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Noi non ci Sanremo

Festival



Questo è un giudizio. Non un pregiudizio. 
Ieri sera avevo amici a cena e abbiamo tenuto acceso il televisore, sul Festival di Sanremo. L'idea era di riderci sopra. Ma io non ci sono riuscito. Forse non sono abbastanza snob. 
O forse, quando c'è di mezzo la musica, sono troppo sensibile.

Ma chi, vi chiedo, chi se le sente canzoni così, là fuori, nel mondo reale?! Con quegli arrangiamenti orchestrali, che riescono nel miracolo di rendere ancora più pesante qualcosa già gravoso, di per sé, quanto un sacco di cemento appeso al collo con un cappio insaponato...
Una volta c'erano le compilation che, nei giorni dopo il festival, finivano in classifica e ci restavano per un bel  po'. Ora non lo so: non sono più documentato. Sospetto, tuttavia, che tutto sia diventato più inutile, per il misero mercato discografico italiano.

Questa è una musica pietrificata, fossilizzata, come se (almeno) quarant'anni non fossero mai passati. O fossero passati invano. In Italia.


Commenti

Questa è una musica pietrificata, fossilizzata, come se (almeno) quarant'anni non fossero mai passati. O fossero passati invano. In Italia.

Proviamo a cambiare "musica" con: politica, industria, religione, legge, televisione, opinione pubblica. Miracolosamente la frase rimane valida.

Forse dovremmo interrogarci sulle anomalie, su che cosa è cambiato in Italia negli ultimi quaranta/cinquant'anni. Studiare le eccezioni, per capire come renderle norma.

Leva pure il "forse", M.
Grazie per l'intervento.

Purtroppo oggi in laboratorio si parla di San Remo.
I commenti sono del tono: "Io volevo che vincesse Povia"...

Detto questo, io la penso come te. Mi ha fatto tristezza vedere i Gemelli di Versi e il loro autotune all'amatriciana. Per il resto, anche facendo zapping, mi sono imposto di non vedere nulla. Come dice Tito, la musica e' una cosa seria...

Ma dai, non mi dire che dai Gemelli Diversi ti aspettavi qualcosa...

Spero che quello che sto per scrivere non offenda la sensibilità di nessuno. Non lo scrivo per giocare sulle tragedie o tanto per "scaldare" un po' gli animi. Ne sono convinto.
Il festival di Sanremo è come un'immagine di un bambino nato deforme. Semplicemente, non bisogna guardare, anche se stuzzica le nostre curiosità più morbose e tira fuori il nostro lato peggiore e mostruoso.

Io sono anni che non partecipo all'orgia televisiva o, come dice un amico molto intelligente, che faccio parte di quella grande maggioranza di italiani (quest'anno superavano i 50 milioni) che scelgono di fare altro.
In passato ho seguito per lavoro alcune edizioni e devo dire che era divertente. Oggi penso - e vorrei sbagliarmi, vorrei che qualcuno mi convincesse che sto esagerando - che anche Sanremo fa parte di un colossale meccanismo che ci sta azzerando o forse ci ha già azzerato l'intelligenza e il senso critico, ha fatto coriandoli della nostra sensibilità, ci ha resi indifferenti rispetto alla bellezza reale. Non ci fa più distinguere, non ci fa capire la differenza. Canzoni brutte e poesie di Alda Merini, operai e pornostar… È un meccanismo che ci impone di farci un'opinione su tutto, ma di non avere un'idea su nulla.

Non voglio dire che sia un complotto, ma ci sono segnali inquietanti. Per esempio: la conferenza stampa di Sanremo l'hanno chiamata "Question Time", che è già un'espressione idiota, ma che comunque si riferisce alle interrogazioni parlamentari; ossia, un deputato che interroga il governo su politica economica, o sulla sanità.
Qui, il "Question Time" presumibilmente verteva su questioni come "L'ultima polemica di Simona Ventura riguardo l'acconciatura di Dolcenera". Siamo a quel livello. Dobbiamo farci un'opinione anche su questo, mentre "là fuori" sta succedendo qualcosa.

