fuori dal contesto". Non assimilabili. Sempre un po', ma convintamente, ai margini.

"Forse sarà presuntuoso, o anche settario, ma sono convinto che chi ha vissuto quel momento, chi a quei tempi aveva intorno ai 15 anni, è stato "segnato" per sempre. Lo spirito di quel periodo lo si porta dentro. Si rimane, a più di quarant'anni, con famiglia e figli e commercialista, ancora un po' "fuori dal contesto". Non assimilabili. Sempre un po', ma convintamente, ai margini."


Grazie, Fausto. Mi hai commosso, sul serio.
È così come dici, proprio così.

Ah che bellezza! Qualcuno si ricorda ancora dei Damned...
Fra l'altro poi Captain Sensible ha quella connessione con l'hip hop che non guasta!

Una domanda: ma i Sex Pistols lo hanno invece azzeccato il disco perfetto, per te?
(ti anticipo come la penso io: no)

Forse la mia risposta ti "deluderà" (fra virgolette, si noti), ma...

Never Mind The Bollocks è una raccolta di pezzi perfetti. Un disco che, per dire, stavo risentendo per la milionesima (miliardesima?) volta pochi giorni fa.

Il problema è la produzione, che avrebbe potuto - dovuto - essere più ruvida. Ma porca miseria: quelle canzoni sono tutte inni!

Tito, la vita e' bella perche' e' varia... per me i dischi punk perfetti li hanno fatti i Ramones! ;-)

P.S.: Un giorno dobbiamo parlare di un mio gruppo feticcio, i Dinosaur Jr., mi raccomando!

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