Io lavoro solo per divertirmi. Ma se non guadagno non mi diverto.
La battuta è di un mio vecchio amico, ma nel tempo l'ho fatta mia. Non che sia sempre vero: a volte mi diverto senza guadagnarci e mi sta bene. E altre volte, per fortuna di rado, è capitato che ci guadagnassi senza divertirmi nemmeno un po'. In ogni caso, secondo me e in base alla mia esperienza (voglio dire, poi voi fate come vi pare), è meglio cercare di avere un approccio sereno e schietto con l'argomento "soldi". Bisogna sforzarsi.
Non si sa perché chi fa il mio lavoro - o lavori similari - debba provare più imbarazzo a parlare di denaro, a chiederne (oh, quale scandalo!), rispetto a un idraulico o un chirurgo plastico, per dire. Addirittura, capita di provare senso di colpa, cominciando certi discorso con formule tipo: "Scusa, ehm, c'è una cosa di cui, mmm, dovremmo parlare...". Di solito il cliente (no, non è una brutta parola) sorride sornione e dice: "Soldi, vero?".
Tanto per continuare a sentirmi un vecchio trombone, ho tre consigli al volo per i giovanotti...
Primo consiglio. Parlatene prima, non dopo. Non immediatamente (ehi, non esageriamo!), però - ribadisco - prima di fare il lavoro e non dopo averlo fatto e consegnato. Vi eviterete brutte sorprese, imbarazzi, magari delusioni. E potrete avere invece qualche bella sorpresa, prima, che poi vi farà lavorare più volentieri.
Secondo consiglio. Se qualcuno vi deve dei soldi, l'eventuale imbarazzo non è vostro. Semmai, è suo. Passati i termini di pagamento stabiliti o comunque ragionevoli, chiedete. Con tranquillità, senza ansia, in modo molto semplice e diretto. Magari (il più delle volte) si tratta solo di un malinteso, di una dimenticanza, di un impiccio procedurale. Non-sentitevi-in-imbarazzo. Capito? Chiaro? Non state chiedendo la carità a nessuno.
Certo, se non vi eravate messi d'accordo prima e non avete spedito uno straccio di fattura (o nota di collaborazione che sia)... se non avere seguito il consiglio precedente... poi non potete lamentarvi perché il cliente non vi paga. Non è mica la vostra balia.
Terzo consiglio. Questo sembra un dettaglio, ma ha il suo peso.
Si parla solo di cifre lorde. Sempre. Il "netto" non esiste. Che ne sa il cliente, che ne potrà mai sapere, di quante tasse pagherete voi? Eh, lo so, ho capito: intendete il netto da ritenuta d'acconto. Ma nel mondo del lavoro, di qualunque lavoro, si parla di cifre lorde. Punto e basta. Accettate questa semplice realtà ed eviterete la pena di rettifiche e precisazioni seccanti per il cliente e imbarazzanti per voi.
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Commenti
s. raule 04/gen/2009 15:13:44
sergio pasquandrea 04/gen/2009 15:26:47
CREPASCOLO 04/gen/2009 16:43:37
sergio pasquandrea 04/gen/2009 16:52:05
CREPASCOLO 04/gen/2009 22:03:10
Lorenzo - Nova 05/gen/2009 20:02:52
Tito Faraci 05/gen/2009 20:23:24
Stefano Priarone 05/gen/2009 21:13:07
Giorgio 08/gen/2009 01:59:19
Tito Faraci 08/gen/2009 10:27:22
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