Ieri mi hanno detto chi ha vinto. Un tizio (di cui non ho ascoltato una nota, e magari viene fuori che è il nuovo Lou Reed) che è diventato famoso in una trasmissione di Mediaset presentata da una tizia che (ma tu guarda la coincidenza!) era sul palco della Rai a premiarlo.
Tutto si può dire del festival di Sanremo, ma dovremmo essere d'accordo almeno su una questione: non stiamo affatto parlando di una rassegna di canzoni. È tutt'altro.

Il mio senso critico l'ho esercitato. Ma è stato... scusate l'espressione... come picchiare un uomo mentre sta cagando.
Troppo facile, abbastanza inutile.
Poi c'è un errore di prospettiva. Mi sono interessato solo alle canzoni, alla musica. Il contesto era più ampio (anche se non migliore, direi).

Concordo con Fausto, Sanremo non è più un festival musicale, ma una macchina mangiasoldi con cui probabilmente giustificare le spese della rai.... quando è stata l'ultima volta che avete sentito un pezzo di valore uscire dalla kermesse?? con gli hanni vi ricorderete le canzoni o le polemiche?? perchè questo è diventato, un'occasione su cui costruire un miliardo di polemiche inutili come sempre in italia! passeranno alla storia le canzoni, o il momento in cui Pippo Baudo salvò "un pazzo" dal suicidio in diretta?? ricorderete le strofe e i ritornelli o le discussioni sul fatto di far venire Eminem o meno, che magari ti butta lì due "Motherfuckers" in diretta e hai fatto la serata.... è umiliante, svilente e molto...italiano, non c'è aggettivo peggiore! Considerazione personale: premetto di essere un "anti-italiano", forse anche troppo, per cui non ho mai seguito sanremo per pregiudizio, però mi chiedo: il fatto che la musica Italiana (a parte le solite eccezioni, ovvio) sia deprimente, scontata, standardizzata, retorica e melensa, non può essere anche imputabile ad una manifestazione che dopo 59 anni esige sempre di rimanere sè stessa, e cioè un distorto specchio del nostro paese, sempre paese di innamorati e mangiatori di spaghetti???
perchè non ci sono cantanti o gruppi (?) che fanno canzoni che NON parlano d'amore?? cazzo, non pretendo che il punk e il rock esplodano in questo paese, ma come è posssibile che facciamo SEMPRE E SOLO canzoni d'amore, film d'amore, libri d'amore???????
chiudo con una considerazione banale, ma tristemente vera: alla fine dei giochi, gli stronzi siamo noi, perchè abbiamo sempre il telecomando dalla parte del manico, e se magari a volte abbiamo il coraggio di cambiare, dovremmo averlo anche per spegnere!
ciao tito scusa lo sfogo

Capisco ovviamente il tono di Paolo. Ma voglio ricordare (a me, a lui, a Tito e a quelli che ci leggono) che l'Italia nei secoli ha regalato al mondo pagine di bellezza inimitabile. Volendo solo limitarci alla musica, in Italia sono nate espressioni di valore straordinario, eterno. Qui è nata l'opera, per fare un solo esempio. L'Italia ha regalato al mondo perfino le "parole" della musica. Ovunque si dice "crescendo" e "fortissimo" e "allegro" e "andante".
Non ci dovremmo dimenticare (pur nella mestizia che ci procura l'ennesima rima cuore-amore - che sarà certamente, come scriveva Saba, la più antica e difficile, ma che ormai ci procura conati di vomito e attacchi di diabete mellito) non dovremmo dimenticarci, dicevo, che quello che nel nostro Paese è nato e si è sviluppato non è stato per caso. Non dobbiamo credere che Sanremo rappresenti qualcosa, oltre che la furberia e l'avidità dei tanti Bonolis in circolazione.
Italiani non sono solo il povero Povia - al quale non si può dire nulla di peggio di quanto la Natura già gli abbia fatto - o il fossile vivente Albano.
Italiani sono anche Stefano Bollani, e Chiara Civello, e Petra Magoni. E voglio metterci anche Emiliana Torrini, anche se è più islandese che italica (ma me ne voglio appropriare lo stesso).
C'è almeno mezza Italia per cui vale la pena ancora vivere da queste parti. Preferisco pensarla così, anche se forse è solo un'illusione per riuscire a sopravvivere.

