Sono molto amico di Claudio Villa. Ma questo non inficia il mio giudizio. Prima è venuta la stima e poi l'amicizia. Non viceversa. E questo, se permettete, fa una bella differenza.
Disegnare come Claudio significa volteggiare senza la rete sotto. Niente trucchi, niente effetti speciali. Niente dietro a cui nascondersi. Se sbagli, si vede. Se cadi, ti fai male e il pubblico fischia. Ma Claudio, semplicemente, non cade.
Il suo è solido, robusto, potente disegno. Tecnica al servizio del racconto visivo. E poi c'è quella cosa, tanto difficile da definire, che si chiama "classe".
Ormai, se penso a Tex, penso subito al suo Tex. Vorrei solo che facesse più fumetti, e non soltanto copertine. Però, finché fa copertine come questa...
Per inciso, Lo sceriffo indiano - in edicola il prossimo mese - è la prima parte della prima storia di Tex che ho scritto (ma la seconda a essere pubblicata). Sono stato fortunato, perché, oltre ad avere una copertina così, dentro ci sono gli straordinari disegni di Raul e Gianluca Cestaro. Dei quali tornerò sicuramente a parlare...
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Commenti
qohelet 11/feb/2009 09:16:01
Tito Faraci 11/feb/2009 09:28:13
pippo 11/feb/2009 10:02:55
Marco 11/feb/2009 10:24:52
sergio pasquandrea 11/feb/2009 10:59:41
Filippo 11/feb/2009 11:04:44
Tito Faraci 11/feb/2009 11:07:52
Tito Faraci 11/feb/2009 13:49:22
qohelet 11/feb/2009 13:56:58
qohelet 11/feb/2009 13:58:36
fralau 11/feb/2009 13:59:31
Tito Faraci 11/feb/2009 14:06:08
Alberto Elisi 11/feb/2009 14:31:37
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