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Niente trucchi da quattro soldi

Tex0581
Sono molto amico di Claudio Villa. Ma questo non inficia il mio giudizio. Prima è venuta la stima e poi l'amicizia. Non viceversa. E questo, se permettete, fa una bella differenza.

Disegnare come Claudio significa volteggiare senza la rete sotto. Niente trucchi, niente effetti speciali. Niente dietro a cui nascondersi. Se sbagli, si vede. Se cadi, ti fai male e il pubblico fischia. Ma Claudio, semplicemente, non cade.
Il suo è solido, robusto, potente disegno. Tecnica al servizio del racconto visivo. E poi c'è quella cosa, tanto difficile da definire, che si chiama "classe".
Ormai, se penso a Tex, penso subito al suo Tex. Vorrei solo che facesse più fumetti, e non soltanto copertine. Però, finché fa copertine come questa...


Per inciso, Lo sceriffo indiano - in edicola il prossimo mese - è la prima parte della prima storia di Tex che ho scritto (ma la seconda a essere pubblicata). Sono stato fortunato, perché, oltre ad avere una copertina così, dentro ci sono gli straordinari disegni di Raul e Gianluca Cestaro. Dei quali tornerò sicuramente a parlare...

Commenti

Condivido gli apprezzamenti sul Villa, ma questa non è una delle sue migliori copertine, sia per la composizione poco indovinata (avrei messo più in evidenza le figure, e tolto 'importanza' agli alberi), sia (secondariamente) per la posa contorsionistica della mano con la pistola. Vittorio Sgarbi. ;-)

Mah. Non sono d'accordo: l'elemento ambientale, autunnale, dà grande pathos alla copertina ed è anche una componente di originalità. Racconta e anticipa qualcosa che nella storia è ben presente.
Mi piace molto anche la mano, costretta in quella postura (che è forzata, ma naturale, necessaria: per tenere la pistola così, devi piegare molto il polso). Esprime una grande tensione, pronta a esplodere.

Però, solita regola di questo blog: ogni opinione è ben accetta, se espressa con civiltà. Come in questo caso.

sì,anche a me piace molto la mano in quella posizione....credo sia la più logica,vista la dinamica...mi stupisce di più l'immobilità di tex,ma è la simbolo della sua fermezza e sicurezza di sempre....

mi piace il discorso sulla differenza di ordine fra stima e amicizia:far venire prima l'amicizia,e poi la stima,può significare essere artificiosi quando bisogna giudicare sulla qualità dei lavori,perchè a causa dell'amicizia si tende a giudizi forzati,positivi....

in effetti claudio è da tempo che si occupa solo di copertine....questo non mi sembra un male,ma so che anche lui desidera molto tornare a disegnare fumetti....e credo che,prima o poi,potrà tornare a questo....e questa attività di copertinista in toto avrà dato i suoi frutti....

in quanto a tito,dopo la fama che ti sei fatto,c'è una naturale buona aspettativa per il tuo lavoro,il che è un punto in più a tuo favore....non si può non pensare che,se una storia è di tito,sarà sicuraente una storia singolare....il che è già tanto...

@ gohelet:peste,anche vittorio sgarbi scrive qui!!!??????

Ciao Tito,
sono un tuo grande fan, non vedo l'ora di leggere lo sceriffo indiano.
Ardisco troppo se ti chiedo di inviarmi la sceneggiatura originale?!
Sul tuo manuale e in rete è possibile trovare degli stralci, ma mi piacerebbe leggerne una dall'inizio alla fine.
Ciao. Buon lavoro.

Anche a me piace quell'atmosfera autunnale, che tra l'altro è abbastanza inedita sulle copertine di Tex.
La posa della mano in effetti è un po' innaturale, ma forse potrebbe dipendere anche dal fatto che se Villa avesse disegnato il braccio nella posizione più "naturale", ossia con il gomito sollevato in fuori e la mano diritta, sarebbe andato a coprire la faccia dell'indiano.
Se proprio vogliamo essere pignoli, la testa dell'indiano mi sembra un po' piccola rispetto a quella dell'uomo... ma qui stiamo proprio a fare le pulci. La copertina ha molta atmosfera e colpisce l'occhio, e alla fine è quello che conta.