Fausto, per carità, hai ragione, abbiamo avuto Verdi e Puccini, così come abbiamo avuto De Sica e Fellini, però sai, non è una giustificazione per il fatto che oggi abbiamo SOLO (e chi dice il contrario si racconta un mucchio di balle!!) i vari Vanzina e Moccia. Mi spiego facendo un esempio cinematografico, che è un po' più il mio campo: ogni anno al Festival di Venezia, si presentano due cagate italiane, e subito si plaude "alla rinascita del cinema italiano, un cinema fatto di valori antichi come la nona arte stessa". una settimana dopo, a fine festival, puntualmente ci scappa la polemica perchè, guarda caso, nessun film italiano ha vinto. E a fare gli offesi siamo sempre bravissimi. Questo perchè la mentalità odiosa dello stivale ci porta a gloriarci di quello che abbiamo fatto, sperando sempre che il minor investimento possibile ci porti al miglior risultato auspicabile. certo che abbiamo una tradizione gloriosa, ma quando passi la tua vita professionale a compiacerti del passato senza MAI far un passo vero il futuro, hai perso, e sei morto. Nella fattispecie, credo che De Sica si rivolti nella tomba per ogni Muccino che esce, perchè alla fine della fiera il nostro cinema nazionale è: 1- la stronzata natalizia di vanziniana memoria per il pubblico che si merita; 2- la stronzata adolescenziale che fa "costume" per un paio di mesi (vedi i lucchetti sui ponti) 3- la star italiana che lavora all'estero e che torna in italia da campione, perchè ha fatto due film temendamente italiani a Hollywood. Io ero in america quest'inverno, e quando è uscito 7 anime di Muccino, sul NYtimes il critico invitava la gente a NON andare a vedere il film tanto era brutto (controllare online per credere!). Poi però Muccino torna in italia e a noi raccontano che spinto dal successo di Hollywood lui torna qui per girare L'ultimo bacio 10 anni dopo!!!!! ed è in questi momenti che vorrrei essere francese o thailandese o senegalese..... qualsiasi cosa, piuttosto che italiano e bugiardo!! Per carità, non voglio fare quello per cui "il cinema americano è il migliore del mondo", ma io rispetto comunque lo "sforzo creativo" (che comprende le idee, i soldi e le tecniche), e senza scomodare Hollywood, vorrei farvi notare che da 10 anni a questa parte i nostri cugini francesi, che non hanno sicuramente un cinema ultra-travolgente, comunque ci provano, e almeno un paio di film medio-belli di genere li fanno, vedi Il patto dei lupi, Renaissance, Immortel, Nido di vespe e altro... Loro ci provano, noi ci facciamo le pippe sulle nostre glorie passate!
grazie mille italia

Scusate, mi sono infervorato e sono uscito dal tema, ma tutta la manfrina era per dire che, essendo questa una pecca profondamente insediata nella mentalità italiana, nella musica e quindi per sanremo il discorso è uguale... certo che Puccini è motivo di vanto in tutto il mondo, però oggi abiamo Marco Carta, che arriva da Amici, e se non sbaglio qualche giorno fa proprio qui parlavamo dei giovani che non fanno più la gavetta musicale e dopo un singolo non hanno + nulla da dire... anche Mina è motivo di vanto, ma abbiamo Anna Tatangelo, che "è bella e brava". siamo belli e bravi, continuiamo a essere belli e bravi. tanto..... la musica qui è morta, non predniamoci in giro.
grazie e scusate ancora lo sfogo

