Il tempo cancella le storie trascurabili. Restano, nella memoria, soltanto le storie molto belle, i capolavori... e quelle molto, ma molto brutte.
Più per logica che per ottimismo, ritengo queste ultime numericamente inferiori alle prime. Una storia orrenda, al punto da rischiare di diventare memorabilmente orrenda, di rado passa fra le maglie anche della più distratta e sciagurata delle redazioni. È più facile, per fortuna, che un capolavoro sia riconosciuto come tale. O, perlomeno, che non sia scambiato per robaccia non pubblicabile.
E così, nella memoria, il passato finisce per riempirsi di capolavori. "Sì, certo," si ammette. "Mi ricordo di un paio di storie bruttissime, forse anche più di un paio... ma un'inezia in confronto a quelle meravigliose! Mica come adesso, con tutta questa mediocrità..."
Invece, purtroppo, la mediocrità c'era anche una volta. È un'erba grama. Difficile da estirpare, anche se bisogna almeno provarci.
Le storie mediocri sono quasi peggio di quelle pessime. Infastidiscono e intristiscono di più. Ma si dimenticano. L'onda del tempo le travolge e trascina via, come barchette di carta.
Per un autore è consolante: resterà solo il meglio, a patto di non produrre anche qualche mostruosità. Oppure non resterà nulla: pure questa è una possibilità. Forse l'unica, sulla lunghissima distanza.
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Commenti
Marco 18/feb/2009 11:51:53
Tito Faraci 18/feb/2009 11:54:40
sergio pasquandrea 18/feb/2009 12:01:25
Marco 18/feb/2009 12:11:33
Tito Faraci 18/feb/2009 12:21:54
Giorgio 18/feb/2009 14:00:04
Tito Faraci 18/feb/2009 14:53:09
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