PS: Tito, ho avuto modo di leggere un commento che era stato postato ieri e che credo tu abbia censurato: ti volevo dire che hai fatto bene, non tanto per il contenuto quanto per la forma che era davvero offensiva.

Ciao a tutti!
Quella mano che regge la pistola è il punto focale delle valutazioni, mi sembra. Villa è un ottimo disegnatore; il braccio e, di conseguenza, la mano, avrebbero potuto benissimo essere in un'altra posizione, più naturale, più rilassata, ma non c'avrebbe azzeccato nulla con la tensione che la scena vuole suggerire. Il buono e bravo Villa, secondo il mio modesto parere, ha volutamente irrigidito braccio e avambraccio e torto la mano in quella posizione per esigenze d'atmosfera.

A Tito

Per curiosità, ieri sera ho letto un commento infuocato di un personaggio di cui non ricordo il nick, era l'unico presente ed era pesantemente offensivo nei confronti tuoi e di Claudio. Hai ben pensato di bannarlo? Se così fosse hai fatto una cosa buona e giusta. Ha innervosito me, non oso pensare i diretti interessati.

Offese, insulti, illazioni e toni scorretti non possono essere accettati.
È stato molto a malincuore che, per la prima volta, ho dovuto rimuovere un commento.
Non un atto di censura, quanto di rispetto per tutti.

PS
Un consistente premio (in stima) a chi azzecca la citazione contenuta nel titolo del post.
Ma nell'era di google è facile...

Scusate se continuo sulla 'mano', che comunque non è la pecca più grave di quella copertina, poco studiata compositivamente. La posizione strana è frutto dello stesso principio dei dipinti egiziani, quelli col corpo di fronte e la testa di profilo, o della Venere di Botticelli (quella col collo lungo) ovvero è sintomo della volontà di rappresentare un aspetto sensibile (la mano con la pistola che aggiunge drammaticità alla scena) nonostante gli altri elementi compositivi non lo consentano (la posizione del tizio che impugna la pistola). Tutto questo è largamente giustificabile quando l''opera' complessiva è di tale valore da rendere quel particolare una 'licenza poetica', che passa quindi in secondo piano. Questa copertina, in realtà, è solo discreta, e quindi quel particolare diventa particolarmente evidente.

È il titolo di un libro della Minimum Fax, nella collana sull'arte di scrivere, probabilmente dedicato a Carver o a Checov (ce l'ho a casa, quel libro, non ho consultato Google). ;-)

Un quartetto d'eccezione la proposta dei prossimi mesi per Tex.
Cestaro Faraci Villa.
Wow.
Per quanto riguarda il desiderio di vedere Villa di nuovo alle prese con Tex (la storia di Boselli da lui iniziata è ormai leggenda) è sempre nella mia testa.
Il mio narcisismo si attiva ogni volta che sento parlare di questa possibilità.
Infatti molti anni fa (ormai), dialogando con l'artista su TWO, avevo ricevuto un debolissima possibilità di essere ritratto come uno dei tanti comprimari presenti nella storia. Gli impegni dell'artista hanno preso il sopravvento ma nulla è perduto finchè non la vedrò pubblicata. Solo allora il mio narcisismo tornerà sopito.
Certo a questo punto dovrò anche rispedire una mia foto visto che sono passati alcuni anni e l'età avanza. Ma questo non mi spaventa visto che Claudio mi aveva detto che la mia faccia non era proprio.....western. Chissà se l'età e la vita passata non abbiano portato un vantaggio?

In quella copertina io leggo una tensione congelata, raggelata, pronta a esplodere. Una tensione che è anche fisica, e trova la sua rappresentazione quasi metaforica nella torsione del polso. Il tutto immerso in una natura autunnale, dolente e morente. In un pioggia di foglie morte, appunto.

Poi, davvero, ogni opinione espressa civilmente è lecita e gradita.
E qohelet comunque ha vinto il premio in stima.

Il libro, di Carver, è "Niente trucchi da quattro soldi - Consigli per scrivere onestamente".
(Credo che Claudio potrebbe darci parecchi consigli su come disegnare onestamente.)

Una bellissima copertina autunnale, malinconica, crepuscolare.
Spero rappresenti la degna confezione per una storia altrettanto ben fatta ed intrigante. Avendo visto delle succosissime anteprime, non posso che essere fiducioso circa il successo per la "prima vera" storia texiana di Tito.
:)

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