Paolo, il mio era un discorso se vuoi ingenuo (però non bugiardo,dai…) e magari del tutto illusorio. Quello che intendevo dire è che in Italia esistono le stesse intelligenze che esistono altrove - a meno di non considerare questo Paese una sorta di "buco nero". Esiste però anche un serio problema di maturità del pubblico, condizionato da ormai un paio di decenni di televisione brucia-neuroni. E le intelligenze che esistono vengono seppellite sotto i moccia e le tatangelo.
Ho fatto però alcuni esempi in campo musicale contemporanei. Non Puccini o Verdi. Bollani e Chiara Civello, per dire. Mi capita di leggere anche un buon libro italiano. Di vedere un discreto film italiano. Non è molto, ma per me è già qualcosa. Ripeto, il mio può essere semplicemente un discorso da minchione, ma (forse perché non ho alcuna possibilità di trasferirmi da qualche altra parte) quando sento che sto per soffocare penso alle cose buone che esistono. È un rimedio che per ora funziona.
Ai miei figli, però, ripeto in continuazione che altrove il mondo funziona meglio ed è andato più avanti. Spero che seguano il mio consiglio.

Per esempio, esistono OTTIMI fumetti italiani. (Facciamo così: non sto parlando di nessun presente, okay?).
E il mercato dei fumetti italiano è fra i primi al mondo, per grandezza e varietà della produzione.
Ma il mio non è un discorso patriottico, figuriamoci.
Semplicemente, non è che nascendo in Italia non hai nessuna possibilità di fare/scrivere/suonare/disegnare/inventare... qualcosa di intelligente.

(Be', magari devi faticare di più. Anche MOLTO di più. Questo sì.)

Io dai 13-14 anni in poi ho sempre aborrito Sanremo, ma quest'anno ho fatto il record: sono riuscito - senza il minimo sforzo - a non vederne nemmeno un secondo, neanche una nota. Ho solo visto su youtube il monologo di Benigni. Non è che sono snob, è che proprio non m'interessa. Ma proprio per nulla.

Fausto perdonami, non intendevo dire che chi ama le produzioni italiane è un minchione, assolutamente! il mio discorso, come giustamente dici anche tu, è che avremmo magari delle potenzialità, ma sappiamo come va... tu citi ad esempio Bollani; giustissimo, anche oggi, tra gli artisti contemporanei, ce ne sono di validissimi, però se ci fai caso i Bollani o i Rava, non è che vivono-lavorano-professano in italia, ma ci sono tornati dopo anni di successi all'estero, la solita storia dei cervelli in fuga! prendiamo il "caso" Alex Britti: un ottimo chitarrista, forse il migliore italiano, te lo assicuro, che però qui fa la musica che fa perchè altrimenti non mangerebbe!! poi coi soldi che si prende qui dai Sanremi vari se ne va all'estero a produrre un sacco di musica di vario genere. ma prima di tornare qui ad esordire si è fatto una lunghissima gavette in giro per l'america con alcuni tra i migliori bluesmen viventi... mi pare esemplificativo... io non lo ascolto, le sue canzoni mi terrorizzano, però l'ho visto dal vivo e ti assicuro che è un musicista di gran classe, però h acapito che QUI la classe non paga! volendo tirare in ballo il nostro "anfitrione", in effetti in italia abbiamo un mercato fumettistico invidiabile, però Tito, è innegabile che la fuga dei cervelli, o dei talenti c'è stata. poi per carità, ci sono un sacco di autori ed editori coraggiosi, però a costoro il mercato italiano può permettere fin lì... tu hai visto com'è la realtà americana, e come quella francese, è innegabile che siano più aperte delle nostre; io nel mio piccolo ho dei contatti nel mercato Usa, soprattutto in Vertigo, e li ti danno carta bianca su storie e disegni. qui abbiamo "crimini finanziari", ma lo sbirro nel fumetto, nel cinema e nella canzone italiana, è sempre una macchietta. perchè deve andare bene per un pubblico "sanremese"??? per carità, sono ben contento quando autori italiani lavorano all'estero, ma non portano fuori una tradizione italiana: hanno un incredibile talento che gli permette di inserirsi ovunque con disinvoltura... Vedi i simoni bianchi, i castellini e i titi faraci stessi, no? avete tutti un gran talento, ma non siete, a mio avviso, delle bandiere del fumetto italiano, ma del fumetto e basta. non dico che siate sprecati in italia, ma dovrebbe esserci un mercato che vi incoraggia e promuove... ma questo è un discorso troppo enorme forse...
Io vi seguirò ovunque andiate, nel mondo! sono d'accordissimo quando dici che forse devi faticare un po' di + in italia, però.....

Su Alex Britti sono molto d'accordo con Paolo. Alcuni anni fa lo conobbi a un festival "alternativo" e l'ho sentito suonare in fingerpicking. Per un chitarrista (dilettante da quasi 40 anni) come me, è stata una gioia per le orecchie. Veramente straordinario.

Ecco, non volevo parlare di me. Tuttavia...
Io nel mercato italiano mi ci trovo bene. Dove, per quale mercato, avrei potuto scrivere storie come quelle di Topolino Noir? Era il massimo che potevo scrivere in quel momento (e forse il mio massimo di sempre), non potevo desiderare di più e trovare miglior sfogo alla mia creatività. Con disegnatori, poi, come Giorgio Cavazzano (e faccio solo un nome). Ho scritto senza paletti, con grande libertà...
Nel mercato fumettistico italiano ci sono tante realtà. C'è un fumetto popolare, con le sue esigenze che gli permettono, appunto, di rivolgersi a un vasto pubblico. Riuscire a essere Autori, in questo ambito, è una sfida interessante, da affrontare. Anche se è difficile.
(Però poi puoi scrivere Tex, che vende in termini assoluti più del più venduto fumetto americano. E comunque in USA vendere più di ventimila copie è già un grande risultato...)
Ed esiste ora anche un altro mercato, più specializzato. Una nicchia, forse, ma interessante e con grandi potenzialità (in prospettiva anche economiche). Qui i paletti sono davvero pochi.

Un piccolo appunto.
Per quel che ne so io, che ho modo di parlare con più di un collega che lavora per il mercato americano, alla Vertigo hanno fior di editor, che giustamente fanno il loro lavoro. Nessun editore può permettersi di lasciare carta bianca. Farebbe il proprio male, il male dei lettori, e il male degli autori.

Sarebbe bello tornare in tema, però.

Certo Tito, non fraintendermi, non dico che l'america sia la terra delle libertà infinite, il fatto è che il mercato è talmente diversificato che puoi permetterti, da editore, di non dover fare delle scelte politiche/stilistiche sui tuoi prodotti, e quindi limitarti. poi sicuramente tu conosci queste realtà meglio di me, però converrai che sono pochi gli editori che possono fare scelte coraggiose, certamente se sei Bonelli o Disney hai le spalle larghe... poi tu fai l'esempio di Topolino Noir, però è un po' un'eccezione nel panorama italiano, nel senso che da sempre il materiale Paperopolese e non prodotto in Italia ha fatto il giro del mondo, ma perchè c'è una tradizione ben consolidata, no? però questo è un discorso enorme che esula da Sanremo... cioè, c'è una cultura popolare che fa da substrato a tutte le cose che abbiamo detto, e questa cultura, per certe sue forme, secondo me è un limite. ma sarebbe da pazzi cercare di sviscerare qui questo argomento... per carità, io farò sempre il tifo per gli autori/cantanti/attori/ballerini/registi italiani che hanno del talento, ma vorrei che potessero dimostrarlo qui in patria, tutto qui!

Ma cosa c'entra la musica con Sanremo? Sanremo è un evento televisivo; la televisione è un veicolo pubblicitario. Sanremo è semplicemente un contenitore pubblicitario.

V.

Maddai, raga, c'era Patty Pravo che ha mostrato le tette, una ballerina in bodypainting che ha mostrato le tette, una pornostar travestita da tigressa che ha mostrato le tette, Hugh Hefner che ormai è una mummia e sta su a forza di Viagra ma si è portato un paio di fichette giovani in cerca di fama... Che volevate di più? La musica? Andiamo, su, siamo a Sanremo. C'è Bonolis.
Al massimo ci può scappare la psicoanalisi di terza mano di Povia, o Iva Zanicchi che vuol essere trombata, e già va di lusso.

Aspettarmi qualcosa dai GdV? No, assolutamente.
Ma l'uso del trucchetto piu' moderno che esista in musica (l'autotune, appunto) applicato al carrozzone di San Remo stona come poche altre cose al mondo...

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